Posts Tagged ‘satira’

Processi brevi? Meglio eterni

novembre 22, 2009

Per ristabilire un clima politico più sereno in tema di giustizia, il governo ha allo studio delle misure equilibrate. Tra le ipotesi: l’istituzione di processi della durata di almeno 50 anni, in modo che le parti possano arrivare alla sentenza in un’atmosfera più distesa

di Michele Serra

Uscire dall’emergenza giudiziaria senza spaccare il Paese: il governo è determinato a trovare soluzioni equilibrate per inaugurare un clima politico più sereno, come ha dichiarato l’onorevole Cicchitto nel corso del convegno ‘L’opposizione: una manica di stronzi’, da lui stesso presieduto a Roma. Queste le possibili soluzioni in corso di elaborazione. (more…)

Una barzelletta ci seppellirà. La satira nell’era del Cavaliere

ottobre 14, 2009

imagesGuido Caldiron
«”Scappo perché sto combinando un matrimonio tra Noemi e l’avvocato inglese Mills… Porterò come dono un viaggio sui voli di Stato, naturalmente gratis”. A pronunziare queste parole l’11 giugno 2009 davanti all’assemblea di Confartigianato non era l’attore del Bagaglino che fa il verso a Berlusconi, era lo stesso Presidente del Consiglio che voleva dissipare così la cappa dei sospetti che la condanna in primo grado dell’avvocato inglese prima e la festa di compleanno di Casoria poi avevano creato intorno a lui. Una barzelletta, come quelle che Berlusconi usa raccontare in tutte le occasioni pubbliche. O forse qualcosa di più. Si, perché qui il Cavaliere prende elementi di cronaca, li combina in un rapido raccontino e con accostamenti imprevisti tra i personaggi ne capovolge il senso. Usando lo stesso procedimento della satira, ovviamente con intenti opposti, cioè neutralizzando con la risata – e la platea di Confartigianto ha riso, riferiscono i giornali – gli interrogativi imbarazzanti sulla corruzione del teste David Mills, sui rapporti con Noemi Letizia che lo chiama Papi, sull’uso dei voli di Stato che portavano a Olbia, insieme con lui, il cantante Apicella e molte signorine. Va detto, per dovere di cronaca, che poco dopo, parlando davanti ai giovani industriali, il Cavaliere abbandonava la comicità per passare alle minacce, invitando gli imprenditori a non dare pubblicità alla stampa “catastrofista”». (more…)

Per Freccero guai a dare la satira per morta: questo, sì, fa ridere davvero

settembre 8, 2009

imagesA Carlo Freccero, oggi direttore di Rai 4 e presidente di RaiSat, chiediamo di commentare la tesi dell’ultimo libro di Alain Finkielkraut, “Il cuore intelligente” (ne ha scritto sul Foglio il 2 settembre Marina Valensise). Il filosofo sostiene che l’umorismo è diventato il rifugio del conformismo, tanto più protetto e corrivo, quanto più spacciato per trasgressivo. E’ un inganno, dice Finkielkraut, che come antidoto al torpore della critica e all’ideologismo mascherato da intrattenimento propone invece di rimettersi a leggere i grandi romanzi. “Se la tesi è che la letteratura, oggi, funziona come miglior antidoto all’ubriacatura ideologica del Novecento – dice Freccero al Foglio – direi che è difficile non condividerla. Ogni credenza, ideologia, disciplina, una volta falsificata appare stupida, pretenziosa”. Questo porta con sé la conseguenza che “l’utopia politica che ha sorretto un secolo è vissuta ormai come estranea alla nostra sensibilità”. In questo senso, “rispetto alla saggistica, la narrativa, che ha per oggetto i sentimenti, conserva invece una propria capacità di comunicare”. Non certo quella narrativa “che non è più romanzo ma intreccio fine a se stesso”, ma i grandi romanzi indicati da Finkielkraut, “e che, secondo lui, hanno la capacità di esprimere ‘un’eco del riso di Dio’, e si possono permettere per questo di prendere le distanze dal conformismo”. Cita a questo proposito “Lo scherzo” di Kundera, e la possibilità di ridere di un fenomeno come il comunismo. “Il riso della letteratura, almeno per me, è straniante e anticonformista per definizione”. (more…)

Satira

giugno 14, 2009

imagesvignette e barzellette, così si rideva sotto il fascismo

Mussolini, in una delle sue prime visite ufficiali a Vittorio Emanuele III come capo del governo, dice: «Maestà, ho fatto installare al Quirinale una linea telefonica diretta per comunicare direttamente fra noi». «Ah, bene», risponde il re: «E qual è il numero?» «Sei uno zero», scandisce il duce. È una storiella da terza elementare, ma aveva molto successo durante il regime fascista: un tempo che oggi ci appare crudo, se non crudele, ma in cui la maggior parte degli italiani disponeva ancora di una semplicità contadina e si rideva – come si piangeva – con facilità. Le barzellette erano di gran moda, come i giornali umoristici, molto più di oggi, e se ne faceva uso abbondante, negli spettacoli di varietà come fra la gente. Sempre sottovoce, e soltanto fra amici sicuri, quando si trattava di scherzare sul fascismo, i suoi gerarchi e – soprattutto – il suo capo. (more…)