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Latouche: «La società dei consumi è un totalitarismo soft. Ma prima o poi crollerà»

ottobre 17, 2009

imagesViviamo in un sistema che è una forma di totalitarismo soft, del quale siamo complici. Questoè la società dei consumi e della crescita del Pil a tutti i costi per Serge Latouche, professore universitario e un po’ filosofo, come lui stesso si è presentato ai tanti ragazzi e ragazze, donne e uomini che ieri pomeriggio affollavano l’aula magna del liceo Morgagni nel quartiere romano di Monteverde. Erano lì per sentir parlare di «decrescita », anzi di «decrescita felice», un appuntamento voluto dall’associazione Reti di pace. Decrescere per opporsi a quel «totalitarismo» che, spiega l’economista francese nel seminario tenuto con il saggista Maurizio Pallante, felici certo non rende.

Né negli anni della dittatura della crescita del Pil, è migliorata la qualità della vita. Professore, lei teorizza la bontà del decrescere, del meno che riempie. Quest’anno l’Italia chiudeconil Pila-6%: nell’opinione comune è un dato inquietante e disperante. Come si fa a sostenere il contrario?
«Sonod’accordo che la crescita negativao debole chei Paesi occidentali stanno conoscendo sia una cosa tragica, perché viviamo in una società di crescita e quando la crescita non c’è è una tragedia: c’è più disoccupazione, ci sono meno soldi da investire in istruzione, cultura, salute, ambiente. Maallo stesso tempo la crescita ci porta alla distruzione del pianeta. La quadratura del cerchio consiste nell’uscire dalla società di crescita, divorziare da questo sistema che è conosciuto dall’occidente in tempi relativamenterecenti perché per secoli le società hanno vissuto – alcune bene – fuori da questa logica geometrica di crescere sempre di più, di distruggere, di inquinare sempre di più. Dobbiamo inventare un futuro sostenibile che sarà sicuramente una società di sobrietà. È questa l’idea che c’è dietro lo slogan – perché è uno slogan – della decrescita». (more…)