Posts Tagged ‘luca telese’

Psichiatria Democratica

settembre 14, 2010

I giovani turchi, Ferrero e i gruppi veltroniani. Fotografia di un partito perennemente in analisi. Il 25 settembre Veltroni a Orvieto: potrebbe diventare la “Mirabello di centrosinistra”

Nell’articolo:  In due giorni, dal documento dei quarantenni anti-veltroniani, alle correnti storiche, un fermento criptato e indecifrabile per chi non possiede i codici delle faide antiche […..] Ma Orvieto è la città dove è nato il Pd, e dove Veltroni in un celebre discorso parlò per la prima volta della vocazione maggioritaria: “Non so quando saranno, so che alle prossime elezioni andremo da soli”. Lo disse il sabato, il lunedì Mastella abbandonò la maggioranza, il giovedì cadde Prodi

Luca Telese per “Il Fatto

Antefatto iconografico. Guardate per un attimo la foto di questa pagina. Pier Luigi Bersani chiude la festa di Torino. In piedi, solo. Per la prima volta un leader del Pd parla senza angeli custodi, senza alfieri, senza l’abbraccio dei due principali dirigenti del partito, immancabilmente vicini a lui. Quanta distanza dal rituale di tutti gli altri anni: il segretario sul palco, e tutti i leader, simbolicamente stretti intorno. Magari ipocritamente, stretti, ma tutti, almeno una volta l’anno, lì, come nella foto della classe all’inizio dell’anno. Ora abbandoniamo la foto, e passiamo al calvario della cronaca, dalle faide dei giovani turchi ai rumors di scissione, ai motivi per cui Orvieto potrebbe diventare una “Mirabello” di centrosinistra. (more…)

Stamm’a a sentì, Gianfrà!

agosto 1, 2010

di Elisabetta Tulliani, (testo raccolto in sogno da Luca Telese), da “Il Fatto

A Gianfrà, come so’ contenta! Stavolta ce l’abbiamo fatta davero! Ce stavamo a ffà ‘a colla nel Pidielle! Me sento libera come il giorno che lasciai Gaucci come un fico secco.

Adesso non me devo più vergognà colle amiche mie intellettuali, quando vado dalla parrucchiera: “E st’omo tuo, Elisabbè, parla parla, ma alla fine non conclude…” Non conclude ‘n cazzo!, je dico la prossima vorta che le vedo! Te ne dovevi annà subbito, dopo quella porcata che me fecero a me a Striscia la notizia coi firmini de Gaucci.

La verità e che se eravamo già sposati, si t’avevo già ripulito come ho fatto mo’, le comiche finali dovevano finire subbito, il giorno del Predellino. E’ stato ‘no strazio, vive‘ ‘sti du’ anni co’ la morte ner core. E’ stata dura, Gianfrà, venitte a sentì in quel terificante congresso alla fiera de Roma: io nun te capivo, ma te so’ stata al fianco, perché so’ la donna tua, c’abbiamo due pupe fatte insieme.

E’ stata dura ritrovasse su Novella 2000, io co’ na mano che me sistemo er perizoma, tu con l’attrezzo de fori. Ma siamo andati avanti lo stesso. (more…)