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“Da seminarista a rapinatore di banche: il giovane Stalin”

febbraio 24, 2010

Simon Sebag Montefiore, lo storico che ha ricostruito la formazione del futuro dittatore: “Georgiano sino al midollo, applicò all’Urss la logica dei clan”

Un tempo è esistito un bambino battezzato a Gori con il nome di Josif Vissarionovic Dzugasvili. Poi è esistito un gracile ragazzino, chiamato Soso da parenti o amici, che studiava in seminario ma faceva a botte nelle strade pur avendo un braccio quasi paralizzato. Poi è esistito un giovane rivoluzionario georgiano con un piede nel mondo della malavita e un indubbio fascino sulle femmine, tutti lo chiamavano Koba. Dopo, una volta che la Russia è diventata l’Urss, è esistito solo Josif Stalin interessato a far sparire ogni traccia imbarazzante del suo passato. E su quegli anni giovanili sono calati l’agiografia o il silenzio. Oppure la maldicenza feroce degli oppositori, che dell’agiografia è la forma speculare. Ecco perché il saggio Il giovane Stalin (Longanesi, pagg. 554, euro 29) scritto dallo storico inglese Simon Sebag Montefiore – arriverà nelle librerie giovedì – è un libro importante. Ricostruisce in maniera puntuale questa giovinezza rimasta a lungo avvolta nella leggenda. Quello che emerge dal volume è uno Stalin profondamente legato alla Georgia e al sottobosco di clan e banditismo che caratterizzava quella regione. Uno Stalin sospeso tra il seminario dove lo infilò la madre e le risse di strada. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Quali documenti ha utilizzato per scoprire i segreti del giovane Stalin?
«Il libro è interamente basato su carte che sono diventate accessibili solo negli ultimi anni. La maggior parte dei documenti inediti vengono dagli archivi della Presidenza a Mosca, dove sono confluiti gli archivi personali di Stalin. Ho poi utilizzato anche quelli georgiani di Tbilisi. Questa documentazione consente di capire come Stalin è diventato Stalin. E anche, in un certo senso, come l’Unione sovietica è diventata l’Unione sovietica». (more…)