Posts Tagged ‘‘ndrangheta’

S. S. 18, la strada della ‘ndrangheta

dicembre 21, 2010

  Angelo Ferracuti per “Il Manifesto
 

L’ultima volta che sono stato in Calabria era d’estate, alloggiavo in una piccola pensione di Fuscaldo a pochi chilometri da Paola, modesta e accogliente, e mi spostavo sulla strada maestra che lambisce la costa per raggiungere le spiagge libere di Amantea, Falerna, Gizzeria Lido.
Conosco la strada di cui parla Mauro Minervino nel libro Statale 18 (Fandango), questo far west della via Emilia delle Calabrie popolata da «loschi cow boy», strada che l’autore attraversa ogni giorno per raggiungere Catanzaro, la città dei ponti impossibili, dove insegna all’Accademia di belle Arti.
Narratore di un pezzo d’Italia ustionato e bruttato dalla ‘ndrangheta, cantore di una regione vivisezionata in un libro ormai cult, La Calabria brucia (Ediesse, 2008), che gli ha fatto vincere il Premio per la Cultura Euromediterranea, in questo lavoro di rara efficacia e bravura compenetra lo sguardo profondo dell’antropologo, quello del viaggiatore disincantato, e ancora quello più caustico del cronista.
Ne viene fuori un viaggio ondivago in una delle strade più battute del sud, oggi specchio di un degrado non solo paesaggistico di una società border line. (more…)

La borghesia mafiosa di Reggio

agosto 28, 2010

Nell’articolo: Si teme che quest’azione provochi il ribaltamento del sistema di potere che ha assicurato prestigio sociale usurpato, ricchezze poco trasparenti, relazioni equivoche con le istituzioni

Alberto Cisterna (sostituto procuratore antimafia) per “La Stampa

A Reggio Calabria si sta consumando uno scontro dal quale potrebbero emergere indicazioni vincolanti per chi voglia veramente porsi il problema di cancellare le mafie. Cosa sta accadendo nella città dello Stretto? Uso immagini suggerite dal procuratore Pietro Grasso e da altri osservatori. Succede che un potere «altro» dalla ‘ndrangheta, e quindi «oltre» la mafia, utilizza per i propri obiettivi le cosche senza escludere, quando serve, la componente militare. Da più parti si sostiene che dietro l’ennesimo attentato, il più grave, contro il procuratore generale Di Landro, si dipanino le strategie di una ‘ndrangheta fortemente saldata a zone oscure della società calabrese e che la scelta di colpire a fondo il capo della magistratura inquirente sia il frutto di un convergente interesse delle cosche e di non meglio identificati poteri occulti. Che in Calabria massoni deviati, frammenti dei servizi segreti, altri interessi illegali abbiano agito in profondità, anche in collegamento con la ‘ndrangheta, non è seriamente discutibile; ma lo scenario reggino sembra evocare altri protagonisti. (more…)

La ‘ndrangheta e la svolta del tritolo, così l’altra mafia ha scelto la guerra

gennaio 5, 2010

di Roberto Saviano

CHI parla di mafia diffama il Paese? Chi parla di mafia difende il Paese. Le organizzazioni criminali contano molto: solo con la coca i clan fatturano sessanta volte quanto fattura la Fiat. Calabria e Campania forniscono i più grandi mediatori mondiali per il traffico di cocaina. Si arriva a calcolare che ‘ndrangheta e camorra trattano circa 600 tonnellate di coca l’anno, ed è una stima per difetto. La ‘ndrangheta – come dimostrano le inchieste di Nicola Gratteri – compra coca a 2.400 euro al kilo e la rivende a 60 euro al grammo, guadagnando 60.000 euro. Quindi con meno di 2.400 euro di investimento iniziale, percepisce una entrata pulita di 57.600 euro. Basta moltiplicare questa cifra per le tonnellate di coca acquistate e distribuite da tutte le mafie italiane e diventa facile capire la quantità di denaro di cui dispongono, al netto di cemento ed estorsioni.

E raffrontarla con il peso industriale delle imprese leader – che hanno molti meno profitti – per comprendere il potere che oggi hanno realmente nel paese e in Europa le organizzazioni criminali.

Proprio dinanzi a fatti come l’attentato di Reggio Calabria diventa imperativa la necessità di capire. È la conoscenza che permette di capire cosa stia accadendo. E non raccontare questa azione come un episodio avvenuto in un altro mondo, in un altro paese. Un paese di quelli lontani dove una bomba o un morto rientrano nel quotidiano. Le organizzazioni criminali italiane quando agiscono e quando decidono di mandare un segnale, sanno perfettamente cosa fanno e dove vogliono arrivare. La bomba non è stata messa davanti a una caserma, né alla sede della Direzione Antimafia, ma alla Procura generale. Il messaggio, dunque, è rivolto alla Procura Generale. E forse – ma qui si è ancora nel territorio delle ipotesi – a Salvatore Di Landro, da poco più di un mese divenuto Procuratore generale. Da quando si è insediato, il clima non è più quello che le ‘ndrine reggine conoscevano. Le cose stanno cambiando e le ‘ndrine non apprezzano questo cambiamento. Preferirebbero magari che le difficoltà burocratiche e certe gestioni non proprio coraggiose del passato possano continuare. Le mafie sanno che la giustizia italiana è complicata e spesso così lenta che è come se un bambino rompesse un vaso a sei anni e la madre gli desse uno schiaffo quando ne ha compiuti trenta. (more…)

‘Ndrangheta, da Canberra a Duisburg l’internazionale del crimine

luglio 26, 2009

imagesSulla potenza e la pericolosità della ‘ndrangheta l’Italia ha marciato cieca e muta. Fino alla strage di Duisburg, il giorno di ferragosto di due anni fa.Duisburg, cittadina tedesca; fino a quel momento si sapeva che esistesse solo per i mondiali di calcio del 2006, vinti dagli azzurri e da Claudio Lippi a Berlino in una finale mozzafiato con la Francia, quella della testata di Zizou Zidane a quel coglionazzo di Materazzi.Ecco, fino alla “strage di Ferragosto” – con tutti quei morti ammazzati (nella faida dei Nirta-Strangio contro i Pelle-Vottari) a colpi di kalashnikov fuori da una birreria-pizzeria di calabresi – Duisburg per gli italiani era solo quello. E la ‘ndrangheta era solo o un fenomeno per pochi esperti e studiosi delle tradizioni popolari e storici delle vicende calabresi, o il buio assoluto attorno a un’organizzazione mafiosa tra le più segrete, tra le più arcaiche, tra le più strettamente legate alla massoneria, a riti di iniziazione, a formule e codici esoterici. (more…)