Posts Tagged ‘riccardo muti’

Alle radici dell’odio che incendiò Trieste

luglio 12, 2010

Il 13 luglio 1920, le tensioni tra italiani e slavi giunsero al culmine con la distruzione della Casa del popolo slovena. Il concerto dell’Amicizia e le commemorazioni di domani non devono però cancellare, per buonismo, la realtà dei fatti

Nell’articolo: Una inchiesta immediatamente predisposta dal Ministero della Marina, riassunta in un telegramma, conservato nell’Archivio Storico del Mae (Ministero affari esteri), indirizzato dall’allora Segretario Generale del Ministero degli Esteri Salvatore Contarini alla R. Legazione di Belgrado, mostrava senza possibilità di equivoco che «militari armati serbi» avevano colpito militari italiani e avevano «eccitato la folla contro di essi»

Francesco Perfetti per “Il Giornale

Intende probabilmente assumere, nelle intenzioni degli organizzatori, un valore altamente simbolico (e, quindi, politico) la partecipazione, a Trieste, al grande «concerto dell’amicizia» diretto da Riccardo Muti con l’orchestra Luigi Cherubini composta da 600 giovani, di ben tre presidenti della Repubblica: Giorgio Napolitano per l’Italia, Danilo Türk per la Slovenia, Ivo Josipovic per la Croazia. È nella scelta stessa della data del concerto, il 13 luglio, la dimensione simbolica dell’avvenimento. Proprio a Trieste, infatti, il 13 luglio 1920, esattamente novanta anni or sono, scoppiarono gravissimi incidenti culminati con l’incendio dell’Hotel Balkan, dove aveva sede la società Narodni dom, cioè la «casa del popolo» slovena, una sorta di organismo rappresentativo delle più significative organizzazioni degli sloveni triestini. Quell’episodio è passato, poi, alla storia come una specie di «battesimo del fuoco» dello squadrismo fascista, ma in realtà esso si inserisce come momento, se non terminale, certo assai significativo, in una lunga vicenda che, nell’immediato primo dopoguerra – mentre sullo sfondo politico internazionale si svolgevano le trattative alla Conferenza per la pace e si consumava l’avventura fiumana di Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari -, vide le popolazioni italiane della Dalmazia jugoslava costrette a pagare un altissimo prezzo per la rivalità politica italo-jugoslava in termini di vessazioni, soprusi e manifestazioni xenofobe anti-italiane. (more…)

«La mia Quaresima tra dolore e speranza»

febbraio 23, 2010

Intervista a Riccardo Muti

«Ogni volta che arriva la Quaresima la prima cosa che mi viene alla mente è un profumo. Quello intenso dell’incenso, misto a quello delicato dei gigli che sentivo nelle chiese di Molfetta il Giovedì Santo quando con la mia famiglia si faceva la tradizionale Visita ai sepolcri». Il profumo della Quaresima per Riccardo Muti è legato all’infanzia in Puglia. «Ma mi sembra di sentirlo ancora oggi mentre cammino tra i grattacieli di New York» racconta dall’America il direttore d’orchestra. Stasera debutta al Metropolitan. «Anche se la parola debutto – dice sorridendo – dopo tanti anni di carriera suona un po’ strana. Spesso James Levine, direttore musicale del Met, mi ha invitato, ma ho sempre dovuto dire no per gli impegni come direttore musicale al Maggio musicale fiorentino prima e al Teatro alla Scala poi. Ora si è aperta una possibilità. E l’ho colta subito, anche perché con la prossima stagione inizia il mio impegno stabile con la Chicago symphony orchestra e, se le vicende lo permetteranno, con l’Opera di Roma». (more…)

Muti, ritorno a Sarajevo: la pace si vince suonando

luglio 18, 2009

imagesAi giornalisti al seguito di Riccardo Muti nel suo «Viaggio dell’amicizia», che lo vedeva tornare a Sarajevo, si poneva la questione se la musica, la più astratta di tutte le arti, sia veramente un veicolo dei valori fondativi della civiltà. La risposta non poteva essere che positiva ascoltando le voci dei bambini di Srebenica, Tuzla, Mostar, e Zenica che si erano unite nel bis, Va pensiero, ai complessi del Maggio fiorentino con cui il direttore partenopeo si è esibito lunedì in uno straordinario concerto nella città simbolo delle guerre nella ex Jugoslavia. Risposta positiva quanto incompleta: infatti, aveva probabilmente ragione Muti nel dire che da un’atmosfera di tragedia di 12 anni fa, quando aveva qui inaugurato i viaggi dell’amicizia del Ravenna Festival, si è passati a quella di gratitudine, manifestata dal sindaco di Sarajevo con la consegna delle chiavi della città. (more…)