Posts Tagged ‘libri perduti’

Da Tolstoj ad Hašek: la Rete cattura la lista dei libri perduti

gennaio 22, 2010

Un sito letterario stila l’elenco dei titoli “imprescindibili” che mancano da anni dalle librerie. Le sorprese non sono poche. Tra le opere dimenticate il teatro di Elias Canetti e l’autobiografia di Brod

I Diari di Lev Tolstoj? Mancano da più di dieci anni. L’autobiografia di Max Brod, al quale non saremo mai grati abbastanza per aver salvato tutto Kafka? Fu stampata l’ultima volta dal Saggiatore nel ’67. Jaroslav Hašek? Certo, il suo capolavoro Il buon soldato Sc’vèik lo si trova anche in economica, ma alcuni straordinari racconti li stampò la Nuova Accademia negli anni Sessanta e poi c’è stata solo un’antologia di Mondadori nel 2006. Di John Barth, un gigante di cui minimum fax ultimamente ha iniziato a ripubblicare qualcosa, ci sono titoli che non si possono leggere da quarant’anni, come Il coltivatore del Maryland, uscito da Rizzoli nel ’68. E l’ultima uscita da noi della trilogia I sonnambuli di Hermann Broch? Tredici anni fa. Non tantissimo se non fosse un’opera capitale del Novecento. E per citare un italiano, Il ricordo della Basca, del dimenticato Antonio Delfini, manca dalle librerie da un ventennio.

Quello dei «libri perduti» è un annoso problema editoriale. Spesso ci si lamenta della contraddizione per cui, a fronte di un mercato che sforna 60-70mila titoli l’anno tra novità e ristampe, moltissime opere «imprescindibili» sono ignorate da chi di dovere. O per distrazione, o per dimenticanza, o perché non venderebbero – si pensa che non venderebbero – neppure le copie necessarie a coprire i costi. E così il limbo dei «libri perduti» diventa di anno in anno più affollato, così come cresce l’elenco degli intellettuali o delle «centrali del pensiero» più o meno autorevoli che denunciano questo stato di cose: scrittori, riviste, società letterarie, università, a volte gli stessi editori. Il fatto, però, è che di solito si citano singoli titoli, un autore, un vecchio romanzo, un saggio introvabile. Ora, invece, c’è una «lista». Aggiornata di mese in mese e che serve da memento per le grandi opere dimenticate e da suggerimento per gli editori in cerca di buone idee. (more…)