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Gli affari delle mafie in Germania

novembre 30, 2009

Intervista alla giornalista tedesca Petra Reski

  Petra Reski, da vent’anni inviata del periodico tedesco Die Zeit in Italia, su cui ha scritto di mafie. Gli affari delle mafie italiane nel nostro paese, ma anche in Germania, dove storicamente la criminalità organizzata italiana fa affari, investe e ricicla denaro sporco. Una presenza ignorata fino alla strage di Duisburg, il giorno di ferragosto del 2007, dove si consumò un regolamento di conti tra ‘ndrine calabresi fortemente radicate in Germania. Da quel giorno, tra mille difficoltà, Petra Reski cerca, con i suoi articoli, di far prendere coscienza ai tedeschi che le mafie sono un problema anche della Germania, e non solo dell’Italia. Il motore trainante dell’economia europea, infatti, è una grande “lavatrice” di proventi illeciti delle mafie, italiane e non solo, a scapito della sicurezza dei cittadini, delle garanzie di libera intrapresa e del libero funzionamento del mercato. Mentre in Italia l’azione antimafia viene messa in discussione da provvedimenti legislativi che indeboliscono il ruolo della magistratura, delle forze dell’ordine e della libera informazione, chiediamo a Petra Reski come la Germania, ma anche il resto dell’Europa, percepisce le mafie e si prepara, se si prepara, ad affrontarle. 

 Dopo la legge sullo scudo fiscale, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, arriva l’emendamento sulla legge finanziaria che permette la vendita dei beni confiscati alle mafie, quale linea sta seguendo il Governo italiano? 

Sono molto stupita di questa cosa, è ovvio che questo emendamento serva alle mafie. Trovo spaventoso che il parlamento italiano si sia apprestato a votare un emendamento del genere. 

Recentemente il Governo tedesco ha approvato una norma sulla confisca dei beni sulla falsariga di quella italiana… 

Purtroppo su questo è nata una grande confusione nei media. Si tratta di un emendamento che riguarda nientemeno che l’applicazione di una norma amministrativa. Mi sono accorta che i politici, tedeschi ma anche italiani, hanno un po’ diffuso la notizia come se fosse possibile confiscare beni mafiosi anche in Germania, e che in Germani fosse una novità. Non è affatto così, si tratta unicamente di una piccola norma  amministrativa. I beni ai mafiosi possono essere confiscati in Germania quando viene emesso l’equivalente di una sentenza di terzo grado in Italia. Questa norma esiste da trent’anni, non è niente di nuovo. La differenza fondamentale è che ad investire in Germania non sono mafiosi attivi anche in Italia, con una fedina penale lunghissima, e magari  condannati in Italia. Sono mafiosi che vivono da più di quarant’anni in Germania e che non hanno nessun precedente in Italia. Inoltre, è impossibile la confisca dei beni come in Italia finché la legge tedesca non prevede l’associazione mafiosa come reato.   (more…)