Posts Tagged ‘scudo fiscale’

Tremonti flop

settembre 11, 2010

I soldi dello scudo fiscale sono andati a tutti tranne che alle imprese, il grosso resta all’estero

Nell’articolo: Poco male, allora. Nonostante le polemiche e perfino il rischio di incidenti diplomatici con il governo di Berna, l’offensiva di Tremonti contro le banche svizzere, definite dal ministro “caverne di Alì Baba”, ha prodotto più fumo che arrosto. Con i più diversi espedienti i colossi finanziari della Confederazione sono riusciti a trattenere o a recuperare una quota importante del denaro dei loro vecchi clienti italiani. E questi ultimi, come segnalano tutti gli operatori al di qua e al di là del confine, hanno già ricominciato a portare il denaro in Svizzera

Vittorio Malagutti per “Il Fatto

I soldi dello scudo fiscale? Serviranno per “mantenere aperte le aziende, per non licenziare, per continuare l’attività”. Parola di Giulio Tremonti, che nel dicembre scorso magnificava così le straordinarie virtù della legge pro evasori sul rimpatrio dei capitali esportati all’estero. Già all’epoca le dichiarazioni del ministro avevano lasciato perplessi gli osservatori più attenti nelle banche e nei grandi studi di commercialisti. Ma adesso, a distanza di qualche mese, arriva la conferma ufficiale che le previsioni di Tremonti erano campate per aria. Pie illusioni, o forse, peggio ancora, pura propaganda. (more…)

TI SCUDO IN FACCIA!

luglio 13, 2010

BANKITALIA SPUTTANA I VERI FURBETTI DELLO SCUDO FISCALE TREMONTIANO: A FARE LA PARTE DEL LEONE OLTRE ALLE BANCHE SONO LE FIDUCIARIE DI FAMIGLIA – TRA QUESTE SPICCANO “SIMON FIDUCIARIA” E “GABRIEL FIDUCIARIA”, DI FRANZO GRANDE STEVENS, LEGALE DELLA FAMIGLIA AGNELLI – HA SCUDATO QUASI 1 MLD€, “IN ENTRAMBI I CASI LE ATTIVITÀ SONO RIMASTE OLTRE CONFINE”…

Mario Gerevini per “il Corriere della Sera”

L’affare delle quattro «S» (Svizzera, soldi, scudo, silenzio) è stato un colpaccio storico per moltissime fiduciarie. E in mezzo ai colossi bancari, che hanno fatto la parte del leone nel regolarizzare i clienti, balzano fuori a sorpresa alcune fiduciarie di famiglia, con volumi da grande banca.

Come la Simon Fiduciaria e la Gabriel, entrambe della famiglia Grande Stevens, o la Ser-Fid Italiana della famiglia di Adelmo Paganini, ex commissario del Casinò di Campione d’Italia. Hanno chiuso operazioni di rimpatrio per circa un miliardo ciascuno, più di Deutsche Bank o Bnl o Mediolanum.

IL DOCUMENTO
Un documento riservato dell’Uif, la struttura antiriciclaggio della Banca d’Italia, mette in fila per la prima volta tutti i rientri dalla Svizzera, banca per banca, fiduciaria per fiduciaria. E la Svizzera, si sa, ha rappresentato due terzi dei circa 100 miliardi dello scudo (il 40% fisicamente rientrati nei confini nazionali). (more…)

Aiuti alle imprese e scudi fiscali, così il Carroccio conquista il Nord

aprile 6, 2010

di Tito Boeri, la Repubblica, 4 aprile 2010

Come mai il mondo dei piccoli imprenditori, dei lavoratori autonomi e degli artigiani che, secondo le indagini del Corriere della Sera doveva essere sul piede di guerra, ha tributato un plebiscito alla Lega? Un partito che ha sostenuto un governo imbelle di fronte alla crisi più pesante del dopoguerra, che ha assistito alla distruzione di più di 300.000 lavori autonomi, a un incremento del 16 per cento del numero di fallimenti di piccole imprese.
Un partito che ha lasciato aumentare ulteriormente la pressione fiscale. Come ha fatto allora la Lega a ottenere percentuali bulgare nel Trevigiano e nel Vicentino? Ci sono almeno tre spiegazioni.

Prima spiegazione: leggo in molti commenti sul dopo voto che d´ora in poi la Lega sarà determinante nell´azione di Governo, ma la verità e che ha già pesato tantissimo sulla politica economica dell´esecutivo. Ha già strappato molte concessioni per i gruppi da lei rappresentati. La Cassa Integrazione in deroga, pagata da tutti i contribuenti e non dalle imprese ed erogata con discrezionalità quasi totale della politica, è, dopotutto, un´invenzione della Lega. Ha dato più risorse al tessile della bergamasca che a molte altre aziende che avevano altrettanto bisogno di aiuto (e un futuro meno improbabile) in altre parti del paese. Nelle province dove la Lega governava, vi è stato un ricorso massiccio a questo strumento: Brescia, ad esempio, ha raccolto il 20 per cento dei fondi stanziati in Lombardia quando il suo peso sull´occupazione della Regione supera di poco il 10 per cento. Ma ci sono tanti altri trasferimenti occulti, di cui non si ha traccia. Il fatto è che il Governo ha aperto in questa legislatura tanti piccoli rubinetti discrezionali, tutti di piccola entità, ma in gran parte gestiti direttamente dai politici locali che hanno potuto così farsi belli di fronte agli elettori. È stato fatto tutto fuori dalla Finanziaria. Nel 2009 ben cinque decreti, che hanno mobilitato risorse per 16 miliardi, un punto di pil. Non facendo parte della legge di bilancio, non potevano alterare i saldi, cambiavano solo la composizione della spesa o delle entrate. Ma sono serviti eccome per farsi riconoscere da chi beneficiava di un sussidio, anche se magari ciò che gli veniva dato con una mano veniva poi tolto con l´altra. (more…)

Lo scudo dei problemi

febbraio 21, 2010

Meno soldi del previsto, il bis non funziona ma l’Agenzia delle entrate difende il Tesoro.

Ormai dentro la maggioranza la chiamano “Banca d’opposizione”. Così il ministro Roberto Calderoli ha definito ieri la Banca d’Italia: non sono state gradite le sue analisi sui risultati dello scudo fiscale. Secondo Bankitalia, i numeri dati il 29 dicembre dal ministro Tremonti erano un po’ troppo ottimistici: non sono rientrati 95 miliardi, di cui soltanto 2 come regolarizzazioni. Ma 34,9 (cioè i rimpatri con liquidazione, si vendono le attività detenute all’estero e si riportano in Italia i capitali). Per il resto ci sono 50 miliardi di regolarizzazioni e rimpatri senza liquidazione: in Italia arrivano soltanto le commissioni pagate allo Stato per mettersi in regola, ma il frutto dell’evasione fiscale (capitali, beni immobili, opere d’arte) resta all’estero. I dieci miliardi che mancano all’appello, ha spiegato l’Agenzia delle entrate, sono quelli dei rimpatri che non vengono segnalati dagli intermediari alla Banca d’Italia perché di importi minori. (more…)

Adesso uso lo scudo fiscale poi ricomincerò a evadere

ottobre 30, 2009

imagesUn impresario di pompe funebri e un banchiere raccontano come si nascondono i soldi oltre frontiera

Milano: “Andavo in Svizzera un paio di volte al mese, il sabato sera, con mia moglie e mio figlio. Quasi sempre in macchina, qualche volta in treno. Avevo i soldi in contanti in tasca. Facevo il versamento alla cassa continua, andavo a mangiare la pizza. E poi, via, a casa”. É il racconto di un titolare di impresa di pompe funebri. Lo incontriamo in un bar di piazza Cordusio, a Milano, a due passi da Piazza Affari. Con lui c’è un funzionario della filiale italiana di una banca svizzera, che ha sede a cento metri dal bar. Lì si è rivolto per far rientrare i soldi. Vuole usare lo scudo fiscale: “Ma ho paura di essere beccato. Ho letto, e mi hanno detto, che se la Svizzera aderisce in pieno alle nuove norme contro i paradisi fiscali, la possibilità che scoprano i miei soldi è del 100 per cento. Mi beccano di sicuro. E poi, le dico la verità, in Svizzera ci sono commissioni bancarie altissime. Sanno che sono soldi in nero e un po’ ne approfittano”. Quanto ha in Svizzera? “Un milione di euro. Mi hanno detto che che se mi trovano i soldi sul conto, sono io a dover dimostrare che sono soldi regolari. Insomma, ho io l’onere della prova. Adesso se me li trovano me li sequestrano tutti”. Interviene il funzionario di banca: “Lei, invece li porta da noi. Paga il 5 per cento, cioé 50 mila euro e il resto glielo investiamo con un rendimento sicuro, il 4 per cento. In poco più di un anno recupera l’imposta pagata per lo scudo”. Continua il funzionario: “Dicono che nelle banche svizzere girano uomini della Guardia di Finanza in borghese. Pare facciano anche le foto. Avrebbero messo delle web cam sui balconi per riprendere l’ingresso delle banche”. Interviene il titolare delle pompe funebri: “Io ho deciso. Il mio milione lo porto qua”. (more…)

Il manuale del bravo riciclatore, a cosa serve davvero lo scudo

ottobre 13, 2009

A4BJYPECASOWLIJCA3DI534CA78YHS2CAGD16WOCAM3HSJ2CAE0Q6UTCAXF5BJICA9RE298CAKQZWVACAM4NFTQCA2I9FCVCAJ25K63CAT8PNYCCAAAOOROCAUWGZZWCARWYMWMCAY62SA2CAC2YIXJLa vera pacchia nelle banche italiane dove gli evasori sono molto più protetti del previsto.

Sarà che ormai non fa più il fiscalista da anni e di clienti in carne e ossa ne vede pochi, ma il ministro Giulio Tremonti ignora di certo che succede là fuori, oltre le mura umbertine del palazzo di Via XX settembre. Eppure qualunque commercialista vi spiegherebbe che se in una legge si lasciano abbastanza spazi indefiniti, questa forse sembra innocua, ma poi in realtà provoca effetti devastanti. E se il tutto viene peggiorato dalle “Istruzioni definitive dell’Agenzia delle Entrate”, ufficializzate sabato, l’apertura delle stalle per il rientro dei famosi buoi-evasori raggiunge estensioni mai viste. Direttamente da prateria. Ecco allora che cosa sta realmente accadendo nelle banche italiane, secondo quanto raccontano al “Fatto Quotidiano” alcuni dirigenti che hanno la responsabilità di gestire lo scudo. Ne esce la prima collezione “Total Recycling”, autunno-inverno 2009. Oppure il nuovo manuale del Bravo Riciclatore, se vogliamo girare la faccenda dal punto di vista della “dottrina dominante”. Che oggi è quella di chi rimpatria denari e fino a ieri aveva il problema di evitare la contestazione di reati. (more…)

«Lo scudo fiscale distrugge la credibilità dello Stato»

settembre 27, 2009
imagesTito Boeri, economista della Bocconi, risponde alla richiesta del “Fatto” al capo dello Stato di non firmare.

Questa è una legge incivile, ma credo che Napolitano abbia già fatto quello che poteva evitando gli venisse presentata in una forma anche peggiore di quella attuale», dice al “Fatto” il professor Tito Boeri, economista della Bocconi e animatore del sito lavoce.info.

C’era bisogno di fare uno scudo fiscale per portare in Italia i capitali degli evasori?

Con lo scudo un po’ di capitali rientreranno ma molti ne usciranno. Perché chi ha portato i soldi fuori e non ha pagato le tasse viene premiato e quindi continuerà a farlo. Approvare un condono significa preparare il terreno per i successivi, perché si riducono gli incentivi dei contribuenti ad avere un corretto rapporto con il fisco. E questo è ancora più grave perché in campagna elettorale Tremonti aveva promesso in televisione, davanti agli italiani, che non ci sarebbero più stati condoni dopo quelli varati nei precedenti governi Berlusconi. (more…)

A.A.A. Svendesi Stato

settembre 24, 2009

imagesScudo fiscale: un certo numero di evasori, falsificatori di bilanci, riciclatori, spacciatori, trafficanti di armi e di donne sta preparandosi a ripulire il bottino. Ecco come (e perché)

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate ci sono i moduli per lo “scudo fiscale”; e un certo numero di evasori, falsificatori di bilanci, riciclatori, spacciatori, trafficanti di armi e di donne sta preparandosi a ripulire il bottino. Pagheranno il 5% (contro la consueta percentuale dei riciclatori di professione, dal 30 al 50%) e avranno danaro lecito, realizzando il sogno di ogni delinquente: impiegare il provento del delitto senza essere scoperto. I soldi di questa gente adesso potranno rientrare.
Magari non hanno mai lasciato l’Italia: ma basterà portarli all’estero e poi portarli indietro. Una pacchia . Certo, necessità non vuol legge: siamo senza soldi, c’è la crisi (ma c’è? Berlusconi dice sempre di no);  le spese correnti ci mangiano vivi;  le grandi opere cui sarà affidata la memoria imperitura del regime ingoieranno risorse stratosferiche; gli sprechi hanno raggiunto soglie da Paesi arabi o africani; come si fa? Svendiamo tutto, tiriamo una boccata d’ossigeno e… Ecco e poi? (more…)

“SCUDARE O NON SCUDARE?”

agosto 16, 2009

imagesPERCHÉ TORNANO IN AZIONE PROPRIO OGGI GLI “SPALLONI”? PERCHÉ SONO IN MOLTI A VOLER APPROFITTARE DELLO SCUDO FISCALE DA METÀ SETTEMBRE IN POI – PARADOSSALMENTE, COSÌ, GLI SPALLONI PARTECIPANO ALL’EMERSIONE DELL’ECONOMIA SOMMERSA ITALIANA….

Stefano Elli e Marco lo Conte per il Sole 24 Ore

L’ appuntamento è davanti a un museo di fossili alpini. Qui un primo alpinista riempie la borraccia alla fontana di un lavatoio in pietra. Poi si gira e un secondo alpinista gli fa un cenno. Una stretta di mano e inizia lo scambio degli zaini. Uno contiene mezzo milione di euro e sta per varcare la frontiera. È il momento clou di una rappresentazione che pare d’altri tempi, ma che va in scena quest’estate sul confine italo-svizzero.Una vicenda non inedita, siamo ormai alla terza edizione dello scudo fiscale, ma che non manca di suscitare interesse.Per comprenderla a fondo bisogna conoscere la parola chiave, che non è più «segreto bancario » bensì «privacy»: le informazioni relative ai depositi di un cliente vanno tutelate, secondo la normativa elvetica in materia, come un dato sensibile. E ora i personaggi e gli interpreti: alcuni loquaci, altri muti come lapidi. (more…)

LA MAFIA CON LO SCUDO

luglio 30, 2009

imagesLe perduranti difficoltà di accesso al credito, denunzia il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, favoriscono fenomeni di usura e scalate alla proprietà di aziende, grazie alla disponibilità di liquidità acquisita illegalmente.
Sono due fenomeni molto diffusi elevati nel Mezzogiorno dove, secondo recenti dati, sono a rischio usura 500 mila famiglie e 600 mila piccoli imprenditori. (1)

CAPITALI RIENTRATI E INVESTIMENTI

Come si collega a questa situazione l’imminente rientro di capitali illecitamente esportati all’estero, il cosiddetto scudo fiscale ter, inserito nel pacchetto anticrisi? L’entità dei capitali italiani riparati nei paradisi fiscali, dopo i primi due scudi fiscali (2001-2003) che riportarono in Italia circa ottanta miliardi, non è facilmente stimabile: si parla di circa 500 miliardi di euro attualmente nei conti off-store di società e trust di tutto il mondo. E ne dovrebbero rientrare tra i 60 e i 100 miliardi. (more…)

SCUDO ITALIANO, TERRORE SVIZZERO

luglio 20, 2009

imagesSU UN TOTALE DI 500 MLD € DEPOSITATI ALL’ESTERO DAGLI ITALIANI, 300 SONO IN SVIZZERA – SI CALCOLA CHE RIENTRERANNO 80-100 MLD €: LE BANCHE TICINESI TEMONO IL DANNO – TREMONTI: UE E USA STUDIANO “MECCANISMI SIMILI”

 

Mauro Spignesi per “ilcaffe.ch

 

Lo scudo fiscale italiano è arrivato. E nelle banche svizzere già si fanno i conti sui possibili capitali in fuga. Quanto andrà via, soprattutto dal Ticino dove i risparmiatori di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno portato i loro soldi negli anni? Stavolta da Roma, secondo indiscrezioni di fonte ministeriale raccolte da Il Caffè, parlano di 80 miliardi, massimo 100. (more…)