Posts Tagged ‘mauro rostagno’

A 23 anni dall’omicidio Rostagno troppi misteri e strane ‘coincidenze’

settembre 29, 2011

Intercettazioni telefoniche prima giudicate ‘interessanti’ e poi distrutte, il ruolo di Bettino Craxi, la mano della mafia, le tracce dei servizi segreti deviati: era la sera del 26 settembre 1988 quando il giornalista venne ucciso da un commando, da allora a oggi ecco i retroscena di un ‘noir’ tutto italiano

Luciano Mirone per “Il Fatto

Chissà perché un anno dopo il delitto di Mauro Rostagno, il procuratore della Repubblica di Trapani, Antonino Coci, si affrettò a ordinare la smagnetizzazione delle intercettazioni telefoniche fra l’ex presidente del Consiglio, Bettino Craxi, e il suo amico fraterno Francesco Cardella. Certo, Cardella non era un personaggio qualsiasi: accusato otto anni dopo dal nuovo procuratore di essere il mandante dell’omicidio Rostagno, col quale nell’81 aveva fondato la comunità per il recupero dei tossicodipendenti “Saman”, dopo l’archiviazione di quell’indagine, fugge in Nicaragua dove, dal presidente comunista Daniel Ortega, viene nominato ambasciatore nei Paesi del Maghreb. (more…)

Tutte le vite di Mauro Rostagno. In un libro il racconto della figlia

settembre 16, 2011

In “Il suono di una sola mano” di Maddalena Rostagno e Andrea Gentile la storia di un uomo che è stato leader di Lotta Continua e seguace di Osho, brillante sociologo e fondatore della comunità terapeutica Saman, nonché coraggioso giornalista che ha combattuto la mafia. Il volume esce proprio mentre il processo sul suo omicidio cerca di punire quei colpevoli che mancano da 23 anni

Valeria Gandus per “Il Fatto

Non è stato facile, per Maddalena Rostagno, scrivere questo libro. Troppo era il dolore per essere stata privata, appena quindicenne, del padre amatissimo. Troppa la rabbia per i lunghi anni passati in attesa di una giustizia che sembrava destinata a non arrivare mai.

Quando per la prima volta aveva provato a mettere nero su bianco la storia di Mauro, il leader di Lotta Continua e l’“arancione” seguace di Osho, il brillante sociologo, il fondatore della comunità terapeutica Saman, il giornalista coraggioso, quando, insomma, aveva cercato di raccontare le molte e bellissime vite dell’uomo che un giorno di settembre del 1988 fu ammazzato mentre tornava a casa, da lei, Maddalena era riuscita solo a mettere insieme un’infinità di atti e carte giudiziarie. Su quelle tante, prodigiose vite pendeva prepotentemente il sopravvento la morte, con il suo carico di dolore e di rabbia.

Poi c’è stato l’incontro con Andrea Gentile, “una persona giovane, curiosa, leggera”, e gli “scarabocchi” che Maddalena ancora tracciava per disegnare suo padre hanno preso, finalmente, la forma di racconto. Con lui, ventiseienne redattore editoriale, la trentottenne Maddalena si è lasciata andare ai ricordi, ha pescato nei cassetti della memoria luoghi ed episodi, frasi, oggetti, canzoni. E sì, anche atti giudiziari, interviste, testimonianze. E ora sono loro, insieme, a raccontare a noi Mauro Rostagno in un libro struggente ma mai patetico, documentatissimo ma mai pedante: Il suono di una sola mano (il Saggiatore). (more…)

“Mauro intuì quelle complicità dopo un incontro con Borsellino”

aprile 21, 2011

L’assassinio di Rostagno, parla la compagna Chicca Roveri. “Prima di morire indicò nella loggia massonica Scontrino il luogo d’incontro fra mafiosi e insospettabili. Nella Trapani di quegli anni alcuni magistrati erano fedeli allo Stato, mentre altri aiutavano Cosa nostra”

Giuseppe D’Avanzo per “la Repubblica

Chicca Roveri, la compagna di Mauro Rostagno, non ha avuto modo di apprezzare il rigore del giornalismo italiano. È questo il suo esordio: “Non riuscirò mai a capire la leggerezza con cui fate il vostro lavoro. Non capirò il silenzio che circonda il processo per la morte di Mauro”. “Non ci vuole molto per comprendere che l’ostinazione a negare la mano mafiosa nell’assassinio di Mauro vuole nascondere responsabilità che sono ancora oggi vive. Quell’abbozzo di racconto giornalistico che si fa di questo processo è strabico. Da un lato, non “vede” la mafia e non ne parla; dall’altro, con testardaggine vuole tornare indietro a moventi che già sono stati liquidati dal lavoro dei pubblici ministeri di Palermo e nonostante i mille depistaggi. Oggi gli appunti ritrovati di Mauro 1chiariscono di che cosa si stava occupando e chi doveva preoccuparsi per le sue inchieste e mi rende finalmente chiaro che cosa è accaduto e perché mi è accaduto”.

Ricordiamo che lei è stata arrestata come complice degli assassini di Mauro nel 1996 e del tutto scagionata dalla procura di Palermo. Ma andiamo per ordine. Cominciamo dagli appunti di Mauro. Che cosa c’è scritto e perché sono così importanti?
“Dico prima del perché sono importanti. Gli appunti svelano quali erano le complicità tra Stato e Mafia che Mauro aveva intuito e intendeva raccontare nelle sue trasmissioni. È rilevante raccontare come e quando Mauro raccoglie quella scheda. Mauro era convinto che Trapani fosse alla vigilia di una “primavera civile”. Credeva che magistrati e forze dell’ordine si stavano dando da fare e si attendeva che anche la città si sarebbe presto scossa. Poi, qualche mese prima di essere ucciso, Mauro incontrò – era il luglio del 1988 – Paolo Borsellino e il giudice raffreddò molto il suo entusiasmo. Borsellino gli disse che era in corso una “normalizzazione”, al contrario, e le inchieste stavano rallentando. Fece anche i nomi dei responsabili di quell’insabbiamento. Gli fece il nome di un giudice dell’ufficio istruzione, di un dirigente della polizia giudiziaria. È un fatto che Mauro, dopo quell’incontro, annota dei nomi e alcuni nessi con l’omicidio del sostituto procuratore Gian Giacomo Ciaccio Montalto e il potere della famiglia dei Minore”. (more…)