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Un missile cinese cambierà la geopolitica

settembre 14, 2010

Nell’articolo: E allora: che cosa ci rivela tutto ciò? Tre cose. La prima è che la Cina è prossima – come mai è stata in passato – a mettere definitivamente a punto un missile in grado di mettere fuori gioco una portaerei. La seconda è che la produzione di un missile di questo tipo equivarrà a porre fine all’incontrastata egemonia statunitense sui mari, specialmente lungo le cruciali rotte oceaniche asiatiche. La terza e ultima cosa è che un missile DF-21D operativo accrescerebbe fortemente le tensioni che già serpeggiano in Asia

di Andrew Burt, direttore associato di InsideDefense.com, da “Il Sole 24 Ore
(Traduzione di Anna Bissanti)

«Potrebbe essere rivoluzionario, cambiare ogni cosa», ha scritto una fonte del governo degli Stati Uniti. «Potrebbe spalancare le porte a una nuova era dell’ordine internazionale», ha scritto un’altra. «Potrebbe mettere fine al nostro modo di intervenire», mi ha riferito un funzionario di alto grado in pensione. Ciò a cui si riferiscono questi ex o attuali esponenti dei più alti gradi dell’esercito è qualcosa di cui non avete mai sentito parlare prima. Si tratta del missile cinese denominato Dong Feng 21D, in sigla DF-21D. ù

Prima di tutto sarà bene contestualizzare la notizia: le portaerei della Marina Usa possono proiettare la potenza americana in ogni angolo del pianeta. Le superportaerei sono enormi navi a propulsione nucleare, lunghe fino a 330 metri, in grado di trasportare 85 aerei e oltre 6mila effettivi. E al prezzo di 4,5 miliardi di dollari l’una sono pressoché capaci di dare il via e combattere una guerra per conto proprio.

Per molti aspetti le superportaerei costituiscono l’ossatura portante della politica estera americana. La crisi dello Stretto di Taiwan del 1996 ne costituisce un ottimo esempio: nel periodo preliminare alle prime elezioni presidenziali della storia di Taiwan, la Cina condusse una serie di test missilistici allo scopo d’incutere timore nell’elettorato taiwanese. I cinesi speravano che un’ostentazione della loro potenza militare avrebbe dissuaso la popolazione taiwanese dall’eleggere politici separatisti. Quando tra Pechino e Taipei andò crescendo la tensione, Washington inviò due portaerei verso la costa cinese. Il messaggio diretto alla Cina era chiaro: non potete permettervi un conflitto con Taiwan perché noi interverremo. Pechino fece un passo indietro, i taiwanesi votarono liberamente e in Asia la situazione rimase tranquilla e sotto controllo. (more…)