Posts Tagged ‘mosca’

Venti anni dopo l’Ottantanove, il ritorno di Stalin?

novembre 3, 2009

150_StalinDue decenni dopo la fine del socialismo reale tanti rimpianti e insospettabili riabilitazioni, in Italia come a Mosca, del dittatore georgiano. Sorprendentemente, una voce in controtendenza si alza da Cuba: Fidel Castro e gli “errori madornali” di Stalin

Era difficile immaginare che appena venti anni dopo il penoso tramonto del “socialismo reale”, (l’unico esistente, l’unico possibile, diceva Breznev…) ci fossero tanti rimpianti e tante “riabilitazioni”.

In Germania il relativo ma non trascurabile successo della Linke si spiega all’ovest con il peso di Oscar Lafontaine, che della SPD era stato presidente, ma all’est si deve a una forte ripresa della nostalgia per la vecchia RDT e a una sostanziale tenuta del vecchio apparato.

In Russia il nuovo anno scolastico ha visto comparire nelle scuole un “nuovo” manuale di storia, che ripropone una esaltazione dei “grandi successi” dell’Urss staliniana, “artificialmente ingigantiti o inventati di sana pianta”; la frase è dell’ex deputato Vladimir Rizhkov, che ha denunciato su The Moscow Times anche che il manuale giustifica tutti i crimini di Stalin nella seconda guerra mondiale. Tra questi, ovviamente, “la firma del Patto Molotov-Ribbentrop, l’invasione della Finlandia e l’annessione degli Stati baltici, della Polonia orientale e di parte della Romania”. La logica è la riscoperta ed esaltazione del “vecchio orgoglio imperiale”. (more…)

Quella mano tesa dal Vaticano a Mosca

settembre 25, 2009

222q05a3di Roberto Pertici

Nell’anno precedente il patto Ribbentrop-Molotov del 23 agosto 1939 l’Unione Sovietica fu assente dalla “grande politica” europea. Anche l’offensiva di pace vaticana del 3 maggio di quell’anno, di fatto, la escludeva, rivolgendosi solo a Francia, Gran Bretagna, Polonia, Italia e Germania, anche perché – ricordavo – a questa data la Santa Sede non intratteneva rapporti diplomatici con la Russia di Stalin. Eppure nei mesi precedenti, si erano verificate da parte vaticana alcune avances, certo cautissime e del tutto informali, per saggiare le possibilità di un qualche contatto con quel Paese.
Si tratta di una vicenda per molti aspetti ancora da approfondire, ma non priva di significato se la si proietta nel quadro della politica vaticana degli ultimi mesi del pontificato di Pio xi:  nota fin dagli anni Settanta soprattutto grazie alle ripetute rievocazioni di uno dei suoi protagonisti, il dirigente del Partito comunista italiano Ambrogio Donini (I comunisti e la Chiesa di fronte alla guerra, in “Il Calendario del popolo”, XXVII, 1971, pp. 265-278), non mi sembra che abbia trovato posto nelle più recenti ricostruzioni di quei drammatici mesi, eppure – lo ripeto – è rivelatrice delle preoccupazioni e delle ansie che percorsero i vertici vaticani nel periodo che va dalla visita di Hitler in Italia nel maggio 1938 alla morte del Papa il 10 febbraio dell’anno successivo. (more…)

PUGNO DI FERRO DI PUTIN SUL GIGANTESCO MERCATO SEMI-ABUSIVO DI MOSCA

luglio 30, 2009

AM2O2DGCADTPWV0CA065T0XCAJQ4KKBCAEA19TYCAV7K37GCAK87RBOCA14UWI2CA7CY821CA089ULMCAHKG5B1CAM5LSZ5CA1NCEPVCAKLWEMMCA81ITZ9CAZZ2HF2CA6XOSUDCAH7D32ZCASHI1YYSFIDA APERTA A CORRUZIONE E MAFIE O SOLO L’ULTIMO EPISODIO DELLA GUERRA TRA I CLAN CRIMINALI PER IL CONTROLLO DEL COMMERCIO IN RUSSIA? – LA CINA FURIOSA, A RISCHIO DECINE DI FABBRICHE NEL SUD DEL PAESE

Vladimir Sapozhnikov per “Il Sole 24 Ore”

Chiuso, sigillato, vuoto. Per sempre, con tutta la merce ancora lì, abbandonata sui banchi. E la saracinesca abbassata per ordine supremo, ovvero di Vladimir Putin. Gli agenti della polizia sono entrati in azione a Mosca, alla fine di giugno, per bloccare una volta per tutte l’attività del Cherkizovskij, il più grande mercato di tutto l’est europeo.Un groviglio di negozietti, merci di ogni genere, spesso contraffatte e di contrabbando. Più di duecento ettari nel nord-est di Mosca divisi in dodici zone commerciali che dal 1991, dal crollo dell’Unione sovietica, accompagnava la vita e le fatiche quotidiane di centinaia di migliaia di commercianti e clienti, in febbrile movimento tra vestiti, mobili, gioielli, artigianato vario, carne, pesce. (more…)

Putin chiude il bazar del crimine

luglio 14, 2009

imagesMarta Allevato

Un buco nero dell’illegalità, il paradiso del contrabbando, uno Stato nello Stato, con la propria polizia, la propria procura, la sua dogana e perfino i suoi bordelli. È il mercato Cherkizovsky a Mosca, il più grande d’Europa, e che ora rischia di sparire per sempre lasciando dietro di sé profonde tensioni sociali. Su questa sorta di bazar mediorientale si è abbattuta di recente la scure del premier Vladimir Putin, che ne ha imposto la chiusura per violazioni delle norme sanitarie. L’iniziativa sta facendo molto discutere in Russia, dove è già scattato l’allarme rosso per il rischio di una «guerra intertnica» nella capitale, tristemente nota per l’alto livello di violenza xenofoba. (more…)