Posts Tagged ‘partito democratico’

Psichiatria Democratica

settembre 14, 2010

I giovani turchi, Ferrero e i gruppi veltroniani. Fotografia di un partito perennemente in analisi. Il 25 settembre Veltroni a Orvieto: potrebbe diventare la “Mirabello di centrosinistra”

Nell’articolo:  In due giorni, dal documento dei quarantenni anti-veltroniani, alle correnti storiche, un fermento criptato e indecifrabile per chi non possiede i codici delle faide antiche […..] Ma Orvieto è la città dove è nato il Pd, e dove Veltroni in un celebre discorso parlò per la prima volta della vocazione maggioritaria: “Non so quando saranno, so che alle prossime elezioni andremo da soli”. Lo disse il sabato, il lunedì Mastella abbandonò la maggioranza, il giovedì cadde Prodi

Luca Telese per “Il Fatto

Antefatto iconografico. Guardate per un attimo la foto di questa pagina. Pier Luigi Bersani chiude la festa di Torino. In piedi, solo. Per la prima volta un leader del Pd parla senza angeli custodi, senza alfieri, senza l’abbraccio dei due principali dirigenti del partito, immancabilmente vicini a lui. Quanta distanza dal rituale di tutti gli altri anni: il segretario sul palco, e tutti i leader, simbolicamente stretti intorno. Magari ipocritamente, stretti, ma tutti, almeno una volta l’anno, lì, come nella foto della classe all’inizio dell’anno. Ora abbandoniamo la foto, e passiamo al calvario della cronaca, dalle faide dei giovani turchi ai rumors di scissione, ai motivi per cui Orvieto potrebbe diventare una “Mirabello” di centrosinistra. (more…)

Assegno di 400mila euro al pd che va a escort

settembre 13, 2010

Il superbonus dell’ex vicepresidente pugliese, Sandro Frisullo, è stato deciso in estate: la buonauscita sfiora i 400mila euro (anche se 152mila li aveva prelevati in anticipo). Per l’indagato pure una pensione di 10mila euro

Nell’articoloLa norma che consentirà a lui (e ad altri quaranta ex consiglieri regio­nali pugliesi) di riuscire a mettere di­gnitosamente insieme il pranzo con la cena, anche senza fare più politi­ca, porta la firma di Mario De Cristo­faro. L’ex presidente del Consiglio regionale pugliese nel 2003, quan­do a governare la Puglia era l’attuale ministro Raffaele Fitto

Felice Manti per “Il Giornale

C’è un ex detenuto in attesa di giudizio che ad agosto si stava fre­gando le mani dalla gioia. Aveva ap­pena incassato un maxi assegno da 10mila euro lorde di pensione e una buonuscita record che sfiora i 400mila euro (anche se 152mila eu­ro li aveva già prelevati in anticipo). Il suo nome è Sandro Frisullo, ex po­tentissimo vicepresidente Pd della vendoliana Regione Puglia, arresta­to il 18 marzo scorso con l’accusa di associazione per delinquere, corru­zione e turbativa d’asta con contor­no di presunte tangenti nella sanità in cambio di qualche escort a buon mercato, anzi praticamente gratis. Frisullo è a piede libero dal 17 lu­glio, dopo che il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari. Ma 21 giorni di cella se li è fatti tutti, dall’arresto al­l’ 8 aprile, perché «accusato di aver utilizzato il suo peso politico – que­sta la tesi della Procura barese – per far vincere l’amico, il re della sanità Gianpi Tarantini in cambio di soldi e favori». Quanti e quali? (more…)

La cravatta allentata di Bersani

maggio 17, 2010

di Giampaolo Pansa

Mai portare la cravatta allentata. Lascia scoperta l’attaccatura del colletto, non sempre pulita, e quell’orrendo bottone che spesso sembra lì lì per staccarsi. Portare la cravatta così è indice di trascuratezza e di sfiducia nell’importanza del proprio aspetto. Lo sosteneva mia madre Giovanna che odiava i dettagli stonati. Lei era una signora precisa, sempre in ordine, elegante. Anche perché di mestiere faceva la modista e la sarta.

Rammento i suoi consigli a proposito di cravatte perché qualche giorno fa ho avuto modo di vedere con la cravatta molliccia Pier Luigi Bersani, il segretario del Partito democratico. L’ho osservato da vicino e a lungo. Lui stava dentro il televisore, sempre in primo piano, e io lo guardavo da casa. Bersani veniva interrogato, con furba cautela, da Lilli Gruber, la regina di Otto e mezzo sulla 7. E rispondeva con il solito stile. Senza fare il ganassa, lo spaccone. Ma purtroppo con l’aria smonata di chi si trova alle prese con un compito impossibile. (more…)

Un Papa per il Pd? Vediamo…

aprile 6, 2010

Come la Chiesa cattolica, anche il Partito democratico dovrà cercarsi un papa straniero. Il monito di Ezio Mauro, scolpito su Repubblica, destò scalpore ai piani alti del Partito democratico. Alcuni si irritarono per l’ingerenza di un giornale nella vita del partito. Pier Luigi Bersani, con il suo aplomb piacentino, mormorò: «Non sapevo di essere un papa italico. D’ora in poi, andrò ai comizi in sedia gestatoria»

di Giampaolo Pansa

Ma i più si eccitarono: «Se lo dice Mauro, dobbiamo credergli. Cerchiamolo subito un leader che non venga dalla nomenclatura del partito, né dal vecchio Pci e nemmeno dai surrogati messi in pista dopo il 1989».
Detto fatto, anche sull’onda della sconfitta nelle elezioni regionali, venne formata una commissione riservata, anzi segreta, con l’incarico di prendere in esame le figure papabili. I lavori non dovevano trapelare all’esterno. Ma sappiamo come vanno queste faccende. C’è sempre chi parla. Tanto che il Bestiario è in grado di rivelare i nomi in discussione e il giudizio che ne venne dato.Si cominciò dallo scrittore Roberto Saviano, molto gradito a Repubblica. Ma venne subito scartato con un verdetto senza appello: «Buono per la scrittura, non per il partito. In più, a causa di sacrosanti motivi di sicurezza, non sapremmo mai dove rintracciarlo». Da Saviano si passò a Michele Santoro: «Lui ci farà diventare comparse di Annozero, per di più senza gettone». Giovanni Floris? «No, stravede soltanto per la Polverini e prima o poi diventerà il suo spin doctor». Marco Travaglio? «Macchè, lui vorrà come vice tre pubblici ministeri che scopriranno tutti i nostri altarini». (more…)

«Il Pd è fallito, serve altro»

gennaio 28, 2010

Chiamparino lancia il cantiere del nuovo Ulivo

«Ormai è chiaro: il progetto del Pd è fallito. Per evitare il disastro totale bisogna aprire dopo le regionali il cantiere di una nuova coalizione. Una nuova Cosa». Sergio Chiamparino affida al Riformista il de produnfis del Pd. E lancia il cantiere del «nuovo Ulivo».

Chiamparino, parlando di «fallimento» del Pd lei sta mandando un avviso di sfratto alla leadership di Bersani?
Il problema è ben diverso. E guardi che non è un caso se all’ultimo congresso ho scelto di votare scheda bianca. La questione di fondo non riguarda la leadership ma, appunto, il «fallimento» del progetto stesso. Anche dopo l’arrivo di Bersani, il Pd ha continuato a essere un partito prigioniero di gruppi e gruppetti. A livello nazionale ci sono correnti e sottocorrenti che, anche senza avere una vera consistenza politica, continuano tenerlo sotto scacco. A livello locale ci sono altri tipi di interesse ma la sostanza, purtroppo, è sempre la stessa. Siamo avvitati su noi stessi, a volte sembriamo i polli di Renzo. (more…)