Posts Tagged ‘nepal’

L’inferno ai piedi del paradiso

agosto 30, 2010
Nell’articolo: «In mancanza di canali di comunicazione condivisi, chi opera alla base ha ora un grande potere di persuasione – dice Gopal Siwakoti, attivista nepalese per i diritti umani –. Almeno dalla metà degli anni Novanta, i soli ad avere portato nei villaggi una diversa prospettiva sono stati i maoisti. Certo, l’hanno proposta sovente con metodi brutali, ma alla fine in modo indipendente e nuovo. In una società dove vigono ancora forti regole feudali, hanno indicato una prospettiva diversa ma, in fondo, da aguzzini contro tiranni»  […..] Come succede per molte capitali del mondo in via di sviluppo, Kathmandu è una realtà quasi a sé stante, più in rapporto con il mondo esterno che con la realtà del Paese. Anche se la maggioranza dei quattro milioni di cittadini sono immigrati di prima generazione con rapporti frequenti con i villaggi d’origine, pochi tendono a riconoscere il livello di miseria e di frustrazione delle zone rurali
Stefano Vecchia per “Avvenire
C’era una volta il Nepal, paradiso del trekking e delle scalate agli Ottomila, monarchia assoluta, divina di origine e di opportunità. C’è oggi una Paese incerto, democrazia senza pace, attraversata da tensioni e violenze. Le sue meraviglie naturali restano in maggioranza intatte, con i danni maggiori all’ambiente contenuti da una migliore coscienza ecologica, ma le sue risorse sono a rischio di uno sfruttamento intensivo “necessario” allo sviluppo di una nazione che sfiora ancora il fondo delle statistiche economiche dell’Asia.

La metà dei ventotto milioni di nepalesi stimati oggi sopravvive con l’equivalente di meno di un dollaro al giorno, l’ottanta per cento con meno di due dollari. Una povertà evidente e drammatica, insieme ragione e conseguenza dell’instabilità che ha segnato, in particolare, gli anni recenti. I drammatici eventi del 2006 che hanno portato due anni dopo alla fine della monarchia, ormai discreditata dopo 240 anni di potere con poche concessioni, e nel 2007 alla nascita di una repubblica federale consegnata agli eredi di una guerriglia comunista che continua a detenere il potere assoluto in diverse aree del Paese, non hanno portato stabilità, essenziale per l’avvio di un processo di riconciliazione e di riabilitazione economica. (more…)

Perché le idee cattive scacciano le buone

giugno 7, 2010

Nell’articolo: Il Partito comunista cinese ha emesso nel 1981 la sua diagnosi sulla gestione di Mao: «Ha commesso errori di enorme portata e lunga durata e, lontano dal condurre una corretta analisi su diversi problemi, ha confuso ciò che era giusto con ciò che era invece sbagliato e ha scambiato il popolo con il nemico. In questo consiste la sua tragedia»

Moisès Naim per “Il Sole 24 Ore“, (Traduzione di Graziella Filipuzzi) 

La necrofilia è l’attrazione sessuale per i cadaveri. La necrofilia ideologica è invece l’amore cieco per idee ormai defunte. Si tratta di una patologia che risulta essere più diffusa nella sua versione politica che in quella sessuale. Accendete la tv stasera e vi troverete davanti a un qualche politico appassionatamente innamorato di idee che già sono state sperimentate e hanno fallito. Oppure assisterete alla difesa di idee la cui falsità è stata dimostrata con prove inconfutabili.

Come tutte le patologie, la malattia presenta casi più leggeri, al limite della comicità, e altri estremi e pericolosi. Prendiamo i seguaci di Mao. «Il comunismo è il sistema più completo, progressista, rivoluzionario e razionale della storia dell’umanità. Il sistema ideologico e sociale comunista è il solo ad essere intriso di giovinezza e vitalità», scriveva Mao Tse-Tung nel Libro Rosso. (more…)