Posts Tagged ‘mario pannunzio’

Un risorgimentale nel nome di Cavour e Tocqueville

marzo 8, 2010

Lo spirito ottocentesco del grande giornalista Mario Pannunzio nacque dall’opposizione alla vulgata marxista. La democrazia liberale e laica è il tratto che lo unisce al conte e al filosofo francese 

È stato Rosario Romeo a evidenziarmi, da grande storico di Cavour e del Risorgimento, la passione che Mario Pannunzio ebbe per le vicende che caratterizzarono gli anni di quello che Benedetto Croce definiva «Sorgimento», considerandolo l’unico momento storico nel quale questo disgraziato Paese, dopo secoli di servitù, cercò di darsi un futuro unitario.

È noto a tutti che Pannunzio teneva dietro la sua scrivania di direttore del Mondo il ritratto di Cavour per cui provava un’affinità elettiva profonda, così come non è certo casuale che per il suo foglio clandestino, destinato, dopo la Liberazione di Roma, a diventare quotidiano del partito liberale italiano da lui diretto fino al 1947, Pannunzio avesse scelto la testata di Risorgimento liberale che si richiamava parzialmente al quotidiano fondato da Cavour a Torino nel 1848.
Finora erano stati solo Romeo e Spadolini a rimarcare l’impronta dello spirito risorgimentale che caratterizzava Pannunzio, direi quasi del suo spirito ottocentesco, se è vero che lui, letterato raffinatissimo che amava Proust, volle nella bara come compagno dell’ultimo viaggio nel 1968, I promessi sposi di Manzoni, cattolico liberale che subì il fascino politico di Cavour e s’impegnò con la sua opera, letteraria e non solo, a favore del Risorgimento. (more…)

Il vero mondo

dicembre 4, 2009

Alcune riflessioni sulla celebrazione a Milano di Mario Pannunzio, fondatore del settimanale, da parte di chi è stato al suo fianco

di Eugenio Scalfari

Si è tenuta nei giorni scorsi a Milano, per iniziativa del ‘Corriere della Sera‘ e di altre fondazioni non meglio identificabili, una celebrazione dedicata a Mario Pannunzio e al settimanale ‘Il Mondo‘ da lui fondato nel lontano 1949 e diretto fino alla sua fine nel 1965. ‘Il Mondo’ poi riprese sotto altra veste le pubblicazioni, infine si trasformò completamente diventando un settimanale finanziario. Quello di Pannunzio è rimasto un ‘unicum’, perciò se ne parla assai frequentemente tutte le volte che un’occasione lo suggerisca ed ora l’occasione non manca: Mario nacque nel 1910, tra pochi mesi avrebbe compiuto cent’anni.

Proprio utilizzando il calendario e forse con qualche anticipo di troppo, nella scorsa primavera la Provincia di Lucca – sua città natale – volle prender l’iniziativa e invitò me ad esserne il relatore. E poiché nella stessa città e nello stesso anno era nato anche Arrigo Benedetti fondatore dell”Europeo‘ prima e dell”Espresso’ dopo; poiché Benedetti e Pannunzio furono grandi e intimissimi amici; poiché i settimanali da essi creati ebbero una funzione analoga nella storia del giornalismo italiano, ma non soltanto: anche nella storia delle idee; per tutte queste ragioni parve giusto abbinare quei due nomi e trattare insieme l’opera cui dettero vita. (more…)

La sera non andavamo in via Veneto

agosto 27, 2009

imagesMarco Pannella racconta Mario Pannunzio per ritrarre un sistema di vite, idee e militanze radicalacce

 

Perché Pannunzio fu innanzitutto, affermiamo, un politico? Come nasce in lui – e come poi si dispiega compiutamente – la “forma” del politico?
Ripercorriamo il suo tragitto. Partiremo da una data, netta e ferma come uno spartiacque. E’ il 25 luglio 1943: esce l’“edizione di mezzogiorno” (dunque straordinaria) de “Il Messaggero”. Annuncia che il Maresciallo Badoglio è il nuovo Capo del Governo. Durante la notte è avvenuto il colpo di Stato, Mussolini è stato defenestrato dal Gran Consiglio, il Re ha (ri)preso in mano – sarà per un mese, all’incirca – la guida del Paese. Il giornale ha un solo foglio, anzi una sola facciata: le foto del Re e di Badoglio, i comunicati ufficiali, il secco avviso che Pio Perrone assume la direzione del quotidiano, il Bollettino di guerra – numero 1.156 – una appassionata cronaca della notte romana e delle manifestazioni che hanno avuto luogo, spontaneamente, al diffondersi della straordinaria notizia, e uno stringato editoriale. Forse una colonna e mezza, poche righe improvvisate a macchina, nella sede di Via del Tritone, da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, circondati dagli amici di sempre, Flaiano, Longanesi, Soldati. Sono quello che devono e non possono non essere: un appello alle “energie materiali e morali della Nazione” perché nell’ora “estremamente grave e perigliosa”, nel “momento della lotta, della disciplina e del lavoro”, si stringano attorno al Re, a Badoglio, all’Esercito. Ma c’è in esse già il tono del liberale, discepolo di Benedetto Croce. “Riacquistiamo oggi – vi si legge – la libertà di parola (…) che comporta tutte le altre libertà costituzionali e costituisce un elemento indispensabile alla vita come l’aria e la luce…”. Sentiamo l’eco della “religione della libertà”. (more…)