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Luis Sepúlveda, in Patagonia ma senza Chatwin

novembre 7, 2011

“Lui si è confrontato con il paesaggio, mai con la gente” In un libro i viaggi dell’autore cileno nella terra estrema

Mario Baudino per “La Stampa

«La Patagonia è una parte di me, del mio inventario sentimentale. Ho pensato questo libro come una storia di viaggi, e ho scoperto che era una sorta di romanzo». Luis Sepúlveda è tornato a uno dei temi che gli sono più cari, affrontato già anni fa con Patagonia Express: un paesaggio dell’anima. E con Ultime notizie dal Sud (Guanda, pp. 167, € 16) racconta non solo le sue peregrinazioni nell’immensa steppa australe con l’amico fotografo Daniel Mordzinski (che la fissa in 30 meravigliosi bianco e nero) ma fa di quel territorio estremo una sorta di metafora che vale per tutti i Paesi perduti.

Per uno scrittore, avventurarsi in Patagonia vuol dire essere subito inseguito dal fantasma di Bruce Chatwin. A lei com’è andata?
«Benissimo. L’ho ignorato. Chatwin è un grande scrittore, ma aveva radici culturali molto diverse dalle mie».

Nel libro lei parla degli inglesi che viaggiano per trovare una conferma alle loro ipotesi, e se la realtà non si adegua peggio per la realtà. E Chatwin era inglese…
«Da inglese viaggia anche lui per confermare le sue ipotesi. Ma la Patagonia non è un mondo di favola, è una parte dell’umanità. Con gente vera. E con l’amico Mordzinski abbiamo a lungo desiderato proprio questo, un viaggio tra le storie, le immagini, la gente. È finita che ne abbiamo fatti parecchi, fino al 2002 o 2003, poi il libro ha voluto i suoi tempi. Chatwin non mi convince perché si è confrontato con il paesaggio, con la potenza della natura, mai con la gente».

Lei invece racconta soprattutto storie di persone vere, anche se a volte sembrano ai limiti dell’invenzione fantastica. Come il liutaio che cerca le traversine di una ferrovia in disuso per costruire i violini, o l’ubriaco che forse è il pronipote di David Crockett. È questo che la attrae? Gente speciale in una natura speciale?
«Gente speciale perché è il frutto di un rapporto forte e per certi versi inesplicabile con una natura molto difficile da vivere e da amare. (more…)

Se una notte d’inverno un giradischi

agosto 30, 2009

imagesIn una piovosa Santiago tre vecchi amici progettano un ultimo colpo rivoluzionario. Ma accade l’imprevisto

LUIS SEPÚLVEDA
Dopo nove anni lo scrittore cileno torna al romanzocon «L’ombra di quel che eravamo», in libreria dal 3 settembre per Guanda (pp. 148, euro 15).

Prima si sentì un rumore di vetri infranti, poi l’oggetto uscì a razzo fuori dalla finestra, cercò con goffa stanchezza di salire un paio di millimetri, ma subito fu vinto dalla gravità e piombò giù.

La caduta non durò che qualche secondo, e se in quel momento e in quel posto ci fosse stato qualcuno a osservare il cielo buio di Santiago, avrebbe visto che l’oggetto poteva benissimo essere confuso con una valigetta dotata di un cavo che spuntava da un lato come la coda di un animale, a cui vietavano il volo la forma per nulla aerodinamica e l’assenza evidente di ali. (more…)