Posts Tagged ‘mario monicelli’

Mario Monicelli: Il mio cinema fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv

novembre 30, 2010

E’ stato uno dei più grandi registi italiani di tutti i tempi. Qui ripercorre la sua vita in un racconto intensissimo e divertente, amaro e surreale. Proprio come le sue commedie. Con la differenza che in questa narrazione nulla è stato inventato. Dal primo film sotto il fascismo alla Liberazione, dagli attacchi di Gadda contro La grande guerra, alle partite a carte con Sordi e il sensitivo Rol, dal ritorno a casa l’8 settembre del ’43 al crollo dell’Urss.

di Mario Monicelli, da MicroMega 5/2010

Il primo regista con il quale ho lavorato era un cecoslovacco, si chiamava Machaty´. Era il 1934. L’anno prima aveva vinto a Venezia con un film «scandalo»: Ecstasy. A dire la verità non si trattava di una grande pellicola, ma fece molto scalpore perché conteneva la prima scena di nudo della storia del cinema. L’attrice in questione, Dorothy Lamarr, veniva immortalata mentre passeggiava senza veli per i boschi della Boemia. L’effetto sul pubblico fu tale che il film ebbe la Coppa Mussolini e il regista fu chiamato a Hollywood. (more…)

Il Misfatto incontra Mario Monicelli

Mag 9, 2010

“Non sono uno storico, né un filosofo, ma quanto tempo deve durare ancora quest´intervista?”. Mario Monicelli, 95 anni tra una settimana, osserva dietro la rifrazione del Colosseo la vita che si merita. E´ ancora a colori, nonostante Age e Scarpelli, Benvenuti e De Bernardi, i compagni di strada di un´esistenza intera abbiano salutato più o meno in anticipo sulla giustizia divina. Nei pochi metri quadri a due passi dal set naturale della Storia, la relativa solitudine pare a Mario un dono prezioso da assaporare in una nave-appartamento in cui ricordare e riflettere con uno sguardo diverso dalla severità degli anni ´70. A quel Monicelli, sguardo torvo, occhiali dalla montatura severa, lunghi baffi minacciosi, si è sostituito quello odierno. Caustico, definitivo ma improvvisamente illuminato dalla ieratica leggerezza della quarta età. Parla un italiano magnifico, in cui a ogni termine, corrisponde un´immagine precisa. Sceglie le parole, le pesa, poi le mette in circolo disegnando copioni, profezie, anatemi. Ha visto tutto, conosce, valuta. E se si indigna, urla. Nato a Viareggio da una famiglia di giornalisti nel 1915, del gusto della descrizione impudica, della nerbata rivelatoria e della commedia umana senza indulgenze, Mario il toscano ha fatto mestiere. Anche se adesso non gira più, dopo l´ultima faticosissima piroetta nel deserto, Monicelli filma ancora il quotidiano. Lo vede, lo rimonta, scarta quel che non lo convince (more…)

Armata Brancaleone

gennaio 27, 2010

L’occhio di Monicelli sugli ultimi sexy-gate: su questa politica girerei un film, una farsa senza sconti

I soliti ignoti occupano le prime pagine, l’Armata Brancaleone abita nel Pd e i compagni, stavolta, al posto delle bandiere agitano le lenzuola. Mario Monicelli, 95 anni a maggio. Pessimismo, ironia, disincanto. Lo chiamano. “Mario guarda che si fredda il pranzo”. “Arrivo, arrivo” e intanto parla, rampogna, ammonisce. “Nel passaggio dai partiti storici al liderismo, si scoprono guêpière, altarini sentimentali, privato che si mischia col pubblico e l’impressione, me lo lasci dire è desolante e al tempo stesso antica”.

Monicelli, la politica italiana sembra essersi smarrita in un vortice di dossier in minigonna.

Di faccende come quella di Delbono sono a conoscenza fin da bambino. Iniziarono in Francia. Mi ricordo che negli anni Trenta, la politica locale venne scossa da una serie di scandali in cui erano coinvolti addirittura i presidenti della Repubblica. Il teatro del tempo e la pochade edificavano i copioni sulla politica deteriore e sull’affarismo. Come vede, non è cambiato nulla. (more…)

SOSTIENE MONICELLI

settembre 3, 2009

imagesLA CULTURA SERVE PER FARE CINEMA. SERVE PER RUBARE LE TRAME DI MAUPASSANT, GOGOL, FLAUBERT. NON SI INVENTA NULLA – NEI FILM DI MUCCINO NON SUCCEDE NULLA – NON CONFONDIAMO VANZINA CON STENO – BENIGNI HA PERSO CORAGGIO…

Vittorio Zincone per il “Corriere della Sera Magazine

 
Mario Monicelli, 94 anni, è il padre nobile del cinema dal sorriso feroce. Quello dei ladri poveracci dei Soliti ignoti, del potere beffardo del Marchese del Grillo, del Medioevo straccione dell’Armata Brancaleone, della violenza disperata del Borghese piccolo piccolo e del cinismo sbracato di Amici miei. A Venezia, in questi giorni, si festeggia il cinquantenario del Leone d’oro che il regista vinse nel 1959 con La Grande Guerra. Un film osteggiato e ultradiscusso prima di uscire in sala («Perché considerato antipatriottico») e poi accolto come un capolavoro.

Incontro Monicelli prima che si imbarchi per il Lido. Mi accoglie nel suo piccolo appartamento romano, in tuta e t-shirt bianca. Essenziale. Come la spietata definizione che diede di se stesso un giorno che non stava troppo bene: «Sono il più grande regista morente». Sono essenziali pure i giudizi che dà sul cinema italiano e su Venezia. (more…)

Il metodo Monicelli e il cinema come mestiere

luglio 30, 2009

imagesIl cinema visto da un maestro, il cinema dietro le quinte, a telecamera spenta, le manie, i vizi, come si sceglie un attore e perché. La complicità degli sceneggiatori, i temuti giudizi dei produttori. Mario Monicelli, che della cinematografia italiana è il nume tutelare ne ha parlato con Steve Della Casa e Francesco Ranieri Martinotti che ne hanno curato la stesura in un volume dal titolo «Il mestiere del cinema» (Donzelli, pp. 96, 15 euro). La lettura è agile, la scrittura forse carente perché colloquiale al punto da sembrare una pura trascrizione di un dialogo del principe dei registi con i due interlocutori. Ne esce però un quadretto importante in cui Monicelli rievoca i suoi primi passi nel mondo della celluloide, le prime opportunità di assistere alle riprese come ragazzo di bottega che porta le sigarette al regista. (more…)