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Perché il Messico è diventato il paese più pericoloso del mondo

luglio 19, 2010

Nell’articolo: i narcos hanno vendicato l’arresto di un loro capo con una tempestiva azione classificabile come terrorismo: hanno rapito un civile, lo hanno vestito da poliziotto e poi lo hanno crivellato di colpi, lasciandolo agonizzante nel mezzo della strada. All’arrivo delle ambulanze e della polizia, la manovalanza dei cartelli ha attivato con un telefono cellulare un’autobomba parcheggiata nei pressi e caricata di dieci chili di esplosivo, uccidendo quattro persone

Guido De Franceschi per “Il Sole 24 Ore

Per misurare il tasso di violenza diffusa che da qualche anno strapazza il Messico basta leggere tre righe di un reportage apparso il 6 luglio scorso sulle pagine di El Espectador, il più antico quotidiano colombiano. Questo giornale, che pure si stampa nel ruvidissimo paese sudamericano e quindi non è sospetto di ingenui stupori dinanzi a episodi violenti, riporta le considerazioni di alcuni reporter di al-Jazeera che, reduci da un lavoro giornalistico nello Stato messicano di Tamaulipas, hanno assicurato di non aver mai visto un luogo tanto pericoloso. E dire che le troupe della tv araba non sono solite soggiornare in sonnacchiosi villaggi elvetici, quanto piuttosto nelle aree più turbolente del mondo.

Date queste premesse, per i media messicani, ormai assuefatti a quotidiani bollettini di guerra, la strage avvenuta all’alba di domenica scorsa nella città di Torreón, diciotto morti e una ventina di feriti gravi, assume una certa importanza solo per il numero particolarmente elevato di morti e per la giovane età (tra i venti e i trent’anni) della gran parte delle vittime. La dinamica del massacro, in Messico, è un drammatico déjà-vu. Una festa privata di compleanno con musica e balli è interrotta, intorno all’una e mezza, dall’arrivo di otto Suv. Dalle auto scendono uomini armati che aprono il fuoco con fucili Ak-47 e Ar-15. Dopo le raffiche, che lasciano a terra centinaia di bossoli e decine di persone, gli assaltatori se ne vanno con calma. (more…)