Posts Tagged ‘picasso’

Picasso, “Carafe and Candlestick”

marzo 26, 2016

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Picasso, Les Menines (Velazquez). 2 October 1957

dicembre 20, 2013

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Spagnoletto, Goya, Picasso, tre secoli di disegno spagnolo a Londra

ottobre 13, 2011

Picasso, "Donna seduta in poltrona", 1941, Coll. Würth

Nicol Degli Innocenti per “Il Sole 24 Ore”

Dal tratto deciso di Jusepe Ribera nel Seicento alla mano altrettanto ferma di Pablo Picasso nel Ventesimo secolo: una mostra a Londra punta i riflettori per la prima volta sull’arte del disegno spagnolo, tracciando la sua evoluzione nel tempo. Sia Ribera, che scelse di vivere a Napoli e fu chiamato Lo Spagnoletto, che Picasso, che visse in Francia, lasciarono la patria ma entrambi restarono profondamente spagnoli, tanto quanto altri artisti che non lasciarono mai la città natale. La mostra «La linea spagnola» alla Courtaild Gallery cerca di seguire e spiegare questa lunga tradizione artistica.

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L’autista e l’elettricista: La «coppia diabolica» che ingannò Picasso

giugno 28, 2011

Gli eredi del pittore e la battaglia per i quadri. Secondo i legali non c’è la generosità del maestro all’origine della collezione rinvenuta presso i due, ma un vero raggiro

Stefano Montefiori per  “Il Corriere della Sera

Maurice Bresnu detto Nounours cioè «Orsacchiotto» fu l’autista di Picasso negli ultimi anni di vita, dal 1966 al 1973. Anche la moglie Danielle faceva parte della servitù a Notre-Dame de Vie, una delle ville in Costa Azzurra di Picasso. Le due coppie diventarono amiche, Nounours divenne il confidente del maestro. Andavano assieme a cena fuori e a vedere la corrida, e Picasso – come sue abitudine – gli regalava spesso disegni e dipinti, con o senza dedica…

Fu tutto spontaneo? Una bella amicizia senza interesse, o una frequentazione meno pura di quanto Picasso amasse credere? La Picasso Administration, la società che gestisce gli interessi dei suoi eredi, comincia a pensare che verso la fine della sua vita il grande pittore fu vittima di una diabolica macchinazione, orchestrata dai suoi amici più umili e per questo più fidati: Maurice Bresnu, l’autista, e Pierre Le Guennec, l’elettricista. Ladro il primo, ricettatore il secondo. (more…)

Picasso: la sua donna, il suo quadro

Mag 30, 2010

Maria R. Calderoni per “Liberazione
Le donne? Picasso «le domava, le stregava, le aspirava, le spalmava sulle tele». Vero, soprattutto le spalmava sulle tele. Anche in questo libro di Paula Izquierdo niente affatto benevolo nei riguardi dell’uomo Picasso – non per niente si intitola “Le amanti di Picasso. Quando il genio diventa crudeltà”, (cavallo di ferro, pag.168, € 16) – lo ammette: delle sue donne sono pieni i suoi quadri, ce le “spalmava sopra” nel senso letterale del termine. E a modo suo, come solo uno come lui poteva fare: da grande artista.
Sono infatti migliaia i quadri in cui ha rappresentato le tredici donne più importanti della sua vita, da Dora Maar a Olga Koklova, Marie Therèse Walter, Geneviève Laporte, Fernande Olivier, fino a Jacqueline Roque, (“Madame Z”), che sposò e visse con lui fino alla fine dei suoi giorni. Migliaia di quadri, alcuni tra i più belli, sconvolgenti e immortali: “Gli amanti”, “Donna con la chitarra”, “Olga con mantiglia”, “Donna con Colombe”, “Dormiente con persiane”, “La donna fiore” (cioè Francoise Gilot, «tutti noi assomigliamo a un animale, tranne te», ebbe a dirle)… (more…)

Picasso contro Gertrude: “Maiale, anzi ippopotamo”

Mag 15, 2010

Lei lo aveva scoperto, e lui era deluso dalla sua infatuazione per altri artisti. E quanti litigi sulla guerra civile spagnola…

Quando nel 1933 uscì l’Autobiografia di Alice B. Toklas Gertrude aveva quasi sessant’anni. Aveva scelto ironicamente il nome dell’amata perché non voleva essere solo una testimone al centro di un’epoca inimitabile, come Alice. Sapeva di essere stata la levatrice di un nuovo modo di creare che si estendeva dall’arte alla letteratura. Ma, nei momenti di sconforto, dubitava del suo valore. Cercava di risolvere il dilemma con un’equazione: solo un genio può scoprirne un altro. Se tante sue scoperte non si erano ancora affermate o non le sembravano all’altezza, il genio di Picasso era innegabile, come il fatto che era stato scoperto da lei.
In quelle pagine vivide e ironiche regolò i conti con Hemingway, presentandolo per quel che era e non voleva essere: un falso sportivo, un finto duro, un provinciale.
Miss Stein era stato il primo motore immobile della nuova letteratura americana, ma non fu mai capace di rendere i suoi coraggiosi esperimenti stilistici – «Una rosa è una rosa è una rosa è una rosa» – accessibili al grande pubblico. Per questo la sua produzione rimase divisa in due parti nettamente distinte: da una parte lo slancio cubista di libri come Teneri bottoni e dall’altra i libri come l’Autobiografia in cui scendeva drasticamente a compromessi con i suoi ideali di rottura. Eppure il successo le era arrivato solo con quell’autoritratto ironico e acuto, per cui aveva posato senza saperlo tutta quella che lei aveva ribattezzato «la generazione perduta». (more…)

Incontri

giugno 22, 2009

A17VS4LCAEK0TNECAV0KNV3CAEYX41XCA32SL3CCA04HR8PCA0S7RX4CAHHTSG1CAUD0YYKCAVF74E1CA41K133CA388I0CCAO4JRY2CABN5UR1CAT5B33XCAJQJ6ILCA1ISSOZCAH6RW48CAAVUBVBJoyce, Proust e Picasso alla cena delle beffe

 

I due ospiti più attesi della serata arrivarono che era già mattina. Il primo, James Joyce, era mal vestito, molto nervoso, e troppo ubriaco. Il secondo, Marcel Proust, era elegante, molto a suo agio e troppo malato. Entrambi famosi, l’uno era però agli esordi e l’altro all’apice. L’Ulisse di Joyce era uscito a Parigi, in inglese, appena due mesi prima, per merito di un piccolo editore amico e perché fosse pubblicato oltre Manica ci sarebbero voluti altri 14 anni: romanzo «osceno» per la censura britannica. Della Recherche di Proust erano già apparsi tre volumi, a uno di essi era stato assegnato il «Goncourt», il principale premio letterario francese, era stampato da Gallimard, l’editore più importante. (more…)