Posts Tagged ‘magistratura’

Ma per Falcone era un falso problema

maggio 23, 2010

Affrontare la questione delle carriere separate «accantonando lo spauracchio della dipendenza dei pm»

Marco Galluzzo per “Il Corrierre della Sera

 La dipendenza del pubblico ministero dall’esecutivo? Un falso problema, «uno spauracchio». Una politica giudiziaria nazionale? Qualcosa da auspicare, come avviene negli Stati Uniti. La separazione delle carriere? Ovvero la «faticosa consapevolezza che la regolamentazione della carriera dei magistrati del pubblico ministero non può essere più identica a quella dei magistrati giudicanti». Come ogni anno si celebra l’anniversario della morte del magistrato siciliano, ma se ne dimentica in parte il pensiero giuridico. Un pensiero che scalfiva tabù, attuale come non mai, che resta a dimostrare come Giovanni Falcone non fosse soltanto un eccellente investigatore, ma anche un cultore del diritto, amante dell’analisi comparata con altri sistemi, in primo luogo quello americano, che aveva conosciuto direttamente per aver a lungo lavorato al fianco degli inquirenti degli Stati Uniti. Quelli che seguono sono soltanto alcuni estratti di un corpo di riflessioni poco conosciuto, certamente scomodo, spesso rimosso prima ancora che dimenticato. E’ disponibile quasi interamente in un volume ormai introvabile, Giovanni Falcone, Interventi e proposte, 1982-1992, edito da Sansoni insieme alla Fondazione Falcone. Eccone alcuni passi, sui temi di maggiore attualità.

CARRIERE – Ovvero «la faticosa consapevolezza che la regolamentazione della carriera dei magistrati del pubblico ministero non può più essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l’habitus mentale, le capacità professionali richieste: investigatore il pm, arbitro della controversia il giudice». Tema da affrontare senza paure, «accantonando la spauracchio della dipendenza del pm dall’ esecutivo e della discrezionalità dell’ azione penale, puntualmente sbandierati quando si parla di differenziazione delle carriere». (more…)

“I miei tredici anni da magistrato in bilico tra farsa e tragedia”

novembre 8, 2009
foto-id=569014-x=198-y=149Il magistrato Alberto Marcheselli imparò da un’impiegata della cancelleria, «un donnino proveniente da una zona imprecisata dell’Italia centrale», come funziona la giustizia nel nostro Paese. Quel giorno, nel concedere a un detenuto un permesso particolarmente delicato, Marcheselli aveva confidato alla signora M.: «Il pubblico ministero è molto severo, secondo me impugnerà il provvedimento». Lei lo squadrò con occhi scintillanti di malizia: «Vuole che impedisca al Pm d’impugnare?». Trasse dal cassetto della scrivania una spanna di fogli e la schiaffò dentro il fascicolo. «Così non impugna di sicuro», concluse ammiccante, ben conoscendo la repulsione delle toghe per tutto ciò che costa fatica, a cominciare dalla lettura. Il magistrato, sbalordito, fece togliere quei 500 fogli che non c’entravano nulla, vecchie pratiche, certificati penali irrilevanti, persino volantini sindacali. Il fascicolo tornò smilzo. E il Pm, ovviamente, impugnò. (more…)

I SEGRETI DELLE PROCURE IN MANO A TELECOM

ottobre 27, 2009

imagesÈ normale che i signori magistrati affidino a trattativa privata, senza gara, per importo di 21milioni e rotti di euro, il servizio di assistenza ai loro sistemi informatici? – Ed è normale che questo contratto venga affidato in questo modo a Telecom Italia nel mentre è ancora pendente l’inchiesta DELLO SPIONE TAVAROLI? – L’AZIENDA: “INTERVENTI A DISTANZA IN POCHI CASI”…

Gian Marco Chiocci per “il Giornale”

È normale che i dati sensibili e protetti da segreto istruttorio delle procure e dei tribunali d’Italia possano essere visti e consultati da semplici operatori di call center? E normale che il registro generale su cui i magistrati iscrivono gli indagati possa essere «aperto» all’esterno degli ambienti giudiziari? È normale che questi operatori esterni che fungono da tecnici dell’assistenza anziché essere interni alle procure (come fino a oggi accadeva) siano invece distaccati altrove, lontani dai palazzi di giustizia, in anonimi centralini?

È normale che i signori magistrati affidino a trattativa privata, senza gara, per importo di 21milioni e rotti di euro, il servizio di assistenza ai loro sistemi informatici? Ed è normale che questo contratto venga affidato in questo modo a Telecom Italia nel mentre è ancora pendente l’inchiesta sui vertici dell’azienda telefonica che – secondo la procura di Milano – avrebbero commesso illeciti proprio nella gestione di dati sensibili con intrusioni nei computer di soggetti considerati «nemici» della stessa Telecom? (more…)

L’eterna solitudine dei magistrati

agosto 25, 2009

images«I l giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l’esperienza personale» (Platone, Repubblica).«Forse non è tanto un problema di esperienza e di conoscenza del male, quanto di solitudine», osserva Paola Biondolillo, 35 anni, milanese, in magistratura dal 2002. «Mi riferisco al peso della responsabilità di dover decidere ogni giorno sulla libertà di altre persone. È un peso che avverti molto, soprattutto all’inizio».
«Solitudine» con la quale si riesce a convivere meglio con il passare degli anni, maturando scelte sofferte e sbagli, magari. «Anche perché – spiega Luigi Domenico Cerqua, maceratese, 65 anni, alle spalle una carriera quarantennale dedicata alla giustizia penale – quotidianamente ci si deve poi confrontare con problemi meno metafisici». Dai fondi che scarseggiano alle carenze d’organico che affliggono tribunali e procure, surclassati da una domanda di diritto e legalità e da una conflittualità sociale che non accennano a placarsi. (more…)