Posts Tagged ‘orhan pamuk’

La Turchia di Cevdet, l’Europa e un sogno quasi raggiunto

giugno 20, 2011

Esce per la prima volta in italiano il romanzo di esordio dello scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel 2007 per la letteratura. La saga di una famiglia che riflette i mutamenti di una nazione, le attese per il futuro e la modernità nella cornice sociale di profondi cambiamenti

Stefano Giani per “il Giornale

Cevdet era un bottegaio. Umile e musulmano. Sopravvisse a momenti difficili nella Istanbul del primo Novecento, in uno stato in transizione. Lenta transizione. Con un occhio all’Europa e un altro verso se stessa. Il proprio interno. Cevdet e la saga della sua famiglia, multiforme nei caratteri come nei componenti, che rappresentano la storia della Turchia recente. Una vicenda, importante da conoscere, che aiuta a comprendere un presente forse per molti ancora troppo misterioso. «Il signor Cevdet e i suoi figli» (Einaudi, pp.650, 24 euro) è un romanzo ma ha il grande respiro di un’opera di saggistica senza presupporre nel lettore conoscenze che talvolta i saggi richiedono. «Il signor Cevdet», opera prima del Nobel 2007 Orhan Pamuk, è un grande affresco con un alito di attualità che lo rende interessante anche in questo scorcio di anni, nei quali tanto si parla dei rapporti fra Turchia ed Europa oltre ai problemi per l’ingresso della Turchia nell’Unione europea. (more…)

Scrittori sotto scorta

marzo 23, 2011

Pubblichiamo la prima parte del terzo capitolo di “Chi ha perso la Turchia” (Einaudi). E’ incentrato sulle minacce dei Lupi grigi e degli ultranazionalisti al premio Nobel Orhan Pamuk.

Marco Ansaldo da “la Repubblica

Milano è calda in un pomeriggio di giugno, e Orhan Pamuk, scrittore appartato benché costretto a girare in patria con i poliziotti intorno, è finalmente solo. Seduto nel retro di un teatro, il premio Nobel per la letteratura ha appena terminato le lunghe prove in sala  –  testo, leggìo, luci, voce  –  in attesa di partecipare a una serata a lui dedicata in un grande festival di scrittura. E’ felice di trovarsi in Italia, progetta di ritagliarsi all’indomani un pomeriggio per andare a visitare un paio di musei, ma ora è stanco di stare al chiuso e vuole uscire. “Abbiamo due ore di tempo  –  propone all’improvviso  –  perché non andiamo a fare una passeggiata in centro, ci fermiamo a bere qualcosa e poi torniamo indietro?”. (more…)

E Pamuk si mise a caccia dell’innocenza perduta

novembre 2, 2009

imagesIl Museo dell’innocenza sta nel vecchio quartiere di Cukurcuma, la Istanbul popolare e impiegatizia. È un museo vero, ma fatto di apocrifi, però lo si può intendere anche come un museo virtuale della verosimiglianza, in quanto raccoglie tutto ciò che fece parte della vita di una donna e di chi di lei si innamorò: gioielli, vestiti, oggetti di arredamento, le bibite preferite, la marca delle sigarette fumate, l’osso di seppia del canarino tanto amato… Solo che la donna in questione non è mai esistita, è un’invenzione romanzesca, ma, sembra dirci l’ideatore del museo, qual è il confine fra verità e menzogna, chi ci dice che una fantasia vissuta sia meno reale di un’esistenza svogliata, fino a che punto storia e memoria ci riguardano tutti allo stesso modo? E qual è la reale dimensione del tempo? Lineare nel suo scandire ciò che passa, oppure sferica nel suo continuo riaffermare ciò che è stato, trasformandolo in un eterno presente? (more…)

Intervista a Orhan Pamuk

ottobre 14, 2009

imagesIn Italia per presentare il suo ultimo romanzo, Il museo dell’innocenza, Orhan Pamuk è stato raggiunto, nei giorni scorsi, dall’ultima sentenza della Suprema Corte d’appello turca: tutti i cittadini che si sentissero offesi dalle dichiarazioni rilasciate dallo scrittore nel 2006 a proposito dello sterminio di tentamila curdi e un milione di armeni, avranno diritto di fargli causa e chiedergli un risarcimento. Per quanto paradossale sia questa sentenza Pamuk ha poca voglia di scherzarci su e meno ancora di commentare. Dice solo: «Sono ottimista, la burocrazia e la legge in Turchia sono lente, questo mio processo ha avuto fasi alterne, vedremo.»

In questo suo ultimo romanzo la felicità ha un ruolo non trascurabile, tanto che viene nominata un numero davvero impressionante di volte. Il libro si apre con la meditazione del protagonista sulla sua gioia contingente e si chiude con una dichiarazione sulla sua felicità esistenziale. Il padre, però, gli dice che «alla fin fine solo gli stupidi trovano la felicità». Lei che ne pensa?
Non solo questo, ma la maggior parte dei miei romanzi sono riguardati dal tema della felicità: tutto sta a intendersi sul suo significato, che nasconde un lato selvaggio, quanto meno ambiguo. Cosa è la felicità? È quel sentimento rispetto al quale ci interrogano le nostre madri quando vogliono sapere se le cose stanno andando per il verso in cui vorremmo? È l’adeguamento ai costumi che la società richiede, il fatto di sposare la ragazza giusta, avere un buon lavoro e magari un po’ di denaro, credere quel che la famiglia e il governo vogliono che tu creda? Nei miei romanzi la felicità è qualcosa di più profondo, mostra il suo lato buio, demoniaco, irrazionale, ha a che vedere con quel senso di irrequietezza che sta alla base della curiosità per tutto ciò che c’è di nuovo, per l’arte, per il pensiero. La domanda sulla quale tornano tutti i miei libri è: cosa rende felici gli uomini? Raramente la si affronta, ci si accontenta piuttosto di restare all’interno di un linguaggio materno: non si tratta dell’essere o meno contenti, semmai di trovarsi in armonia con il mondo. (more…)

Intervista a Orhan Pamuk

ottobre 3, 2009

imagesISTANBUL – “Per affrontare questo impegno non ho quasi fatto vacanze, giusto dieci giorni su un’isola greca. Ho passato l’estate a Istanbul, a casa, a lavorare ai progetti futuri. Ma, soprattutto, alla costruzione del Museo dell’innocenza, una casa-museo che porta il titolo del mio nuovo romanzo e che raccoglie tutti gli oggetti descritti nel libro. Gli oggetti di un amore innocente, come quello sbocciato fra i due protagonisti”.

Il tempo di fare ancora le valigie, fra la presentazione in Olanda, un’altra a Mosca, il trimestre autunnale da trascorrere a New York per insegnare alla Columbia University e cominciare le Norton lectures (le sei lezioni americane fatte a suo tempo anche da Eco e Calvino). Appuntamenti inframezzati da una tappa a Parigi dove il sindaco Delanoe gli consegnerà le chiavi della città e, finalmente, la prossima settimana, l’arrivo a Milano dove giovedì 8 ottobre alle 18, al teatro “Franco Parenti” incontrerà i suoi lettori. Un tour senza fiato. In Italia Il museo dell’innocenza, l’ultima opera di Orhan Pamuk pubblicata come sempre presso Einaudi, è in uscita il 6 ottobre (pagg. 600, euro 24). (more…)