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La fuga dell’Al Shabaab da Mogadiscio

settembre 7, 2011

Carta di Laura Canali

A inizio agosto le milizie islamiche dell’Al Shabaab hanno lasciato la parte nord di Mogadiscio. Ma il contingente Amisom dell’Unione Africana sa che la loro struttura è estremamente flessibile, capace di profonde ristrutturazioni, e resta cauto su una loro definitiva sconfitta, frenando l’entusiasmo del presidente del governo transitorio Sharif Sheikh Ahmed

Nicola Pedde per “Limes

Quando, nella notte tra il 5 e il 6 agosto, il grosso delle milizie dell’Al Shabaab ha lasciato la parte nord della città di Mogadiscio – e soprattutto la roccaforte dei quartieri di Bondere e Shingani – il presidente somalo Sheikh Sharif Sheikh Ahmed non ha saputo contenere l’entusiasmo, e nel commentare la notizia con i giornalisti ha affermato come “Mogadiscio sia adesso completamente libera, e presto lo sarà l’intera Somalia”. Peccando probabilmente di eccessivo ottimismo.

Che l’Al Shabaab sia in profonda crisi dopo l’uccisione di alcuni uomini chiave dell’organizzazione non è un mistero per nessuno. Ma non bisogna correre il rischio di considerarli ormai sconfitti e allo sbando, come molti sembrano credere a Mogadiscio in queste ore, o come vorrebbero far credere alla comunità internazionale. (more…)

Che cosa c’è dietro la strage a Mogadiscio

dicembre 5, 2009

Ieri il gruppo terrorista somalo Shabaab ha attaccato la cerimonia di laurea della facoltà di Medicina di Mogadiscio. Un terrorista travestito con un velo islamico da donna si è fatto saltare tra gli  studenti e vicino alle autorità, dentro un salone dell’hotel Shamo. Al centro della capitale, è un albergo considerato relativamente sicuro dove di solito dormono i pochissimi occidentali che passano per il paese. Tra i 19 morti ci sono anche tre ministri del fragilissimo governo di transizione nazionale e due giornalisti, uno della rete satellitare in arabo al Arabiya.
I guerriglieri di Shabaab riescono a colpire in luoghi che in teoria – la Somalia è in guerra – dovrebbero essere iperprotetti. A giugno hanno ucciso persino il ministro della Sicurezza, Osman Hashi. A settembre si sono infiltrati a un incontro tra il governo somalo e i comandanti della missione Amisom – il contingente mandato dall’Unione africana – dentro l’aeroporto di Mogadiscio, uccidendo il vicecomandante e 20 soldati ugandesi. In quell’attacco, furono particolarmente sofisticati: entrarono con due veicoli dell’Onu, rubati due mesi prima e trasformati in autobomba, guidati da almeno un volontario di Shabaab cresciuto in America che parlava un inglese perfetto e si è fatto passare per un funzionario Onu. (more…)