Posts Tagged ‘putin’

Il detenuto Khodorkovsky

Mag 1, 2010

Storia dell’oligarca che non si piegò a Putin e di un secondo processo infame

Anche per chi sia convinto, non senza buoni motivi, che il decennio di Putin rappresenti, nella storia russa, un’esperienza tutto sommato positiva, il caso Khodorkovsky appare oggi come un’autentica pietra dello scandalo. L’ex capo del Cremlino e il suo attuale successore possono indubbiamente vantare al proprio attivo un’energica politica di restaurazione dell’autorità dello stato, dopo l’anarchia degli anni eltsiniani; e la lotta contro lo strapotere degli oligarchi – con l’episodio chiave del processo all’ex padrone della Yukos – è stata parte fondamentale di questa impresa. Ma, per l’appunto, si tratta di una lotta ormai coronata dal successo. Così stando le cose, il secondo processo che vede sul banco degli imputati Mikhail Khodorkovsky e il suo vice Platon Lebedev (quando i due hanno ormai scontato gran parte degli otto anni di reclusione a cui sono stati condannati per frode fiscale), che si è aperto a Mosca un anno fa e che in queste settimane sta entrando nel vivo, si rivela, anche allo spettatore meno prevenuto, come un atto di accanimento e di persecuzione senza uguali.

Si può capire il primo atto del dramma
. Il caso Khodorkovsky, infatti, ha rappresentato uno spartiacque tra i caotici anni di Eltsin e l’era Putin. Nel decennio Novanta, gli oligarchi tenevano di fatto in ostaggio il governo. E questa situazione è radicalmente cambiata in una gelida giornata dell’ottobre 2003 quando, all’aeroporto di Novosibirsk, gli agenti del Fsb hanno circondato l’aereo privato dell’uomo più ricco di Russia, consegnandolo a una magistratura che aveva l’incarico di condannarlo al massimo della pena.

La reale posta in gioco è stata chiara fin dall’inizio. Khodorkovsky aveva violato il tacito patto stabilito da Putin con i miliardari russi: il potere avrebbe chiuso un occhio sui modi in cui avevano accumulato la loro immensa ricchezza se in cambio si fossero tenuti lontani dalla politica. Il padrone della Yukos, la più grande impresa petrolifera del paese, aveva invece continuato a finanziare le forze di opposizione. E con il suo rifiuto aveva lanciato una sfida al potere. Esistono varie versioni della famosa riunione al Cremlino in cui Putin aveva chiesto la sottomissione degli oligarchi, e tutte concordano su un punto: Khodorkovsky aveva mostrato l’atteggiamento impavido e sprezzante di chi non accetta diktat dall’alto. “Quando apparve Khodorkovsky – ha poi raccontato Elena Bonner, vedova Sakharov – ho pensato che fosse troppo intelligente e troppo rilassato, coraggioso e incosciente, e che l’avrebbe pagata cara”. (more…)

«La mia Russia senza libertà dall’era di Stalin a quella di Putin»

novembre 14, 2009

giICUL00031220091114Guido Caldiron
«Amavi Stalin?». La domanda che Victor Erofeev pone a suo padre è in realtà la stessa che avrebbe voluto porre a tutti i suoi concittadini. E che ancora oggi sembra pesare sulla sua visione della Russia.
Victor Erofeev è uno dei maggiori scrittori russi contemporanei, suo padre Vladimir era stato prima interprete dal francese di Stalin e aveva poi seguito la carriera diplomatica fino a diventare ambasciatore e viceministro degli Esteri. Quando, negli anni Settanta, Victor prese parte all’antologia underground “Metropol” a suo padre fu chiesto di fare pressioni affinché il figlio scrivesse una lettera di ritrattazione, ma non lo fece e fu destituito da tutte le cariche. Quello che era stato fino ad allora “un comunista modello” si trasformò in una sorta di dissidente suo malgrado. (more…)

PUGNO DI FERRO DI PUTIN SUL GIGANTESCO MERCATO SEMI-ABUSIVO DI MOSCA

luglio 30, 2009

AM2O2DGCADTPWV0CA065T0XCAJQ4KKBCAEA19TYCAV7K37GCAK87RBOCA14UWI2CA7CY821CA089ULMCAHKG5B1CAM5LSZ5CA1NCEPVCAKLWEMMCA81ITZ9CAZZ2HF2CA6XOSUDCAH7D32ZCASHI1YYSFIDA APERTA A CORRUZIONE E MAFIE O SOLO L’ULTIMO EPISODIO DELLA GUERRA TRA I CLAN CRIMINALI PER IL CONTROLLO DEL COMMERCIO IN RUSSIA? – LA CINA FURIOSA, A RISCHIO DECINE DI FABBRICHE NEL SUD DEL PAESE

Vladimir Sapozhnikov per “Il Sole 24 Ore”

Chiuso, sigillato, vuoto. Per sempre, con tutta la merce ancora lì, abbandonata sui banchi. E la saracinesca abbassata per ordine supremo, ovvero di Vladimir Putin. Gli agenti della polizia sono entrati in azione a Mosca, alla fine di giugno, per bloccare una volta per tutte l’attività del Cherkizovskij, il più grande mercato di tutto l’est europeo.Un groviglio di negozietti, merci di ogni genere, spesso contraffatte e di contrabbando. Più di duecento ettari nel nord-est di Mosca divisi in dodici zone commerciali che dal 1991, dal crollo dell’Unione sovietica, accompagnava la vita e le fatiche quotidiane di centinaia di migliaia di commercianti e clienti, in febbrile movimento tra vestiti, mobili, gioielli, artigianato vario, carne, pesce. (more…)

Putin chiude il bazar del crimine

luglio 14, 2009

imagesMarta Allevato

Un buco nero dell’illegalità, il paradiso del contrabbando, uno Stato nello Stato, con la propria polizia, la propria procura, la sua dogana e perfino i suoi bordelli. È il mercato Cherkizovsky a Mosca, il più grande d’Europa, e che ora rischia di sparire per sempre lasciando dietro di sé profonde tensioni sociali. Su questa sorta di bazar mediorientale si è abbattuta di recente la scure del premier Vladimir Putin, che ne ha imposto la chiusura per violazioni delle norme sanitarie. L’iniziativa sta facendo molto discutere in Russia, dove è già scattato l’allarme rosso per il rischio di una «guerra intertnica» nella capitale, tristemente nota per l’alto livello di violenza xenofoba. (more…)