Posts Tagged ‘pio xii’

Pio XII

novembre 5, 2010

Marco Ansaldo per “La Repubblica”

«Pacelli ha chiarito che certi sviluppi del nazionalsocialismo lo preoccupano. La Chiesa si è sempre prodigata per la pace nell’interesse dei popoli, in particolare ora». È il 16 dicembre 1943, esattamente due mesi dopo la grande razzia degli ebrei il 16 ottobre nel ghetto di Roma. Ed Ernst Kaltenbrunner, capo della Polizia di sicurezza a Berlino invia con urgenza un rapporto ricevuto da Roma a Joachim von Ribbentrop, il ministro degli Esteri tedesco. Il documento è classificato come segreto. Oggetto: “La posizione del Papa sull’attuale situazione bellica e sullo Stato nazionalsocialista”. «Il Pace fragile Pacelli ha chiarito che certi sviluppi del nazismo lo preocatpano. La Chiesa si è sempre prodigata per la pace — si legge nel dattiloscritto che arriva sul tavolo del ministro del Terzo Reich—è convinto che, fino a questo momento, la controparte tedesca non ha manifestato la seria intenzione di mutare atteggiamento nei confronti della Chiesa». Possiamo fidarci di Hitler?, si chiede Pio XII a questo punto del-la guerra. L’ atroce dissidio interiore sulla posizione da prendere durante il conflitto è l’ultima traccia che esce dagli archivi sulla figura di Eugenio Pacelli. (more…)

E il duce (abbagliato) salì sul treno in corsa

giugno 9, 2010

Il 10 giugno 1940 l’Italia entrava in guerra

Nell’articolo: “Il Governo inglese si dimostrò poco propenso a fare concessioni all’Italia, non per miopia politica (come talora si è sostenuto) ma per una serie di considerazioni estremamente realistiche:  il duce – così si pensava – non poteva cambiare schieramento né restare per sempre fuori dalla guerra”

di Roberto Pertici per “L’Osservatore Romano
Il 10 giugno del 1940, l’Italia interrompeva la non belligeranza dichiarata il primo settembre dell’anno precedente ed entrava nel nuovo conflitto europeo. Si tratta della scelta più impegnativa e tragica che una sua classe dirigente abbia compiuto nel xx secolo, ma sul percorso che portò Mussolini e i suoi più diretti collaboratori a quel passo ancora ci si interroga. Non pochi presentano l’alleanza italo-tedesca come uno sbocco inevitabile dell’affinità ideologica dei due regimi, ma in realtà si trattò di una vicenda molto più complicata, legata a problemi geo-politici oltre che immediatamente ideologici, e che solo molto tardi giunse a un punto di non ritorno. In essa emergono nitidamente la mancanza di realismo, la sopravvalutazione del proprio peso nella politica internazionale, la colpevole sottovalutazione dell’impreparazione militare del Paese, che contrassegnarono allora la politica del duce:  limiti ancor più inescusabili in chi faceva sfoggio continuo di “realismo” e di “spirito guerriero”. (more…)

Il cardinale: Shoah favorita anche da un tipo di teologia

maggio 31, 2010

Luigi Accattoli per “Il Corriere della Sera”

Il dibattito degli storici su Pio XII durerà «forse fino alla fine dei tempi» ma la Santa Sede non ha «nulla da nascondere» e sta preparando l’apertura degli archivi riguardanti il suo Pontificato che avverrà «tra cinque o sei anni». Quel Papa scelse di «essere moderato» nelle dichiarazioni sul nazismo ma favorì il «nascondimento» in ambienti ecclesiastici romani di « circa 4.500 ebrei»: ad assumere questa posizione pragmatica, tesa a sminare la disputa, è il cardinale tedesco Walter Kasper, uno dei primi collaboratori di Benedetto XVI. (more…)

Ariani? No, lillipuziani

maggio 23, 2010

di Marco Impagliazzo per “Avvenire

Il 1938 fu un anno di scontro tra Chiesa e fascismo. L’avvicinamento dell’Italia alla Germania nazista e l’adozione di una legislazione antisemita provocarono quella che Andrea Riccardi ha definito una «disaffezione» dei cattolici verso il fascismo. In quell’anno terribile per l’ebraismo europeo, con il varo di leggi razziali in Italia, Ungheria, Romania e Austria annessa al Terzo Reich, vi fu una contrapposizione prolungata tra Pio XI e Mussolini. Il primo intenzionato a non cedere sulle questioni di principio, quali l’unità del genere umano e il rifiuto del razzismo; il secondo irritato da quella che considerava un’ingerenza della Chiesa in questioni politiche. 

Proprio il 1938 è il fulcro delle vicende narrate nel recente volume di Valerio De Cesaris Vaticano, fascismo e questione razziale (Guerini, pp. 288, euro 23,50). Il libro, che si basa su lunga ricerca d’archivio, descrive sia le reazioni del mondo cattolico italiano alla campagna antisemita del fascismo, sia il confronto diplomatico tra governo e Santa Sede sulla questione razziale. Ne emerge un quadro ampio, in cui le prese di posizione contro l’antisemitismo non furono poche e isolate come si potrebbe credere.  (more…)

La cattiva coscienza di chi accusa Pio XII

aprile 22, 2010

La spartizione della Polonia del 1939 e i silenzi consapevoli degli Alleati di fronte alla tragedia della Shoah

di Raffaele Alessandrini
L’antica favola del lupo e dell’agnello insegna che quando il forte si lagna lanciando accuse al più debole, magari strepitando di aver subito da lui improbabili torti, sta preparandosi a divorarlo. Le corrispondenze storiche sono numerose sia pure con le debite varianti:  talvolta i lupi sono più di uno. Per di più alla scena cruenta possono esservi altri testimoni diversamente cointeressati. Questi ultimi, pur essendo consapevoli che il debole, ormai privato brutalmente dei propri diritti, sta soccombendo alle brame fameliche del prepotente, restano a guardarne il sacrificio con calcolata inerzia. E dire che avrebbero argomenti e mezzi per impedire o limitare lo scempio. Quando poi il precipitare degli eventi li costringe a intervenire – poiché la fame del predatore non si placa – si trovano a loro volta prigionieri della logica pragmatica della violenza e della sopraffazione per la quale vi saranno moltissimi altri deboli e innocenti a pagare il prezzo più alto e atroce. L’invasione nazista della Polonia del 1° settembre 1939 che diede l’avvio alla seconda guerra mondiale è certo un esempio evidente di questo. Ma lo sono anche il disinteresse per gli ebrei e il loro consapevole abbandono da parte degli Alleati nonostante fossero pienamente al corrente dei piani hitleriani di “soluzione finale”. Lo ha ricordato anche un ampio servizio di Claude Weill su “Le Nouvel Observateur” del 4-10 marzo 2010 (pp.16-28) nel quale risalta la polemica tra il regista e intellettuale parigino Claude Lanzmann, l’autore del famoso lungometraggio-fiume – nove ore – Shoah (1985) e il romanziere Yannik Haenel che nel settembre 2009 ha pubblicato il volume Jan Karski (Gallimard) dedicato a un eroe della resistenza polacca al nazismo che – infiltratosi in un campo di sterminio (e non sarebbe stato il solo polacco a farlo) – mise sull’avviso il presidente Franklin D. Roosevelt alla Casa Bianca degli orrori in atto. (more…)

Se la storiografia ignora le testimonianze

febbraio 5, 2010

Documenti confermano che la resistenza tedesca antinazista chiese a Pio XII di non intervenire direttamente contro Hitler

di Roberto Pertici
Nel dibattito in corso sull’operato di Pio XII e in particolare sul problema dei “silenzi” del Pontefice sulla tragedia della Shoah è utile riconsiderare una testimonianza riguardante più in generale la politica vaticana verso Hitler e i suoi rapporti con l’opposizione anti-nazista in Germania. Mi pare una testimonianza non trascurabile, sia per l’autore, sia per la precocità:  è, come vedremo subito, del giugno 1945, a ridosso quindi della fine della guerra. È compresa in un documento (n. 242) pubblicato nella straordinaria raccolta curata da Ennio Di Nolfo nel 1978 e dedicata a Vaticano e Stati Uniti 1939-1952 (Milano, Franco Angeli, 1978):  non è ignota – fra gli altri ne fece cenno, qualche anno fa, Piero Melograni – ma non è sembrata sempre presente a quanti in questi ultimi tempi hanno ripercorso queste complesse vicende.
L’autore della testimonianza:  si tratta dell’avvocato bavarese Josef Müller (1898-1979), esponente del cattolicesimo politico tedesco durante la repubblica di Weimar e dopo la seconda guerra mondiale tra i fondatori della Csu. Durante il regime nazista, fu tra gli esponenti più attivi dell’opposizione ed è noto soprattutto per i contatti assidui che ebbe col Vaticano tra il 1939 e il 1940. Müller faceva parte dei servizi segreti tedeschi (Abwehr) dell’ammiraglio Canaris, uno dei centri occulti dell’opposizione anti-hitleriana. Fu inviato a Roma con una scusa, in realtà per prendere contatto con l’entourage del Pontefice (in cui erano presenti molti prelati tedeschi) e mettere a conoscenza lo stesso Pio XII dei progetti dell’opposizione tedesca e dei suoi piani per rovesciare Hitler e costruire una Germania democratica. Soprattutto chiese che il Papa se ne facesse tramite e garante con il governo inglese, ruolo che Pio XII, con notevolissimi rischi, accettò di svolgere per mezzo dell’ambasciatore inglese presso la Santa Sede, Osborne. (more…)

COINCIDENZE VATICANE

febbraio 1, 2010

SPUNTANO NUOVI DOCUMENTI SUI SILENZI DI PIO XII NEI CONFRONTI DEGLI EBREI – PROPRIO NEI GIORNI IN CUI UN DECRETO PAPALE OFFRE AI PRETI ANGLICANI PIÙ CONSERVATORI LA POSSIBILITÀ DI ENTRARE A FAR PARTE DELLA CHIESA CATTOLICA (SARA’ UN CASO?) – PAPA PACELLI TEMEVA GLI EBREI PIù DELLE “BANDE COMUNISTE”…

Pierangelo Sapegno per “la Stampa

Sarà solo una coincidenza, ma da quando il Vaticano ha aperto su Pio XII per la sua beatificazione, non passa giorno senza che vengano fuori nuove polemiche o nuove carte. Così, dopo le accuse di Bernard-Henri Lévy a Rolf Hochhuth, l’uomo che per primo attaccò i silenzi del Pontefice durante l’Olocausto («è un negazionista patentato, condannato più volte come tale», ha detto di lui il filosofo francese, «amico e sodale di David Irving, lo storico che nega l’esistenza delle camere a gas»), ieri, da Londra sono venuti alla luce alcuni documenti abbastanza scottanti che gettano altre ombre sull’atteggiamento tenuto da Papa Pacelli nei confronti dello sterminio di ebrei operato dalla Germania nazista.

Queste carte attesterebbero la mancata volontà del Pontefice di condannare apertamente il regime hitleriano. Li ha resi noti lo storico Giuseppe Casarrubea, specializzato nella ricerca sugli archivi inglesi di Kew Gardens. (more…)

Pio XII Papa progressista

gennaio 18, 2010

La leggenda nera su Pio XII è un format di grande successo, dura da decenni e si nutre di rivelazioni e polemiche a getto continuo. L’ultima all’annuncio, qualche settimana fa, della firma di Benedetto XVI sul decreto che riconosce le virtù eroiche di Eugenio Pacelli, passo decisivo in vista della beatificazione. Un eroismo di cui settori importanti del mondo ebraico non trovano traccia nel suo atteggiamento di fronte alla shoah, caratterizzato da un silenzio – o meglio da accenni impliciti ma trepidanti – che tuttora fa discutere. Ebraismo a parte, Pio XII è considerato, specie dalla scuola storica progressista, e non da oggi, un Papa oscurantista. Eppure Pacelli non fu uomo timido né reticente. E all’accusa di oscurantismo si può replicare facilmente. Basta guardarlo nelle immagini d’archivio: ieratico e dotato di grande senso scenico, abile oratore prima alla radio e poi in Tv (fu protagonista pure di un documentario, “Pastor Angelicus”), voce accorata e ferma. La sue braccia spalancate al cielo, in mezzo alla folla del quartiere romano di San Lorenzo bombardato dagli Alleati, sono un fermo immagine del Novecento. Papa regnante per vent’anni nel mezzo del secolo (2 marzo 1939-9 ottobre 1958), ha parlato e scritto moltissimo: solo le encicliche (la forma più alta e impegnativa del magistero pontificio) sono quarantuno; decine le esortazioni apostoliche, i messaggi, le lettere; centinaia i discorsi, le omelie, le udienze. Costringere questa mole di parole e gesti in un cliché (Pio XII Papa antimoderno, e magari un po’ antisemita) è ridicolo. (more…)

Pio XII e quei rapporti segreti delle Ss: “Il Vaticano aiuta gli ebrei a scappare”

gennaio 15, 2010

“Pio XII appoggia gli ebrei. Deve essere stato un ottimo segretario di Stato, eppure da Papa tende a fuggire le sue responsabilità”. È il 1941, un anno cruciale per la Seconda guerra mondiale. E i rapporti segreti che da Roma, copiosi e preoccupati, giungono via via sul tavolo del ministro degli Esteri del Terzo Reich, Joachim von Ribbentrop, danno un quadro molto netto della figura di Pacelli pontefice. Il Papa sostiene gli ebrei – ammettono i telegrammi e le relazioni che gli agenti nazisti infiltrati nelle mura della Santa Sede inviano a Berlino – ma la sua azione pontificale è in generale timorosa.

Per comprendere pienamente l’operato di Pio XII forse non è necessario aspettare – quando mai avverrà – l’apertura dell’Archivio vaticano. I tedeschi, già allora, avevano inquadrato Pacelli in modo perfetto. In attesa che le stanze contenenti la parte documentale del suo pontificato diventino accessibili, Repubblica ha intanto fatto l’operazione inversa ed è andata a cercare le carte su Pio XII da poco disponibili in alcune biblioteche in Germania, presso il ministero degli Esteri federale, all’Archivio dell’ex servizio segreto comunista a Berlino, in fondazioni private e archivi personali. Decine di pagine, per ora, che possono aiutare a definire in modo più ragionato e sereno la complessa figura di un Papa che, a settant’anni dal suo pontificato, continua a far discutere. (more…)

“Si beatifica Pio XII per santificare il papato”. Parla lo storico Daniele Menozzi

dicembre 30, 2009

di Luca Kocci, da adistaonline.it

“Non si intende disconoscere lo sforzo compiuto dalle istituzioni ecclesiastiche o da singoli cattolici per sottrarre, con tutti rischi del caso, moltissimi ebrei ad una barbarica persecuzione, offrendo una via di scampo a chi probabilmente era destinato alla morte. Ma va affermato con altrettanta chiarezza, senza con questo voler dare un giudizio morale che non è compito dello storico, che non ci fu alcun intervento pubblico di Pio XII contro la Shoah”. Daniele Menozzi, docente di Storia contemporanea alla Scuola normale superiore di Pisa ed in particolare esperto del papato del ‘900, spiega ad Adista i rapporti fra papa Pacelli e le dittature nazi-fasciste e dà un’interpretazione delle beatificazioni, realizzate o solo annunciate, dei pontefici dell’ultimo secolo.

I “silenzi” di Pio XII sulla Shoah sono presunti o reali? Cosa dice la ricerca storica?
Pio XII è intervenuto solo a livello diplomatico, facendo presente al governo di Hitler che la Santa Sede non condivideva le persecuzioni contro gli ebrei, ma non ha mai assunto una posizione pubblica di condanna durante la guerra. Nel magistero pontificio del periodo bellico la parola “ebreo” non viene mai usata. Pio XII la pronuncerà solo molti anni dopo, a guerra finita, per dire che non si poteva fare nulla di più di quello che è stato fatto, in una sorta di autoassoluzione. Non è esatto affermare, come alcuni fanno, che fu l’opera teatrale di Rolf Hochhuth, Il Vicario, a dare inizio alla “leggenda nera” circa i silenzi del papa: di questi silenzi si aveva la consapevolezza, anche in Vaticano, già a partire dal periodo bellico. Faccio due esempi: c’è una testimonianza di Angelo Roncalli, futuro Giovanni XXIII, che nei suoi Diari, scrive: “Papa Pacelli mi chiede che impressione facciano i suoi silenzi”. Inoltre, negli anni ‘50, quando vengono ripubblicati i discorsi di Pio XII, l’allocuzione tenuta al Sacro Collegio nel dicembre 1940 subisce una significativa modificazione: il termine “non ariani” presente nel testo originale viene sostituito con l’espressione “di stirpe ebraica”. Non mi pare solo la manifestazione della volontà di eliminare una testimonianza di acquiescenza al linguaggio del razzismo fascista dell’epoca, ma l’espressione della consapevolezza di un “silenzio” cui si voleva retrospettivamente rimediare. (more…)

Ma così si riaprono antiche ferite

dicembre 22, 2009

di Sergio Luzzatto

La contemporaneità delle due notizie è da ritenersi casuale, ma colpisce ugualmente. In Polonia, alcuni criminali rubano da Auschwitz la scritta-simbolo della Soluzione finale, «Arbeit macht frei». In Vaticano, Papa Ratzinger firma il decreto che avvia Pio XII sulla strada della beatificazione. Un increscioso affronto simbolico alla memoria della Shoah coincide con un clamoroso riconoscimento canonico delle “virtù eroiche” di chi era pontefice durante lo sterminio degli ebrei. (more…)

Pio XII e Hitler, lettere fantasma

novembre 12, 2009
imagesDalla sua stanza, nell’infermeria della Curia della Compagnia di Gesù a Roma circondata di libri sul suo papa Pio XII, ogni giorno padre Pierre Blet, classe 1918, pur costretto a vivere da un anno su una carrozzina, segue con la lucidità di sempre, grazie all’uso del computer, le vicende del mondo e in particolare la causa di beatificazione del Pontefice che più ha studiato a fondo: Eugenio Pacelli.

Non nasconde la sua amarezza e sorpresa, soppesata da un certo distacco ignaziano, per la ricostruzione – stile giallo modello André Gide – fatta recentemente da La Stampa e poi da Panorama sul suo confratello, il gesuita californiano Robert Graham (1912-1997), trasformato da rigoroso storico a spia capace di smascherare il controspionaggio del Kgb per conto dell’Occidente e del Vaticano. A questo proposito ricorda, lui ultimo testimone vivente, i 17 anni trascorsi assieme agli storici gesuiti Graham, Angelo Martini e Burkhart Schneider nell’Archivio Segreto vaticano e spesi per ristabilire la verità sul pontificato di Pio XII durante la seconda guerra mondiale. Una ricerca – quella condotta in squadra dall’équipe dei 4 storici gesuiti – voluta da Paolo VI, che portò alla pubblicazione in 12 volumi suddivisa in 12mila pagine degli Actes et documents du Sainte Siège relatifs à la Seconde Guerre Mondiale. (more…)

Pio XII, scontro sulla beatificazione:”Pressioni da abrei, il Papa non firma”

giugno 20, 2009

AUIENECCAA1NW58CAUSC95ZCANMN21XCAKWKI5WCA56NKNNCA2JK305CA9D6069CA1ERJK3CAIO2BPYCA8JECXBCA6XYDULCAWKZ97JCAW6VDPECAA8I4MNCA7YM2QNCASMC96VCAEVFD3DCA9MJ6VMIl postulatore Gumpel attacca. Lombardi: Benedetto XVI libero di decidere. Tullia Zevi: “I dubbi non si sopiranno finché su questa storia non scenderà il silenzio”

 

CITTÀ DEL VATICANO – “Papa Ratzinger non sblocca il processo di beatificazione di Pio XII perché impressionato dalle reazioni negative degli ebrei, per cui è colpa loro se Pacelli non è ancora asceso agli onori degli altari”. Padre Peter Gumpel, storico gesuita relatore della causa di beatificazione di Pio XII, lancia questa pesante accusa verso una parte delle comunità ebraiche, ieri sera, nel corso di una conferenza alla Libreria Editrice Vaticana presso il Palazzo di Propaganda Fide, a Roma. Un ambiente, quindi, tutto vaticano che gode del privilegio dell’extraterritorialità, ma che non lo ha preservato da una immediata secca precisazione del portavoce papale, padre Federico Lombardi, che ha fermamente smentito che “il Santo Padre possa essere stato impressionato da ambienti ebraici per la causa di beatificazione di papa Pacelli”. (more…)

Inediti

giugno 16, 2009

imagesLuglio ’43, Hitler voleva eliminare Pio XII

 

Sono ormai molte e spesso contraddittorie le voci di piani nazisti per ‘allontanare’ Papa Pacelli dalla Santa Sede nelle ultime fasi del secondo conflitto mondiale. Ne aveva parlato nel ´72 l’ex-generale delle Ss Karl Wolf, scomparso nell’84 riferendo il contenuto del suo incontro con il Santo Padre avvenuto il 10 maggio del ’44. Poco attendibile il suo racconto, privo di riscontri. Più concrete le voci di un piano organizzato dal Reichssicherheitsamt (Quartier generale per la sicurezza del Reich) di Berlino dopo il 25 luglio ’43. Avvenire ha raccolto dagli eredi dei protagonisti testimonianze e visionato documenti. Una fonte diretta ci è arrivata dal figlio di uno dei personaggi chiave, Niki Freytag von Loringhoven, oggi lucidissimo 72enne, che abbiamo incontrato a Monaco dove risiede e con il quale ci siamo intrattenuti a lungo. La vicenda si è svolta a Venezia e ha avuto come teatro il mitico l’hotel Danieli ed il Lido. (more…)