Posts Tagged ‘questione morale’

A proposito di questione morale

luglio 22, 2010

Riproponiamo un articolo di Alessandro Giuli pubblicato sul Foglio del 10 agosto 2005 su un tema tornato di grande attualità in questi giorni

Nell’articolo In America quando hanno dovuto colpire certi fenomeni hanno colpito approntando una legge adeguata. Una risposta della politica. Da noi la politica non è stata in grado di concludere nulla dopo lo scandalo Parmalat

 da “Il Foglio

La questione morale è una cosa serissima e a volte pericolosa da maneggiare. I francesi lo sanno bene, avendo loro una tradizione nobile e rispettata di pensatori moralisti (“les moralistes”); e perché hanno conosciuto per primi nell’età moderna la forza rivoluzionaria della morale che tracima nel moralismo della volontà generale (“très moralisante” e giacobina). Hanno avuto il Terrore con i suoi Robespierre e Marat e Saint Just che scriveva furibondo “provate la vostra virtù o entrate nelle prigioni”; Saint Just che intimava: “I prìncipi devono essere moderati, le leggi implacabili”, i princìpi senza appello”. “E’ lo stile ghigliottina”, commenterà Albert Camus nel suo “Uomo in rivolta”. E c’è sempre qualcosa di puro, aspro e ghigliottinante dietro la parola “morale” quando la s’intreccia alla parola “giustizia” per contrapporla al presunto nulla-morale di un nemico del momento. Quando insomma, come dice Geminello Alvi interpretando la frase evangelica “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati” (Matteo 5,6), si dimentica che la giustizia è tale se “evolve a un risanare nell’armonia. E cambia nome, diviene quel più di bontà e prudenza che è la misericordia”. Perché “chi giudica è sempre e solo il demonio” (“L’anima e l’economia”, Mondadori 2005).

In Italia la questione morale è storicamente come uno sciame di cattivi pensieri in una mente troppo piccola per trattenerli tutti e metterli in ordine. Ma è pure un palpabilissimo romanzo d’appendice in cui giocano a rincorrersi scandali innegabili, tecnocrazie giudiziarie, sovietismi inconsci, e non da ultimo certi familismi finanziari che si proteggono con piglio calvinista dall’aggressione di altre famiglie ricche più basse (che poi magari vincono e diventano calviniste e chiuse). Il meccanismo si affaccia a cadenza ciclica, crea scompiglio e svapora. Di volta in volta la questione morale viene evocata come un’urgenza imperativa e negletta. In tempi non lontani, è stato così all’alba degli anni Ottanta quando Enrico Berlinguer evocò, appunto, la questione morale in un’intervista a Eugenio Scalfari. Era il 28 luglio 1981 e il segretario del Partito comunista italiano disse al fondatore (e allora direttore) di Repubblica: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti”. (more…)

Dio e Cesare secondo Sant’Ambrogio

gennaio 31, 2010

Politica e questione morale nella seconda metà del IV secolo

Dinanzi agli interventi delle autorità ecclesiastiche nelle questioni temporali, è frequente che alcuni interlocutori parlino di ingerenza e vogliano ricordare a tali autorità, non senza una certa ironia, che si deve dare “a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Ciò mette in evidenza, quantomeno, due questioni di un certo spessore:  in primo luogo che oggigiorno nella cultura occidentale il dualismo politico religioso è pacificamente accettato come modo di intendere i rapporti fra l’autorità politica e quella religiosa; in secondo luogo, che il testo evangelico a cui abbiamo fatto allusione non è percepito in maniera univoca.
Lo studio sistematico dell’epistolario politico di sant’Ambrogio ha, fra le altre virtù, quella di contribuire a chiarire il contenuto di questa frase di nostro Signore. La prossimità temporale del santo agli accordi di Milano del 313, il suo passato come funzionario pubblico dell’Impero, la sua santità di vita e i suoi interventi, come vescovo di Milano (374-397), dinanzi alle autorità politiche del suo tempo, si presentano come credenziali più che sufficienti per questo compito. (more…)