Posts Tagged ‘pierluigi bersani’

Psichiatria Democratica

settembre 14, 2010

I giovani turchi, Ferrero e i gruppi veltroniani. Fotografia di un partito perennemente in analisi. Il 25 settembre Veltroni a Orvieto: potrebbe diventare la “Mirabello di centrosinistra”

Nell’articolo:  In due giorni, dal documento dei quarantenni anti-veltroniani, alle correnti storiche, un fermento criptato e indecifrabile per chi non possiede i codici delle faide antiche […..] Ma Orvieto è la città dove è nato il Pd, e dove Veltroni in un celebre discorso parlò per la prima volta della vocazione maggioritaria: “Non so quando saranno, so che alle prossime elezioni andremo da soli”. Lo disse il sabato, il lunedì Mastella abbandonò la maggioranza, il giovedì cadde Prodi

Luca Telese per “Il Fatto

Antefatto iconografico. Guardate per un attimo la foto di questa pagina. Pier Luigi Bersani chiude la festa di Torino. In piedi, solo. Per la prima volta un leader del Pd parla senza angeli custodi, senza alfieri, senza l’abbraccio dei due principali dirigenti del partito, immancabilmente vicini a lui. Quanta distanza dal rituale di tutti gli altri anni: il segretario sul palco, e tutti i leader, simbolicamente stretti intorno. Magari ipocritamente, stretti, ma tutti, almeno una volta l’anno, lì, come nella foto della classe all’inizio dell’anno. Ora abbandoniamo la foto, e passiamo al calvario della cronaca, dalle faide dei giovani turchi ai rumors di scissione, ai motivi per cui Orvieto potrebbe diventare una “Mirabello” di centrosinistra. (more…)

Tremonti vs Bersani? Tre a zero

giugno 8, 2010

Bersani condizionato dalla sua armata Brancaleone

Nell’articolo:  “Chi comanda nel Pd? Certo, Bersani è il segretario, ma a circondarlo c’è un gruppo dirigente pronto a scannarlo. Sto pensando a signori e signore come Veltroni, Franceschini, Marino, Bindi e il loro seguito. Un club che sta distruggendo il proprio partito. C’è da sperare che almeno D’Alema riesca a difendere il parroco e la parrocchia”

 Giampaolo Pansa per “Il Riformista

Di solito non guardo Annozero. Michele Santoro è bravo, ma la sua trasmissione mi annoia. Nonostante la varietà degli ospiti, è troppo faziosa, si capisce sempre da che parte tira. E la parte è una sola: Silvio Berlusconi è come il colera, o ci ammazza lui o lo ammazziamo noi, in senso figurato s’intende. È la stessa solfa che sento suonare da tanti media. La conosco a memoria e mi ha stancato. Per questo, quando sta per cominciare il talk show di Michele, cambio canale.
Giovedì ho fatto un’eccezione. Sapevo che ad Annozero ci sarebbe stato un faccia a faccia fra due big: Giulio Tremonti, il ministro dell’Economia, e Pierluigi Bersani, il leader del Partito democratico. Me lo sono goduto dal primo minuto all’ultimo. Ed è stato come assistere a una partita di calcio. Conclusa con un risultato netto: la vittoria per tre a zero di Tremonti su Bersani.Perché Tremonti ha vinto? Prima di tutto, perché giocava in casa. Nel senso che il campo di gioco era quello che lui conosce meglio: la crisi economica e finanziaria, con la manovra decisa dal governo.
In materia Bersani non è uno sprovveduto, lo so bene. Ma il segretario del Pd ha dei problemi a muoversi su quel terreno. E tra un istante ne parlerò. Pure Tremonti ha dei vincoli politici, però è stato bravo a fingere di non averne. (more…)

La cravatta allentata di Bersani

maggio 17, 2010

di Giampaolo Pansa

Mai portare la cravatta allentata. Lascia scoperta l’attaccatura del colletto, non sempre pulita, e quell’orrendo bottone che spesso sembra lì lì per staccarsi. Portare la cravatta così è indice di trascuratezza e di sfiducia nell’importanza del proprio aspetto. Lo sosteneva mia madre Giovanna che odiava i dettagli stonati. Lei era una signora precisa, sempre in ordine, elegante. Anche perché di mestiere faceva la modista e la sarta.

Rammento i suoi consigli a proposito di cravatte perché qualche giorno fa ho avuto modo di vedere con la cravatta molliccia Pier Luigi Bersani, il segretario del Partito democratico. L’ho osservato da vicino e a lungo. Lui stava dentro il televisore, sempre in primo piano, e io lo guardavo da casa. Bersani veniva interrogato, con furba cautela, da Lilli Gruber, la regina di Otto e mezzo sulla 7. E rispondeva con il solito stile. Senza fare il ganassa, lo spaccone. Ma purtroppo con l’aria smonata di chi si trova alle prese con un compito impossibile. (more…)