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Nico Naldini

aprile 20, 2011

«Mio cugino Pasolini l’ho idolatrato senza vergogna Quando rifiutai una Dama delle camelie di Zeffirelli»

Paolo Di Stefano per “Il Corriere della Sera”, Video

«Io non mi vergogno di idolatrarli, non ho fatto altro per tutta la vita». Nico Naldini ha da sempre una bella ossessione: ricordare i suoi amici. A loro ha dedicato libri e libri e ritratti formidabili: Giovanni Comisso, Goffredo Parise, Elsa Morante… Pier Paolo Pasolini, che anche se non fosse stato suo cugino, sarebbe comunque un amico speciale. «Per provare ammirazione non mi occorre Fellini, ho ammirato molto la donna araba che faceva da mangiare sotto le fucilate degli sgherri di Ben Ali…». Incontriamo Naldini a Milano, nella Libreria Utopia di via Moscova, ma la sua vita pendola da anni fra Treviso e la Tunisia, dove ha una casetta in un villaggio del Nord. Nel suo ultimo libro, Shahrazad ascoltami, affronta anche in termini crudamente realistici la sua omosessualità, filtrata da un narratore in terza persona e dall’artificio del manoscritto in bottiglia: «Combatto le considerazioni banali e convenzionali con cui si parla oggi dell’omosessualità: essere omosessuali comporta una visione della vita e una visività diverse. C’è un fondo drammatico non facilmente assimilabile che va ben al di là delle soluzioni invocate di solito. Volevo superare la tendenza alla confessione di chi dice: oh, Dio mio, quanto ho sofferto. Anche per questo sono incantato dall’agilità, dalle movenze naturali e dall’allegria del mondo arabo, che agli omosessuali non riserva i drammi, le finzioni e le banalità che si riscontrano qui da noi». (more…)