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Muri che parlano

agosto 27, 2010

Giochi di lettere e scritte di strada nella Roma antica

Nell’articolo: Leggere e scrivere non erano pratiche riservate a determinati ceti sociali, ma pratiche aperte, che trovavano la loro manifestazione più sintomatica e più tipicamente romana nei prodotti epigrafici:  non soltanto quelli pubblici, ufficiali e normativi, come le iscrizioni dedicatorie, onorarie, sacre, funerarie, votive, ma anche e soprattutto – e con un livello molto più alto di trasversalità sociale – quelli del tutto privati, estemporanei e occasionali, che noi moderni chiamiamo “graffiti” e che gli antichi definivano tituli scariphati […..] Queste scritture libere non legate alla norma e alla tradizione che regolava i diversi generi epigrafici sia per i contenuti sia per le forme grafiche, esprimono e trasmettono sentimenti, sensazioni, situazioni del tutto individuali, connesse in larga misura alla sfera talvolta autoreferenziale di un vissuto quotidiano […..] Sono saluti:  “Cestilia, regina degli abitanti di Pompei, dolce anima, addio” (Corpus Inscriptionum Latinarum iv 2413h); sospiri d’amore:  “Potessi abbracciarti con le mie braccia avvinte al tuo collo e baciare le tue tenere labbra” (iv 5296); disvelamento di un inganno:  “Ingannino te, oste, questi trucchi:  vendi acqua, ma tu bevi vino” (iv 3948) […..] In questo universo di scritture si incontrano, anche se sporadicamente, testimonianze grafiche di carattere non propriamente trasmissivo, che – tra autoreferenzialità ed esibizione – si propongono comunque come ulteriore indicatore della quasi naturale consuetudine della società romana con le parole scritte e con i segni dell’alfabeto, di cui si scoprono le infinite e misteriose potenzialità combinatorie:  sono i giochi letterali testimoniati già a Pompei dal primo secolo dell’età imperiale […..] L’ambiente in cui furono tracciate questa scritte va riconosciuto con ogni probabilità in una caupona (osteria) dove gli avventori oltre a mangiare e bere trascorrevano in distensione il loro tempo scrivendo sui muri, non solo – come di consueto – i propri nomi, espressioni burlesche, insulti e oscenità, i punteggi ottenuti nei giochi con le tavole lusorie, sequenza alfabetiche (e qui anche in greco) ma anche combinazioni grafiche di qualche impegno, le quali, sul piano esecutivo, dovevano quanto meno rispettare una certa coerenza formale sia sul piano grafico sia su quello dell’impaginazione per non compromettere l’effetto del gioco letterale

Carlo Carletti per “L’Osservatore Romano

“Mi meraviglio, o muro, che tu non sia già caduto in rovina, tu che sopporti il fastidio di tante scritte”, admiror, paries, te non cecidisse ruina/qui tot scriptorum taedia sustineas. Così un distico elegiaco graffito a Pompei nel i secolo per ben tre volte, nella basilica, nel teatro grande, nell’anfiteatro (Corpus Inscriptionum Latinarum, iv 1904, 2461, 2487).
Una testimonianza emblematica della diffusissima e trasversale pratica della scrittura estemporanea a sgraffio che, soprattutto nei primi tre secoli dell’età imperiale, aveva invaso capillarmente tutte o quasi le città romane e con particolare incidenza – a giudicare da quanto pervenuto – Pompei, Roma, Ostia. Il presupposto fondamentale di questo straordinario fenomeno era nella vasta e capillare diffusione sociale dell’alfabetismo, un fenomeno peculiarmente proprio del mondo romano – meglio greco-romano – che, in termini quantitativi e qualitativi, si propone in generale come il più alto e irripetibile momento di circolazione di cultura scritta dell’antichità, almeno nei centri urbani dei primi tre secoli. Le motivazioni, che sono a monte di quella che è stata definita come una vera e propria esplosione di scritture epigrafiche estemporanee, vanno senz’altro individuate nella pace sociale di cui Roma poté beneficiare dall’avvento dell’età augustea, portando con sé tutte le condizioni favorevoli alla affermazione di una società di dialogo, fondata su una gamma diversificata di canali di comunicazione, che coinvolgevano cittadini e istituzioni, individui e gruppi, individui e individui. (more…)