Posts Tagged ‘scuola’

Il paese dei balocchi

maggio 25, 2010

Francesco Merlo per “La Repubblica

Da ministra del rigore a ministra del tempo libero, da sacerdotessa dello studium a fanatica dell’otium, da bacchetta che castiga a sbracata Lucignola che vuole mandare tutti i bimbi italiani nel paese dei balocchi.
Insomma “per favorire il turismo” la ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini vuole ritardare di un mese l’apertura dell’anno scolastico, dai primi di settembre ai primi di ottobre. Attenzione: non per ragioni didattiche né per qualche forma, sia pure contorta o distorta, di saggezza pedagogica, ma soltanto per allungare la vacanza, per aiutare l’industria del tempo libero, per fare divertire di più i ragazzi italiani che solitamente bastona e per fare riposare di più i professori contro i quali scaglia lampi ed emette tuoni.
Dopo avere maltrattato gli insegnanti come fannulloni ignoranti e avere insultato gli studenti come somari e pelandroni, dopo avere predicato il ritorno alla disciplina e al faticoso impegno, Nostra Signora dei Grembiulini ha dunque scoperto la virtù della pigrizia rilanciando il sogno di tutti gli asini del mondo e persino riproponendo quel modello sessantottino contro il quale si batte in maniera ossessiva: viva la strada che libera gli istinti e abbasso la scuola che li reprime. (more…)

Privilegio “Concordato”

maggio 16, 2010

Con l’esame di Stato alle porte si riaffaccia prepotente la questione dei crediti di religione cattolica

Questa è la storia di una battaglia che rischia di essere considerata di retroguardia, e che è invece impegno di civiltà. Per come si è svolta, identifica una delle molte responsabilità del centrosinistra nell’attuale stato d’indebolimento dei principi fondanti cui si ispira la nostra società.

Esame di Stato alle porte: come ogni anno riemerge il caso “crediti di religione cattolica”. La novità, questa volta, è rappresentata dalla levata di scudi della stampa nazionale, con tanto di interventi autorevoli e imprevisti, come quello di Pierluigi Battista, che, il 13 maggio, dal “Corriere della Sera”, commenta in maniera seccamente negativa la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ribalta il precedente orientamento del Tar del Lazio, e stabilisce il principio che l’ora di religione cattolica può dare crediti a chi se ne avvale. Il credito è il punteggio aggiuntivo che viene accumulato negli ultimi 3 anni delle superiori, risultante dalla media scolastica e da altre attività formative svolte individualmente. In sostanza, l’ora di religione viene compresa in questo insieme e può concorrere a incrementare la valutazione dello studente. (more…)

I NUOVI PROGRAMMI ALLE SUPERIORI

marzo 27, 2010

Perché Berlusconi è da studiare a scuola

di Sergio Luzzatto

Fra le cose che più stanno facendo discutere della bozza di riforma Gelmini dei licei, sono i programmi di storia: soprattutto per quanto attiene alla storia del Novecento. Secondo le Indicazioni nazionali consultabili sul sito del ministero (nuovilicei.indire.it), la didattica di storia dell’ultimo anno sarà interamente occupata dal XX secolo, «dall’analisi delle premesse della Prima guerra mondiale fino ai nostri giorni».

A dire il vero, si tratta di un battage comunicativo più che di una vera riforma dell’esistente. In effetti, da oltre un decennio l’insegnamento del quinto anno di liceo è centrato sulla storia del Novecento: fin da quando – negli anni Novanta – il ministro Luigi Berlinguer dispose in tal senso, per rimediare a una pratica didattica che tendeva a indugiare sull’Ottocento e tutt’al più sulla prima metà del Novecento, penalizzando la storia post 1945. Oggi, la bozza di riforma Gelmini ribadisce lo spirito della riforma Berlinguer. (more…)

La scuola dà i numeri. E sono tutti sbagliati

dicembre 17, 2009
«Sotto questa riforma vi è l’idea per la quale tutto quello che non sembra efficace nell’organizzazione sociale deve essere relegato tra le opzioni o semplicemente tolto». Così Max Gallo, membro dell’Académie Française, ha commentato il proposito sciagurato della nuova riforma scolastica francese che considera facoltative la storia e la geografia alla fine del liceo scientifico e che ha suscitato la rivolta di molti intellettuali. Va preso atto che è in azione un fronte transazionale che – per dirla con le arroganti parole dell’Ispettore generale francese Roger-François Gauthier – conduce una «lotta militante» per mandare in soffitta l’istruzione basata sulle conoscenze e le discipline; e andrebbe costituito un fronte di difesa della cultura e della ragione perché il continente europeo non affondi nel sottosviluppo. Perché mai l’Europa deve esistere solo per unificare le pulsioni e le iniziative peggiori? La «disfatta della scuola» in Francia è stata raccontata dal celebre matematico Laurent Lafforgue (nel libro omonimo appena tradotto da Marietti); in Inghilterra si parla di sostituire la storia con Facebook e Twitter; e in Italia vi sono «centri studi» che propongono di eliminare il latino perché non piace agli studenti – un criterio con cui, a maggior ragione, andrebbe abolita la matematica. (more…)

La scuola dei sogni

agosto 15, 2009

AISZ1JPCAYVSWYKCAFH9KPPCACHUT9YCACA87L8CAFVWJ1WCARRIE7ICA23K7DECAPXTUZUCAMAXEGPCAORWKU7CACJHZN7CAEKRZG7CAPMZH01CA03YDHSCA1OJNTJCAGXF1T0CA2ARNJNCAOM2KH2Per farla rivivere è necessario sbarazzarsi della carcassa statale

 

Ho nostalgia del liceo gentiliano e non solo perché non l’ho fatto (sono un ragazzo di strada e ho frequentato le scuole basse). Ho nostalgia della koinè, del codice comune che (mi hanno raccontato, ho percepito) legava le persone negli uffici, nelle università, in parlamento, nelle redazioni, sul lavoro e fuori dal lavoro, una trama di nomi di autori e di citazioni di classici, una retinatura umanistica che impediva a interi ceti di sbriciolarsi. Una splendida lingua morta. Che riposi in pace, davvero, e si goda la quiete a noi non concessa. Perché qui sarà uno stillicidio, un assedio, una tortura cinese fino a quando atei, pagani e finiani non l’avranno vinta: la vera religione fuori dalla scuola e la falsa Costituzione dentro. La religione cattolica è vera perché istituita da Dio vero, Gesù Cristo, duemila anni fa alle sorgenti del Giordano, la Costituzione è falsa perché scritta nel 1947 da professionisti della doppia verità (Togliatti in primis) che volevano asservire l’Italia all’Unione sovietica. Andavano impiccati per intelligenza col nemico e gli hanno intestato le vie delle città. Comunque, quando all’oro si preferisce il princisbecco che si può dire, tenetevelo. Chi ha talenti da impiegare non può spenderli nella battaglia di retroguardia che si combatte in una sempre più indifendibile Valtellina concordataria. Fra l’altro è Vangelo: “A chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello”. Ne avrà bisogno, quel soggetto pessimo e litigioso, perché la costituzione è un’antologia di freddure a cominciare da un articolo 1 che è puro avanspettacolo: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. E io dovrei mandare i miei figli in una scuola dove invece di insegnare a leggere, scrivere e far di conto si raccontano barzellette che non fanno ridere? Proprio nella nazione più castale d’occidente? Dove chi vive di solo lavoro è ridotto alla fame, specie se abita al nord ma anche a Roma o a Firenze? Qui o godi di rendite avite, un paio di appartamenti, qualche titolo di stato, la pensione di mammà, o le bollette del riscaldamento devi pagarle a rate. Poliziotti e maestri prendono stipendi umilianti, se no come si potrebbero garantire lauti vitalizi ai pensionati quarantenni della regione Sicilia che votano Lombardo? (more…)

Vicenza: “No a presidi del Sud nelle scuole della nostra provincia”

luglio 23, 2009

imagesNo a dirigenti scolastici del Sud in provincia di Vicenza. La mozione votata martedì dal consiglio provinciale della città veneta farà discutere. Anche perché approvata da maggioranza e opposizione: 26 consiglieri su 27. A proporla l’assessore alla Scuola, Morena Martini del Pdl. Razzismo? “Macché. Non si vuole puntare il dito contro le professionalità provenienti da altre regioni – dichiara – ma ripristinare una situazione di diritto che alcune regioni, diciamo non virtuose, hanno disatteso”.
Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro. Nel 2004, dopo quasi un decennio, venne bandito il concorso per dirigente scolastico, gestito a livello locale. Il bando assegnava ad ogni regione un certo numero di posti disponibili e alla fine della complessa procedura gli idonei potevano superare il numero dei posti messi a concorso al massimo del 10 per cento. Ma in alcune regioni le cose andarono diversamente. “In Campania, per esempio, gli idonei furono parecchi di più di quello che prevedeva il bando”, continua la Martini. Stesso discorso in Sicilia e in altre regioni meridionali, dove si scatenò una guerra di carte bollate. E quando il governo Prodi consentì agli idonei la cosiddetta mobilità interregionale, in 6 regioni settentrionali (Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna) su 118 poltrone disponibili vennero nominati ben 108 neodirigenti provenienti dal Sud. (more…)