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Antieroi solitari in fuga dal nulla

giugno 30, 2011

Il libro di Gianfranco Calligarich

Paolo Di Stefano per “Il Corriere della Sera”

Non siamo più abituati ai romanzi che si calano negli abissi. Non siamo più abituati a romanzi come Privati abissi di Gianfranco Calligarich (Fazi, pp. 200, € 18). Un romanzo il cui impianto è creato non tanto da azioni e colpi di scena ma dalle atmosfere e le atmosfere sono create dallo stile, come accadeva già ne L’ultima estate in città, il primo romanzo di Calligarich, amato da Cesare Garboli e da Natalia Ginzburg, pubblicato (anche grazie a loro) nel 1973 e opportunamente riproposto l’anno scorso da Aragno.

A differenza dei suoi personaggi, specie del narratore di quest’ultimo libro, afflitto da problemi cardiaci, Calligarich è scrittore dal respiro lungo, tanto che Privati abissi ha richiesto un’elaborazione di oltre un trentennio, ripensamenti e riscritture. Siamo a Roma nel 1968, quando in un caffè gestito dal vecchio Santandrea nei pressi di Piazza Navona, Al Tempo Ritrovato, un trentenne, approdato nella Capitale dalla Liguria (dove la famiglia aveva «un’importante fabbrica del ferro»), incontra la splendida Alessandra. Ci sono tutti gli elementi per un approccio fatale. Lui, taciturno e ombroso, ha dentro le maree di un’esistenza misteriosa, ha lasciato i suoi luoghi per mettersi a suonare il pianoforte nelle sale di registrazione, è diventato socio di Santandrea nel locale romano, abita in un monolocale con terrazzo e vista su una cupola, ha la stazza di un armadio dalle ante chiuse al punto da diventare, nel racconto, lo Sprangato Partner. Lei è figlia di un banchiere svizzero, un corpo compatto e un sorriso «a sfottere su bocca robustamente fatta». Verremo a sapere dopo che si porta dietro un passato traumatico, avendo subito gli oltraggi del padre, ma per il momento si trova al Tempo Ritrovato in compagnia di una donna mascolina, che in seguito a un breve litigio le versa addosso un bicchiere di whisky lasciandola in asso. È a quel punto che Alessandra si alza, attraversa le luci e le ombre del locale e si dirige verso l’Armadio chiedendogli di asciugarle il vestito bianco. (more…)