Posts Tagged ‘mossad’

Iran, la guerra del Mossad è già iniziata

novembre 15, 2011

Omicidi mirati e sabotaggi per fermare i test atomici. “Israele dietro l´attacco ai pasdaran”.  Dal 2007 a oggi uccisi scienziati e messi fuori uso i sistemi informatici dei siti nucleari

Fabio Scuto per “la Repubblica”

Sanzioni economiche, crediti internazionali bloccati ma anche sabotaggi, attentati, omicidi, mirati, virus informatici. Quando si dice che tutte le opzioni per fermare la proliferazione nucleare iraniana restano sul tavolo si parla di questo. Se un esercito di diplomatici è al lavoro per mettere la comunità internazionale unita di fronte alla minaccia atomica degli ayatollah – con la Russia e la Cina sempre contrarie a ogni misura di contenimento – un esercito “di ombre” è in attività per rallentare in ogni modo i progressi nell´arricchimento dell´uranio ormai chiaramente orientato verso l´uso militare e impedire che l´Iran si doti anche di missili balistici in grado “di trasportare” la bomba verso obiettivi lontani come Riad o Tel Aviv.
Ieri i Paesi europei si dicono pronti a rafforzare le loro sanzioni contro l´Iran – ieri una decisione di Bruxelles in merito è slittata al 1 dicembre – ma restano però divisi sulla opportunità di un´azione militare. Se la Francia giudica un intervento militare «un danno irreparabile», la Gran Bretagna – per mantenere forte la pressione internazionale – sostiene che «tutte le opzioni sul tavolo», posizione condivisa anche dagli Stati Uniti. In Israele, dove la minaccia nucleare iraniana è particolarmente avvertita, la leadership è convinta che solo l´opzione militare possa fermare, o rallentare, quel programma nucleare. Siamo più vicini a un punto di non ritorno «di quanto la gente non pensi», l´ultimo monito attribuito al premier Benjamin Netanyahu. Per questo la “macchina della guerra” israeliana è pronta e i piani di un attacco aereo e missilistico vengono aggiornati ogni 36 ore.
Ma intanto l´intelligence, il “mondo delle ombre”, non sta con le mani in mano. Ci sarebbe la mano del Mossad, il servizio segreto israeliano, dietro l´esplosione di sabato nella base missilistica iraniana che ha provocato 17 morti. Nell´impianto di Bigdaneh c´erano i missili Shahab, quelli su cui potrebbe essere montata una testata nucleare. Un attacco al “cuore del nemico” nel quale è stato ucciso fra gli altri il “padre” del sistema balistico iraniano, un colpo perfetto, che solo un alto livello di penetrazione nel territorio nemico può dare. Nell´esplosione è morto il generale di divisione Hassan Moghadam, fondatore dell´artiglieria e delle forze balistiche iraniane. Una figura di primo piano del “programma”, alle sue esequie ieri a Teheran c´era anche la Guida suprema della Rivoluzione Ali Khamenei.
«Non bisogna credere agli iraniani che dicono sia stato un incidente, c´è Israele dietro l´attacco di sabato», afferma una fonte confidenziale di un servizio di intelligence occidentale del settimanale Time, aggiungendo che «questo non sarà certo l´ultimo atto di sabotaggio per impedire agli iraniani di dotarsi di armi nucleari». «Ci sono altre pallottole di riserva», il virus informatico Stuxnet, che quest´anno è riuscito a bloccare per mesi i computer degli impianti nucleari iraniani, per esempio è il frutto di una collaborazione fra Mossad e Cia.
Interpellato ieri su un coinvolgimento israeliano nell´attentato alla base iraniana, il ministro della Difesa Ehud Barak ha replicato con un sorriso enigmatico e una sola frase: «Certo ce ne vorrebbero di più». In ogni caso incidenti, attentati, uccisioni di scienziati si sono moltiplicati negli ultimi quattro anni. Il primo caso nel novembre del 2007 con una esplosione in una base missilistica a sud di Teheran con decine di morti. L´ultimo nel giugno di quest´anno: un aereo che trasportava i tecnici russi alla centrale atomica di Busher si è schiantato al suolo, fra le vittime 6 importanti scienziati. Fatalità? Un caso? A gennaio dell´anno scorso a Teheran con una moto-bomba è stato assassinato Massud Ali-Mohammad – fisico nucleare di grande importanza – lo scorso novembre è toccato a Majid Shahriari e in luglio a Daryush Rezaei, altri due scienziati impegnati nel programma atomico. Tre conferme che “un esercito di ombre” è al lavoro per fermare con ogni mezzo la corsa iraniana, forse in maniera più efficace di quanto sarebbe un attacco aereo e missilistico contro le basi iraniane che sconvolgerebbe completamente la regione. Perché l´unica certezza che abbiamo è che non appena la prima bomba colpirà l´Iran, il Medio Oriente che abbiamo conosciuto finora si dissolverà.

Diritti Globali

Le cinque più assurde teorie cospirazioniste sul Mossad

gennaio 7, 2011

Il servizio segreto israeliano si è reso protagonista di operazioni spregiudicate, ma alcune non sono vere

da “ilpost

Il Mossad, il servizio segreto israeliano, è noto da sempre per la sua efficienza e la spietatezza. Questo mito si deve al fatto che nel corso della sua storia il Mossad ha effettivamente condotto operazioni elaborate e spregiudicate, spesso fuori dalla legalità. La più famosa è quella con cui l’intelligence israeliana ha eliminato quasi tutti i dodici responsabili degli attentati di Monaco. Durante le Olimpiadi del 1972 alcuni esponenti del movimento terrorista palestinese Settembre Nero fecero irruzione negli alloggi olimpici degli atleti israeliani uccidendone due e prendendone in ostaggio altri nove. L’operazione del Mossad è iniziata nel 1973 e si è conclusa nel 1988: a parte un terrorista ucciso da un rivale e un altro deceduto per morte naturale, tutti gli altri sono stati rintracciati e uccisi dagli agenti del Mossad.

Un’altra operazione entrata nella leggenda è l’operazione Entebbe. Il 27 giugno del 1976 un volo proveniente da Tel Aviv venne dirottato da quattro terroristi. I dirottatori, due palestinesi e due tedeschi, fecero atterrare l’aereo a Bengasi, in Libia: lì restarono per sette ore e liberarono una donna. Poi decollarono nuovamente, stavolta diretti in Uganda, dove speravano di ottenere appoggio dal dittatore ugandese Idi Amin. Amin in effetti li aiutò e fece atterrare l’aereo. I dirottatori chiedevano la liberazione di 40 palestinesi detenuti in Israele. Rilasciarono gli ostaggi, eccetto gli israeliani, gli ebrei e l’equipaggio dell’aereo, che decise di restare. Il Mossad nel frattempo rintracciò l’azienda che aveva costruito il terminal in Uganda, che era israeliana. Prelevò alcuni dei suoi tecnici, li portò in una località segreta e fece costruire loro una replica esatta dell’aeroporto. Gli ostaggi rilasciati collaborarono e fornirono informazioni e dettagli sull’organizzazione dei dirottatori. Poi partì il raid. Quattro aerei militari atterrarono in Uganda, di notte e senza l’aiuto della torre di controllo. Una Mercedes nera si avviò verso l’aeroporto, simulando la visita del presidente Amin allo scopo di distrarre ugandesi e militari. Il finto corteo presidenziale arrivò al terminal dove erano rinchiusi i passeggeri. Lì si aprirono gli sportelli delle auto: gli israliani uscirono dai loro mezzi, fecero irruzione nel terminal e urlarono – in ebraico – di stare giù. Gli ostaggi si gettarono a terra, i terroristi restarono in piedi. Alla fine del raid, sei dirottatori vennero uccisi. Dei 103 ostaggi, soltanto tre morirono: uno ucciso per errore dagli israeliani, gli altri due colpiti dagli ugandesi. Gli israeliani persero un solo uomo (il fratello dell’attuale premier Netanyahu, tra l’altro). (more…)

A capo del Mossad un veterano dell’intelligence

novembre 30, 2010

Ugo Tramballi per “Il Sole 24 Ore”

È una specie di nemesi. Tamir Pardo è nominato nuovo capo del Mossad il giorno in cui il mondo delle spie e della diplomazia non sa se ridere o temere che la segretezza sia una tecnica del passato. In fondo Israele e i suoi servizi non ne escono così male: il gossip universale di WikiLeaks rivela che non erano in pochi a temere gli iraniani.

Pardo sostituisce Meir Dagan che verso la fine di otto onorati anni di servizio alla guida dei servizi segreti esterni (quelli interni sono lo Shin Bet) era incorso nel caotico e pletorico assassinio di un capo di Hamas a Dubai. Ma WikiLeaks ora ci spiega che Dagan aveva proposto agli Usa un piano in cinque fasi per far cadere Ahmadinejad. Niente di scandaloso: anche il re saudita e quello del Bahrein avevano chiesto agli americani di «schiacciare la testa del serpente». Per questo l’addio a Dagan non è un siluro ma un regolare avvicendamento. (more…)

Che cosa ci fa il capo del Mossad israeliano in Arabia Saudita?

luglio 27, 2010

da “Il Foglio”

Meir Degan, capo del Mossad israeliano, si sarebbe recato in Arabia Saudita per discutere strategie militari comuni nei confronti del programma atomico iraniano, secondo il WorldNetDaily. La notizia fa il paio con quella diffusa settimane fa dal Times di Londra secondo cui l’Arabia Saudita ha deciso di “spegnere” il suo sistema di difesa aerea per permettere il sorvolo di una flotta aerea israeliana che bombardi i siti nucleari iraniani di Bushehr (notizia smentita dall’ambasciatore saudita a Londra).Le due notizie sono quantomeno plausibili, alla luce delle dichiarazioni recenti dell’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti (alleati dell’Arabia Saudita), Yousef al Otaiba, che ha descritto come i paesi del Golfo vivono la minaccia nucleare iraniana: “Gli aspetti positivi di una soluzione militare al problema nucleare iraniano hanno superato i probabili effetti negativi. Gli Emirati non possono vivere con un Iran nucleare. L’America magari sì. Noi no. I paesi della regione avvertono la minaccia iraniana in modo differente. A 7.000 miglia di distanza, e con due oceani di mezzo, la minaccia nucleare iraniana non sembra così credibile agli Usa. Non vi minaccia direttamente. Il nostro esercito, invece, si sveglia, sogna, respira, mangia e dorme con la minaccia iraniana. E’ l’unica preoccupazione per cui il nostro apparato militare si prepara e si addestra. Non ce ne sono altre. Non ci sono altri paesi che ci minacciano. C’è solo l’Iran”. (more…)

Il Mossad in Italia sembra una spy story ma è tutto vero

marzo 21, 2010

Eric Salerno racconta il ruolo giocato dagli agenti ebraici nel nostro Paese

Maria R. Calderoni
L’infallibile, micidiale, sinistramente leggendario Mossad. Con il suo alone di mitico cacciatore di criminali nazisti ovunque si trovassero. Con i suoi killer perfetti e rocamboleschi, coi suoi 1200 agenti da guiness dei primati nell’universo “profondo rosso” delle spie. Sul Mossad sono stati scritti almeno venti libri; ma questo di Eric Salerno – Mossad base Italia. Le azioni, gli intrighi, le verità nascoste , (Il Saggiatore, pp. 258, euro 19,00) – non è solo una spy story, il racconto dei colpi, rapimenti e omicidi messi a segno dalla potente e imprendibile organizzazione israelitica; ma una sorta di rivisitazione in chiave storica dei tanti avvenimenti che hanno visto in azione gli agenti ebraici nel nostro Paese. A cominciare dagli inizi, quando lo Stato d’Israele deve ancora nascere; sulle tracce di quello spionaggio doppiamente occulto che agisce anche e soprattutto come arma segreta sulla scena della politica internazionale. Fa da filo conduttore l’incontro-intervista dell’autore con “Mike Harari”, lo 007 ex Mossad non più in servizio che parla e dice; ma anche i documenti, i faldoni, le carte ritrovati con paziente ricerca nell’Archivio di Stato sono il supporto fondamentale di questo racconto che, altrimenti, potrebbe essere scambiato per un film di James Bond. Invece no. «La storia che avete appena finito di leggere è vera», scrive l’autore; per aggiungere subito dopo: «La storia che avete appena finito di leggere è piena di spazi vuoti». Ovviamente.
Cominciamo col chiarire che il Mike-Gola Profonda di Eric Salerno non è certo un nome vero: “Mike” è semplicemente «il nome in codice riservato al capo delle operazioni clandestine del Mossad, e risale agli albori dell'”Istituto”». Così si chiama infatti il Mossad, Istituto, il suo nome completo suona “Istituto per l’intelligence e i servizi speciali dello stato d’Israele”. Il quale deve molto ai suoi grandi “servizi”; ancora prima di nascere. E’ infatti un’epopea oscura ed “eroica” quella che gli antesignani del futuro Mossad (fondato propriamente come tale da Ben Gurion nel 1949), hanno scritto subito dopo la fine della guerra, nell’organizzare l’immigrazione clandestina degli ebrei sopravvissuti all’Olocausto verso quella che ancora si chiamava solo e soltanto Palestina ed era ancora l’odiato Protettorato inglese. Fu «un’operazione quasi militare, organizzata da gente ancora più decisa e motivata dalle notizie stravolgenti che uscivano dal grande lager nazista appena spalancato». (more…)

Il diritto dell’Occidente di difendersi. Meglio con le azioni mirate

febbraio 28, 2010

di Benny Morris

Chissà come avrebbe ridacchiato Samuel Beckett (ammesso che qualche volta lo facesse), cogliendo al volo l’assurdità e l’ipocrisia, dei governi e dei mezzi di comunicazione dell’Europa occidentale, che non hanno risparmiato critiche a Israele per aver utilizzato passaporti britannici, irlandesi, tedeschi e francesi nella missione per eliminare l’alto esponente di Hamas che trattava con i regimi sanguinari di Teheran e Khartoum. Mahmoud al-Mabhou è stato ucciso, a quanto pare da una squadra di agenti del Mossad, nella sua stanza d’albergo a Dubai il 19 gennaio. Senza nominare Israele, il presidente francese Sarkozy ha condannato l’operazione come un «assassinio che nessuno può giustificare» e i ministri degli Esteri britannico e irlandese hanno fermamente chiesto a Israele di fare luce sull’uso dei loro passaporti. Persino i bambini sanno che tutti i servizi di 007, compreso l’MI6 britannico, falsificano l’identità dei loro agenti e si servono di passaporti falsi. Perché il Mossad dovrebbe comportarsi diversamente? (more…)

La lista del generale Dagan

febbraio 18, 2010

La sua prima medaglia Meir Dagan l’ha conquistata togliendo una granata appena innescata dalle mani di un terrorista arabo. Si dice che all’ex generale ora a capo del servizio segreto israeliano piacciano tre cose: la pittura, la cucina italiana e “i capi terroristi morti”. A Dubai sono stati appena emessi i mandati di cattura per Gail Folliard e Kevin Daveron, “irlandesi”; Michael Bodhenheimer, “tedesco”; Peter Elvinger, “francese”. Sono alcuni dei membri del commando che ha assassinato, il 20 gennaio scorso in un hotel di Dubai, Mahmoud al Mabhouh, alto esponente di Hamas legato al traffico d’armi. Un “lavoro” attribuito al Mossad israeliano, anche se non ci sono prove e Gerusalemme nega, come è da sua storica e naturale prassi politica. E’ lunga “la lista” di Dagan, a cominciare da Ahmed Yassin e Abdel Rantisi, i due storici capi di Hamas saltati in aria nei Territori palestinesi. Dagan ha fondato la politica d’Israele di assassinio mirato dei capi terroristi. Un anno fa a Teheran sono apparsi manifesti che chiedevano la testa di Dagan, del generale Amos Yadlin e del ministro Ehud Barak. E’ la “taglia di Golia”. (more…)

IL PARADISO DEL MOSSAD

febbraio 17, 2010

In un libro appena uscito Eric Salerno racconta come il nostro sia sempre stato un paese in cui i servizi israeliani hanno potuto fare quel che han voluto (Zwaiter, Vanunu…).Fin dal 48 quando Ada Sereni disse a De Gasperi : «Il governo italiano deve chiudere un occhio e possibilmente due sulle nostre attività in questo paese»

Aprile 1948. Nel suo studio di Trento Alcide De Gasperi ha un incontro riservato e difficile. Di fronte a lui una donna decisa gli chiede in pratica carta bianca per le operazioni degli agenti di quell’«Istituto» che l’anno seguente diventerà il Mossad, il servizio segreto israeliano, quasi un mito per gli 007 del mondo intero. Il presidente del consiglio è titubante. Dal 1945, quando ancora non esisteva lo Stato di Israele, l’Italia era al centro di una battaglia geopolitica che segnerà tutta la seconda metà del ‘900. E i cui effetti continuano oggi.
Decine di migliaia di profughi ebrei liberati dai campi di sterminio nazisti si dirigono nel nostro paese, le organizzazioni sioniste cercano di farle entrare nella Palestina sotto mandato inglese e soprattutto cercano appoggi logistici – acquisto di armi, addestramento – per preparare l’inevitabile guerra fondativa dello Stato di Israele. Londra resiste, non vuole inimicarsi gli arabi ed essere esclusa dal business del petrolio, gli Stati uniti, leader degli Alleati, si apprestano a scalzare la Gran Bretagna come potenza egemone in Occidente e appoggiano il nazionalismo israeliano, l’Unione sovietica di Stalin gioca le sue carte per contrastare l’influenza americana in Medio Oriente.
L’Italia è ancora un paese a sovranità debole. De Gasperi capisce che deve schierarsi e accetta la richiesta di Ada Sereni, ebrea romana emigrata nel 1927 nel «focolare ebraico» in Palestina e tornata nel paese natale come dirigente del Mossad: «Il governo italiano deve chiudere un occhio e possibilmente due sulle nostre attività in questo paese». Da quel momento l’Italia diventa una sorta di terra promessa per gli agenti israeliani. Dall’immigrazione clandestina di ebrei sopravvissuti all’olocausto al traffico di armi, dagli attentati anti-inglesi al sabotaggio di navi e fabbriche che lavoravano per paesi arabi, dagli assassinii mirati di palestinesi a extraordinary rendition ante-litteram, dai tentativi di destabilizzazione politica a operazioni coperte nel quadro della guerra fredda. (more…)

La bionda irlandese e la morte di un uomo di Hamas a Dubai

febbraio 13, 2010

Al primo piano dell’hotel al Bustan Rotana, dalla maniglia della stanza 130 penzola il cartellino “do not disturb”. L’uomo che alloggia in quella camera nel lussuoso albergo di Dubai è geloso della privacy. Ha scrupolosamente preteso una stanza senza balconi e con finestre protette. E’ la mattina del 20 gennaio scorso. La moglie dell’uomo ha provato molte volte a chiamarlo sul telefono cellulare dalla Siria. Nessuna risposta. Più tardi si scopre che, anche ignorando l’avviso sulla porta, non si sarebbe disturbato nessuno. Nella stanza c’è soltanto un cadavere con alcuni segni sul corpo. Sul cuscino le tracce di una perdita di sangue dal naso. Benché sui registri dell’albergo appaia un altro nome, l’uomo ucciso nella stanza 130 è Mahmoud al Mabhouh, che ha un ruolo pesante nell’organigramma di Hamas. (more…)

MOSSA(D) A SORPRESA

ottobre 16, 2009

imagesIL SUPER SEGRETISSIMO SERVIZIO SEGRETO IRAELIANO PUBBLICA IL SUO ATTO DI NASCITA (1949) – LO FA SOTTO LA PRESSIONE DI DUE GIORNALI NAZIONALI – E PER FARSI BELLO DICE: “I NOSTRI ARCHIVI SONO APERTI”, MA AGGIUNGE “I COMUNI CITTADINI NON SONO AMMESSI”…

Alberto Stabile per “la Repubblica

Il certificato di nascita del Mossad è un foglio di carta ingiallito dal tempo, che reca la data del 13 dicembre 1949 e la firma di David Ben Gurion, il padre dello Stato di Israele. In alto a sinistra, sottolineata in nero, la scritta «segreto». Un po´ più in là il numero di protocollo: «Alef/01», la prima lettera dell´alfabeto ebraico e il primo numero cardinale. L´inizio di una lunga storia ed, esso stesso, un pezzo di storia.

 

È la prima volta che un documento varca le pareti blindate e sconosciute degli archivi del Mossad per apparire prima sul sito dell´Agenzia, anzi, dell´”Istituto”, come Ben Gurion volle battezzarlo, e poi sui giornali. La ragione di questo improvviso e finora isolato gesto di trasparenza da parte del servizio segreto più segreto del mondo sta nella richiesta avanzata all´Alta corte da due importanti giornali, Yedioth Aaronoth e Haaretz. (more…)