Posts Tagged ‘pensioni’

Pensione crudele

giugno 11, 2010

Da un giorno all’altro perdi il posto che avevi nella società e vieni sbattuto nel magazzino dei ferrivecchi: adesso vai a curare le gardenie, povero, vecchio e inutile stronzo

Nell’articolo Se si prendono gli Statuti artigiani dell’epoca si leggono prescrizioni per noi, oggi, inconcepibili: “Non togliere agli altri alcuno dei suoi clienti”; “nessuno deve allontanare i clienti dal negozio del vicino né distoglierli dall’acquisto con cenni o gesti o altri segni”. Insomma era proibita la concorrenza, stella polare del nostro di mondo

Massimo Fini per “Il Fatto

Noi moderni, intesi come massa, siamo molto meno liberi dal punto di vista economico degli uomini dell’epoca preindustriale. Questo è l’effetto-paradosso dell’aver scelto un modello di sviluppo basato sulla “libera intrapresa” e la concorrenza. Nel Medioevo e nel Rinascimento europei la stragrande maggioranza della popolazione, il 90%, era formata da contadini e artigiani (il restante 10% erano nobili, feneant a vario titolo come i preti, un ridotto manipolo di mercanti che rischiavano in proprio e un 1% di mendichi, ma era mendico solo chi voleva esserlo, un po’ come i clochard per scelta dei nostri giorni). Contadino o artigiano che fosse l’uomo preindustriale viveva del suo e sul suo. Il contadino quando dipendeva formalmente dal feudatario, non era cioè proprietario della terra ma la deteneva in un possesso secolare, pagava a costui una rendita ridicola come ammette anche Adam Smith che nota: “Coloro che coltivavano la terra…pagavano una rendita che non aveva alcun rapporto di equivalenza con la sussistenza che la terra forniva loro. Una corona, una mezza corona, una pecora, un agnello erano, pochi anni fa, nelle Highlands, una rendita ordinaria per delle terre che mantenevano una famiglia” (A. Smith, La ricchezza delle nazioni, III, IV). (more…)

Cgil truffa anche la mamma del gip

Mag 26, 2010

Si allarga lo scandalo delle false firme carpite ai pensionati per iscriverli al sindacato. Il giudice Bersani si ritira perché diventato incompatibile 

Marco Livi per “Italia Oggi

Si sta allargando a macchia d’olio, e con risvolti cabarettistici, lo scandalo delle false firme che sono state carpite ai pensionati da funzionari della Cgil di Piacenza per poter impunemente (e a loro insaputa) succhiare, mese per mese, dalle loro pensioni i contributi sindacali. Inizialmente, la Cgil, di fronte alle precise accuse di un piccolo ma agguerrito gruppo di pensionate, molto delle quali con pensioni già da fame, aveva tentato di salvarsi in corner dicendo che, trattandosi di pochi moduli di iscrizione coatta, con cioè la firma falsificata, si era trattato di un errore materiale, facilmente scusabile e anche altrettanto facilmente rimediabile.

Quando i carabinieri, incaricati dalla procura di fare le indagini, cominciarono a scoprire che le firme falsificate, erano arrivate a cento non era più il caso di insistere nella versione dell’errore ma si è cominciato a vedere che era un metodo. A questo punto, la Cgil, per salvare la faccia, ha cominciato a far saltare le teste allo Spi che è il Sindacato dei pensionati della Cgil, nella speranza di circoscrivere lo scandalo. Che però non si è fermato. (more…)

Gli immigrati ci stanno già pagando la pensione

febbraio 1, 2010

Integrazione con il lavoro. Gli extracomunitari contribuenti sono 1,5 milioni: 1 milione i dipendenti, poi collaboratori domestici, operai agricoli e pure autonomi

di Giuliano Cazzola

Osservando i dati riguardanti la previdenza obbligatoria si vede che il processo di integrazione dei lavoratori stranieri non è un obiettivo da realizzare, ma un processo in atto da tempo. Basta considerare il fenomeno dal lato delle entrate e da quello delle uscite osservando, cioè, quanti sono i lavoratori extra comunitari che versano i loro contributi all’Inps e quanti, invece, percepiscono un trattamento pensionistico a vario titolo. Gli stranieri contribuenti sono più di 1,5 milioni. In maggioranza (1,1 milioni) sono lavoratori dipendenti (il loro numero è in costante crescita dal 2003), a cui vanno aggiunti i collaboratori domestici (quasi 260mila) e gli operai agricoli, ma non mancano i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, persino coltivatori diretti), gli operai agricoli e i cosiddetti parasubordinati (titolari di un contratto di collaborazione). È questa complessità di profili professionali la prova più vera dell’integrazione.I contributi versati ammontano – su base annua – a poco meno di 6 miliardi di euro, un ammontare rilevante che si aggiunge a quanto proviene dalle ritenute fiscali (per la sola imposta sul reddito sono stimate 1,5 miliardi di entrate). Va da sé che sono tanti di più i lavoratori stranieri contribuenti rispetto a quelli che percepiscono le prestazioni. La questione è facilmente comprensibile. Vengono da noi persone sostanzialmente giovani allo scopo di trovare lavoro e, con il lavoro, una migliore condizione di vita. Essi percepiranno la pensione dopo aver maturato i requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla legge. Eppure, non sono pochi i trattamenti erogati a persone di nazionalità extra Ue. Le pensioni vigenti al primo gennaio 2010 sono più di 190 mila per un importo medio mensile di 630 euro circa. Come si vede, attraverso una semplice moltiplicazione (630 x 13 mensilità x 190 mila prestazioni) emerge una spesa complessiva (1,5 miliardi) allineata con l’entrata; ma questo è un conteggio che – pur essendo significativo – non porta da nessuna parte, perché anche per i lavoratori stranieri verrà il momento in cui i pensionati saranno in aumento e comunque in un numero equivalente a quello delle persone attive. (more…)

E L’IMMIGRATO AIUTA LA PENSIONE DEGLI ITALIANI*

dicembre 1, 2009

Secondo tutte le banche dati disponibili, l’occupazione straniera in Italia è cresciuta costantemente, almeno fino al 2008 e in dieci anni risulta più che raddoppiata arrivando a più di due milioni di persone. L’occupazione italiana rimane invece sostanzialmente stabile. Inoltre, i lavoratori stranieri sono molto più giovani dei colleghi italiani: 31 anni in media. E in ogni caso, per legge, non possono ricevere la pensione o riscattare i contributi prima dei sessantacinque anni di età. Una dinamica demografica e contributiva da spiegare con chiarezza all’opinione pubblica.

Nel suo contributo del 24 novembre “Troppo ottimismo sui conti dell’Inps”, Agar Brugiavini ha ricordato che l’istituto di previdenza ha approvato le nuove previsioni di bilancio 2009 con un avanzo stimato, nonostante la crisi, di 5,9 miliardi di euro.
È un dato ancor più positivo se letto accanto a quelli della serie storica degli ultimi anni quando, dopo decenni di passivo, il bilancio del principale istituto di previdenza ha cominciato a virare in positivo, attorno agli anni 2000 e 2001, con un avanzo a consuntivo di due miliardi nel 2005 e stabilizzandosi nel 2007 e 2008 con un avanzo di circa 6,9 miliardi in ciascuno dei due anni. (more…)