Posts Tagged ‘oriana fallaci’

INTERVISTA AD ELENA ATTALA-PERAZZINI

giugno 18, 2011

Marco Lombardo per “il Giornale

«Un mito? Certo, lei resta un mito». La scrittrice ci mette un attimo a rispondere, guarda lontano e probabilmente in quel secondo le passano davanti i cinque mesi che le hanno cambiato la vita. «Un mito molto più umano di quanto tutti pensano» aggiunge, e detto da una che ha fatto l’assistente personale di Oriana Fallaci diventa una notizia: «Mi sembra quasi impossibile che la gente non abbia capito quanto fosse fragile». Praticamente uno scoop.
Elena Attala-Perazzini oggi è una scrittrice e tutto ciò che la gente non sa è nel suo libro, La segretaria dello «scrittore» (Barbera, pagg. 114, euro 12,90), nel quale – ovviamente – la segretaria è lei. O quantomeno è quello che pensava Oriana, nonostante tutto. Nonostante quei cinque mesi che Elena ha messo nero su bianco. Aveva quasi 30 anni, sembra un altro mondo.
Com’è cominciata?
«Anno 1998, ero appena tornata a New York e facevo la producer freelance di una giornalista freelance: il trionfo del precariato. Poi una sera a cena…». (more…)

E a Oriana diceva: voi ci massacrate

febbraio 23, 2011

Hitler e Mussolini sfruttavano le masse, io non faccio che appellarmi perché il popolo si governi da solo

da “Il Corriere della Sera

Pubblichiamo una sintesi dell’intervista al colonnello Gheddafi realizzata da Oriana Fallaci e uscita sul «Corriere della Sera» il 2 dicembre 1979. Il testo è tratto dalla seconda parte della conversazione, in cui Gheddafi si soffermava sulla sua politica e rispondeva alle accuse di appoggio al terrorismo che gli venivano rivolte. La prima parte riguardava invece la crisi degli ostaggi americani fatti prigionieri dagli iraniani nell’ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, perché il colonnello libico si era offerto all’epoca per un’opera di mediazione. Sulla base degli appunti di quello stesso incontro con Gheddafi, la Fallaci pubblicò un’altra intervista sul «Corriere» il 20 aprile 1986, poco dopo il bombardamento di Tripoli da parte americana

Colonnello, ho l’impressione che il suo odio per l’America e per gli ebrei sia in realtà odio per l’Occidente. Proprio come nel caso di Khomeini. Si rende conto che di questo passo si torna indietro di mille anni, si ricomincia con Saladino e le Crociate?

«Sì e la colpa è vostra: degli americani, dell’Occidente. Anche allora fu vostra, dell’Occidente. Siete sempre voi che ci massacrate. Ieri come oggi».

Ma chi vi massacra, oggi, dove?
«Fu la Libia a invadere l’Italia o fu l’Italia a invadere la Libia? Ci aggredite ora come allora. In altro modo, con altri sistemi e cioè sostenendo Israele, opponendovi all’unità araba e alle nostre rivoluzioni, guardando in cagnesco l’Islam, dandoci dei fanatici. Abbiamo avuto fin troppa pazienza con voi, abbiamo sopportato fin troppo a lungo le vostre provocazioni. Se non fossimo stati saggi, saremmo entrati mille volte in guerra con voi. Non l’abbiamo fatto perché pensiamo che l’uso della forza sia l’ultimo mezzo per sopravvivere e perché noi siamo sempre dalla parte della civiltà. Del resto, nel Medioevo, siamo stati noi a civilizzarvi. Eravate poveri barbari, creature primitive e selvagge…». (more…)

A Bagdad in carro armato, ultimo desiderio

settembre 8, 2010

Michael Ledeen, da “Il Corriere della Sera”

Aveva un intuito sorprendente nel capire quel che rende unica l’America e, a differenza della maggior parte degli intellettuali europei, vi si trovava molto bene. Non che fosse ciecamente innamorata di noi, spesso prorompeva in colorite esplosioni di rabbia se qualcuno che le piaceva faceva qualcosa che non le piaceva. Amava però profondamente l’America (figlia della Resistenza italiana, sapeva che i valori per cui aveva rischiato la vita — opposizione alla tirannia, sostegno della democrazia — hanno poche probabilità di successo se l’America è sconfitta), e l’attacco alla città di New York — la sua New York — la fece infuriare e forse la spaventò. Scrisse La rabbia e l’orgoglio, il celebre articolo sul «Corriere», e poi il libro, in uno stato di profonda emozione. Capiva bene noi americani e sapeva che la maggior parte dei suoi lettori non ci capiva. La sua passione, o la precisione della sua visione, non deve andar persa: «Tutti. Giovani, giovanissimi, vecchi, di mezz’età. Bianchi, neri, gialli, marroni, viola… Li avete visti o no? Mentre Bush li ringraziava non facevano che sventolare le bandierine americane, alzare il pugno chiuso, ruggire: Usa! Usa! Usa! In un Paese totalitario avrei pensato: “Ma guarda come l’ha organizzata bene il Potere!”. In America, no. In America queste cose non le organizzi… Il fatto è che l’America è un Paese speciale, caro mio. Un Paese da invidiare, di cui esser gelosi… Lo è perché è nato da un bisogno dell’anima… e dall’idea più sublime che l’Uomo abbia mai concepito: l’idea della Libertà, anzi della libertà sposata all’idea di uguaglianza». (more…)

E SULLA PORTA SCRISSE: VATTENE

agosto 26, 2010

Nell’articolo: Il «caratterino» innato di Oriana era allora diventato un cattivo carattere da primato

Giovanni Sartori per il “Corriere della Sera“, da “Dagospia

Ci siamo conosciuti, Oriana e io, poco dopo la fine della guerra. A Firenze, visto che eravamo entrambi fiorentini. Oriana era minuta, bellina, e molto attraente. Colpiva subito per la straordinaria vitalità, per l’energia, per la risolutezza. Spiccò il volo da Firenze molto presto, molto prima di me. Per parecchio tempo ci siamo persi di vista. Poi ci siamo ritrovati a New York, dove io ero alla Columbia University e Oriana aveva preso casa (per pura combinazione a trenta metri da quella di Ugo Stille), e si era finalmente accasata; ci stava davvero. (more…)

ORIANA È PIÙ VIVA CHE MORTA

maggio 21, 2010

Alessandro Gnocchi per “Il Giornale

Appassionata e puntigliosa fino allo sfinimento (dei suoi collaboratori). Sempre combattiva: la malattia non la distolse dalla scrittura se non quando le mancarono le forze. Perfezionista, dura ed esigente verso se stessa e il resto del mondo. Oriana Fallaci era così. I suoi redattori sanno cosa significasse assisterla. Capace di telefonare da New York quando in Italia era passata la mezzanotte, di fronte alle (deboli) rimostranze dell’assonnato pivello, concludeva così: «È l’una? Bene, è ancora presto, c’è tempo almeno per un paio d’ore di correzioni».

Cioè limare e levigare il testo fino a quando non fosse in grado di reggere la lettura ad alta voce eseguita in diretta dall’autrice stessa. Lo faceva regolarmente, anche alla fine, quando leggere le risultava difficile e doloroso.

Se al carattere deciso aggiungiamo un tocco di narcisismo (d’accordo, anche più di un tocco) e la giusta consapevolezza del proprio valore, risulta assai difficile credere che la Fallaci non abbia pianificato nel minimo dettaglio la sua dipartita dal mondo, avvenuta il 15 settembre 2006. Eppure la famiglia, su questo punto, si è spaccata.

Da una parte la sorella Paola Fallaci, dall’altra il nipote Edoardo Perazzi (figlio proprio di Paola, anche se lei lo chiama «ex figlio»). A Perazzi è toccata l’eredità universale, il che significa anche la gestione dei diritti d’autore e del materiale edito e inedito. (more…)

Uccisero Gentile, ma non tolsero le mine naziste

maggio 10, 2010

Inedito. Una lettera della Fallaci ritorna sull’omicidio del filosofo. Era fascista? «Non più di Benedetto Croce e tanti altri che sarebbero diventati numi del Pci». Gli stessi gappisti «si tirarono indietro quando si trattò di far saltare il piano dei tedeschi»

Firenze, fine luglio 2000

Caro Chicco,

ecco i libri. Me ne sono appropriata per te, con particolare orgoglio e diletto. M’è parso un omaggio doveroso verso un uomo che venne ammazzato ingiustamente e vigliaccamente. (Ammazzato, sì. Assassinato. Non «giustiziato» come diceva quell’imbecille del tuo professore. Certo un fascista rosso. Disinformato, fanatico, e uscito dal Cottolengo.)

Io ricordo ancora il giorno in cui lo ammazzarono. Ero una ragazzina con le trecce, una bambina vecchia, che faceva la partigiana nelle file di Giustizia e Libertà. Nome di battaglia, Emilia. Mansioni, ora che ripenso, da rizzare i capelli in testa. Non a caso mia madre urlava a mio padre: «Irresponsabile, irresponsabili! Servirsi dei bambini così!». Vivevo con lei e la Neera in un buco senza cesso del Conventino dov’eran nascosti anche alcuni partigiani iugoslavi e dove una sera i tedeschi irruppero con la X Mas. (Ma io fui brava: svelta nascosi le rivoltelle nel cesso del corridoio, bruciai nella stufetta il Non Mollare, e mangiai il foglio coi nomi). E lì veniva ogni tanto il babbo, capo militare del Partito d’Azione-Giustizia e Libertà per Firenze. «Porta questa bomba qui, porta questa bomba là. Svelta vieni con me che si va a un appuntamento con Pippo». O con Berto o con diosacchì. (more…)

ORIANA E LE HITCHCOCK CONFESSIONS

aprile 29, 2010

A 30 ANNI DALLA MORTE DEL GRANDE REGISTA “IL RIFORMISTA” SCOVA LA MITOLOGICA INTERVISTA DEL ‘63 DELLA FALLACI AD ALFIE: “IL SESSO? ROBA DA BAMBINI, UNA GRAN SCOCCIATURA. NON HO MAI TRADITO MIA MOGLIE, NEANCHE COL PENSIERO… LE COSE CHE MI RENDONO MAGGIORMENTE FELICE SONO MANGIARE, BERE E DORMIRE. DORMO COME UN NEONATO, BEVO COME UN OTRE E MANGIO COME UN MAIALE”…

Di Oriana Fallaci  Dal “Riformista

Per gentile concessione dell’editore e in occasione dei 30 anni dalla scomparsa del grande regista, pubblichiamo un estratto di “Gli antipatici” di Oriana Fallaci (Bur-Rizzoli, 364 pp., euro 10), in cui la scrittrice intervista Alfred Hitchcock al festival di Cannes del 1963.

Per anni ho desiderato di conoscere Hitchcock. Per anni sono andata a vedere tutti i film di Hitchcock, ho letto tutti gli articoli su Hitchcock, mi sono beata a guardare tutte le fotografie di Hitchcock (…). Pensavo infatti che Hitchcock fosse l’uomo più spiritoso del mondo. Non lo è. Tutto il suo umorismo si conclude in cinque o sei barzellette, due o tre giochi macabri, sette o otto battute che da anni ripete con la monotonia di un disco incantato. (…) Per lui non esiste nemmeno l’amore, l’impulso misterioso da cui nascono le creature e le cose; l’unica cosa che lo interessi in tutto il creato è il contrario di quello che nasce, è quello che muore. Se vede una rosa che sboccia il suo impulso è mangiarla. (…)

Eppure so che lei tiene molto alla moralità, perlomeno ad un certo tipo di moralità.

Ho sessantaquattr’anni e posso giurare di non aver mai conosciuto altra donna fuorché mia moglie. Né prima né dopo il matrimonio. Mi sposai che ero vergine, lo giuro, e il sesso mi ha sempre interessato pochino. Io non capisco quelli che perdono tanto tempo dietro al sesso: il sesso è una roba da bambini, da cinematografo, infine una gran scocciatura.

E siccome io ho sempre evitato le scocciature…

Ricordo il giorno in cui mi capitò di scrivere il film “Da donna a donna”: la storia di un tale che ha un’amante a Parigi ma batte la testa, perde la memoria, e si mette con un’altra che gli dà un figlio. Bene: avevo ventitré anni, non ero mai stato con una donna, e non avevo la minima idea di come facesse una donna ad avere un figlio. Tanto meno avevo l’idea di cosa facesse un tale quando stava con la sua amante a Parigi o quando stava con un’altra che gli dava un figlio. E così… (…) (more…)

Islam e Occidente, alla fine aveva ragione Oriana la “pazza”

dicembre 31, 2009

È destino di tutti i profeti rimanere inascoltati. Dopo l’11 settembre 2001 è accaduto anche a Oriana Fallaci, «Cassandra» che parlava con passione, con rabbia e con molta ragione, e che pur sapendo di parlare al vento, lo faceva con tutta se stessa. Lo faceva in modo diretto, chiaro, coraggioso. Troppo. E infatti nessuno – o quasi – l’ha seguita. Nessuno delle élite, si intende, perché la «gente» invece ha intuito immediatamente che Oriana aveva parecchie ragioni dalla sua parte, anche se scomode, anche se scorrette. Gli intellettuali, i politici, i maître à penser per lo più l’hanno bollata come «pazza», invasata, xenofoba, razzista: hanno detto che istigava all’odio, che era una fascista, una guerrafondaia. L’hanno attaccata, incriminata per vilipendio all’islam, hanno fatto di lei un facile bersaglio politico e un oggetto di pessima satira. Quando diceva: state attenti, questa «civiltà» è troppo diversa da noi, non esiste un islam moderato, l’Europa e l’Occidente sono troppo arrendevoli, il terrorismo non finirà, anzi crescerà – quando diceva tutto questo, chi avrebbe dovuto non l’ha presa sul serio. I risultati? A quasi dieci anni da quell’11 settembre tutto è come prima, o peggio. Eppure bastava ascoltare le sue parole. Queste, ad esempio. Tutte tratte dai suoi libri, pubblicati da Rizzoli.

di Oriana Fallaci

Sono anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia». Anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell’Apocalisse dell’evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna. Incominciai con La Rabbia e l’Orgoglio. Continuai con La Forza della Ragione. Proseguii con Oriana Fallaci intervista sé stessa e con L’Apocalisse. I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l’accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l’accusa di vilipendio all’Islam cioè reato di opinione. Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical chic «plebaglia-di-destra». E sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all’Occidente, Culto della- Morte, Suicidio-dell’Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. (more…)

POTENTI VISTI DA VICINO? SONO DAVVERO RIDICOLI, PAROLA DI ORIANA)

novembre 6, 2009

imagesDa “Il Giornale

 Esce la seconda parte delle storiche interviste di Oriana Fallacci con i grandi del ‘900: un progetto a cui la scrittrice lavorò sino alla fine. Con il racconto degli incontri con Khomeini e Gheddafi. Ma le vittime non sono mai buffe

V’è una lacuna nei saggi sul potere: quella che non tiene conto della sua comicità. Esaminando gli orrori che il potere commette, le sofferenze che impone, le sudicerie di cui si macchia, gli storici e i politologi scordano sempre di sottolineare gli aspetti ridicoli dell’inevitabile mostro.

Insomma il potere è sempre visto da loro come una cosa seria e mai come una cosa ridicola, è sempre raccontato da loro in termini di tragedia e mai di commedia. Intendiamoci, da una parte questo è legittimo perché sui principali ingredienti del potere, il dolore e la morte, c’è ben poco da ridere.

Dall’altra invece è uno sbaglio perché a presentarne solo la tragedia si dà del mostro un’immagine distorta e incompleta, si impedisce di capire che oltre ad essere perfido è buffo. (more…)

Così nacque la rabbia. E l’orgoglio

settembre 8, 2009

imagesL’incontro a New York, l’orrore, la rivolta morale dopo dieci anni di silenzio

Pubblichiamo in queste pagine la prefazione di Ferruccio de Bortoli alla prima edizione economica de «La Rabbia e l’Orgoglio» di Oriana Fallaci, in libreria da domani (Bur-Rizzoli, pp. 162, 10). Lo scritto, uscito sul «Corriere» il 29 settembre 2001, fa parte della collana «Opere di Oriana Fallaci» ed è arricchito in appendice da due testi successivi: «Eppure con la Francia non sono arrabbiata» (dell’8 giugno 2002), e «Wake up, Occidente, sveglia», un estratto della sua conferenza all’American Enterprise Institute di Washington pubblicato anch’esso sul «Corriere» il 26 ottobre dello stesso anno. La collana è stata inaugurata, alla fine dello scorso anno, da «Intervista con la storia», cui sono seguiti «I sette peccati di Hollywood», «Il sesso inutile», «Gli antipatici», «Quel giorno sulla Luna», «Lettera a un bambino mai nato» e «Penelope alla guerra». La prossima uscita sarà «Insciallah». (more…)

l’articolo dell’«Europeo»

luglio 3, 2009

imagesLa Luna vista da Oriana Fallaci: «Gli uomini sono angeli e bestie»

 

E gli astronauti, Oriana? «Sono andati a dormire alle nove di ie­ri sera e si son svegliati alle quattro. Dieci minuti fa il dottor Char­les Berry, insieme con gli altri medici, li ha visitati. Tra poco, alle 5.35, faran­no colazione: bistecca, uova, caffè, succo d’arancia, e alle 6.26 saranno pronti per entrare nella pista di lan­cio. Ieri abbiamo parlato con il dottor Berry, gli abbiamo chiesto se gli astro­nauti sono stati preparati psicologica­mente, e lui ha risposto no: nessuna preparazione psicologica. La mia im­pressione è che abbiano cercato di sdrammatizzare l’impresa». (more…)

“Con Oriana”

giugno 23, 2009

imagesAltro che Fallaci guerriera: era più civetta della Garbo

 

In ricordo di Oriana Fallaci, morta il 15 settembre 2006, è adesso uscito un libro firmato da Daniela Di Pace e da Riccardo Mazzoni. Con Oriana (Le Lettere, pagg. 164, euro 12.50) è il titolo del volume. Daniela Di Pace, diplomata in lingue estere, entrò nel 1998 a far parte del gruppo Rcs. Nel 2005 ebbe l’incarico d’assistente di Oriana Fallaci, massima stella del firmamento corrieristico. Fu assiduamente vicina a lei negli ultimi mesi di vita: quando il cancro, l’«alieno», già s’era impadronito del suo corpo, ma l’intrepida combattente ancora agiva, reagiva, all’occorrenza strepitava. Riccardo Mazzoni, già direttore del Giornale della Toscana e attualmente deputato del Pdl, fu l’ultimo giornalista italiano ad aver intervistato Oriana nel 2002, per Panorama. (more…)