Posts Tagged ‘sudan’

Il Sudan in crisi economica spera nell’Iran

settembre 30, 2011

Carta di Laura Canali

La situazione a Khartoum, dopo la secessione del Sud Sudan, è peggiorata drasticamente anche a causa della perdita degli introiti petroliferi. Si aggravano le tensioni sociali. Ahmadinejad propone al presidente Bashir affari e l’introduzione del nucleare. [Fonte fotostrillo: irdiplomacy.ir]

Antonella Napoli per “Limes

Una nuova ondata di proteste contro il rincaro dei prezzi e la disoccupazione in Sudan è stata repressa brutalmente a Khartoum. Il paese, in bilico tra crisi economica e violenti conflitti in Sud Kordofan e Nilo Azzurro, sta attraversando una profonda fase di recessione. Il costo dei generi alimentari nel 2011 è aumentato del 25%, e secondo i rappresentanti dei più importanti mercati della capitale, il prezzo delle carni bovine da inizio anno ad oggi è raddoppiato, con conseguente calo della domanda.

Nelle ultime settimane si sono susseguite diverse dimostrazioni e centinaia di persone, tra cui alcuni minori, sono rimaste ferite negli scontri con le forze dell’ordine.

La contestazione popolare ha visto il suo apice nel quartiere di el Burri, ad est di Khartoum, dove i contestatori hanno bloccato il traffico, dato alle fiamme pneumatici e lanciato sassi contro i poliziotti, i quali hanno disperso la folla con gas lacrimogeni e arrestato la maggior parte dei manifestanti.

Agenti dell’intelligence nazionale e dei servizi di sicurezza hanno inoltre fatto irruzione nella redazione del quotidiano indipendente Al-Jaridah, sospendendone la pubblicazione e confiscando il patrimonio della testata senza fornire alcuna motivazione. (more…)

Khartoum avalla l’opzione militare nel Nilo Azzuro

settembre 17, 2011

Carta di Laura Canali

Dopo i violenti scontri di settembre tra Splm e Forze armate sudanesi, l’Assemblea nazionale ha imposto lo stato d’emergenza nella regione del Blue Nile. Il governatore della regione Malik Agar, rimosso da Bashir, è stato dichiarato latitante dai servizi segreti. Tentativo disperato degli Usa di scongiurare una nuova guerra

Antonella Napoli per “Limes

Con il sì unanime dell’Assemblea nazionale della Repubblica del Sudan al decreto con cui il presidente Omar Hassan al-Bashir ha imposto lo stato d’emergenza nella regione del Nilo Azzurro, dai primi di settembre teatro di violenti scontri tra Forze armate sudanesi e Sudan people’s liberation army (esercito del sud), la situazione nel paese sta precipitando inesorabilmente. (more…)

In Sudan Bashir è pronto a una nuova guerra

settembre 8, 2011

Lo scontro tra il governo del Sudan, l’Esercito popolare di liberazione del Sud e i vari gruppi etnici si è riacceso mietendo, nelle ultime settimane, migliaia di vittime. Le violenze nella regione del Nilo Azzurro. WikiLeaks svela un complotto, fallito, contro il presidente

Antonella Napoli per “Limes

Il riacutizzarsi del conflitto tra il governo del Sudan, l’Esercito popolare di liberazione del sud (Spla/m) e vari gruppi etnici disseminati sul vastissimo e complesso terreno sudanese ha causato in poche settimane migliaia di vittime. L’ultimo fronte caldo in ordine di tempo è la regione del Nilo Azzurro. I violenti scontri armati nella città di Damazin, epicentro dei combattimenti, hanno provocato lo spostamento forzato di centinaia di migliaia di persone e la morte di almeno duemila civili. L’area si presenta ormai quasi disabitata. Stessa situazione nel Sud Kordofan e nella provincia petrolifera di Abyei, attualmente a statuto speciale e contesa tra Nord e Sud Sudan. (more…)

Sudan: nuovo governo mentre Darfur e Sud Kordofan bruciano

agosto 24, 2011

Dopo la secessione del Sud Sudan e la mancata cancellazione dalla lista Usa degli Stati Canaglia, il presidente sudanese annuncia una “seconda repubblica” con un nuovo governo e tagli alla spesa

Antonella Napoli per “Limes

Il 2011 doveva essere l’anno della svolta per il Sudan e invece tra recrudescenza del conflitto in Darfur, con il rapimento di peacekeepers e cooperanti (tra cui un volontario della ong italiana Emergency) impegnati nella missione umanitaria nella regione, e i nuovi fronti di guerra in altre aree del Paese, sembra proprio che il volto del regime non sia destinato a cambiare.  (more…)

Cina e Sudan sempre più vicini

luglio 5, 2011

Il presidente sudanese Bashir, recentemente in visita a Pechino, ha nella Repubblica Popolare Cinese un alleato prezioso. L’isolamento diplomatico occidentale può essere controproducente in vista dell’indipendenza del Sud Sudan. Gli interessi petroliferi di Pechino nell’area

Paola Aguglia per “Limes

La Repubblica Popolare Cinese è il principale partner commerciale del Sudan e quest’ultimo ha rappresentato per la Cina una vera e propria porta d’entrata al continente africano. Il voto referendario che ha sancito l’indipendenza del Sud Sudan lo scorso gennaio non ha cambiato la situazione e il dragone asiatico si sta impegnando diplomaticamente affinché la separazione che avverrà in luglio non metta in dubbio la stabilità dei propri approvvigionamenti petroliferi.

In questo contesto si colloca la visita ufficiale di Omer Hassan al-Bashir
 in Cina, l’ultima in qualità di presidente del Sudan unito. Con un giorno di ritardo, martedì Bashir è riuscito ad atterrare a Pechino dove lo attendeva il suo omologo cinese Hu Jintao. Le ragioni del ritardo rimangono poco chiare: secondo quanto riportato, il volo presidenziale, decollato da Teheran, è stato costretto a cambiare rotta e tornare in Iran mentre stava sorvolando il Turkmenistan, posticipando così di 24 ore l’arrivo in Cina.  (more…)

Sudan, guerra o indipendenza

gennaio 10, 2011

CHARLES TANNOCK*

Negli Anni 90 il mondo distolse gli occhi dal genocidio in Rwanda e dalla «Guerra dei Grandi Laghi», nel Congo orientale, che costarono oltre cinque milioni di vite umane – il bilancio più alto di ogni conflitto dalla seconda guerra mondiale. Prevarranno ancora una volta il silenzio e l’indifferenza se si riaccenderà la guerra civile in Sudan?

L’accordo di pace concluso a Naivasha, in Kenya, nel 2005 tra il governo del Sudan e i ribelli del Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese (Splm) impegnava entrambe le parti, in guerra per la maggior parte dei precedenti 50 anni, a lavorare per l’unità. Ma, come il cosiddetto Cpa, Comprehensive Peace Agreement (Accordo di pace complessivo) ha raggiunto il suo traguardo, il Splm, con basi nella regione autonoma del Sudan meridionale, ha abbandonato ogni pretesa di far credere che l’unità con il Nord e il governo di Khartoum sia possibile o auspicabile.

Un referendum previsto per il 9 gennaio darà agli elettori nel Sud l’opportunità di creare un proprio Stato sovrano. Una diversa ma simultanea votazione nella provincia di Abyei, ricca di petrolio, permetterà agli elettori di scegliere se vogliono unirsi al Nord o al Sud.

La fusione artificiale del Nord del Sudan, prevalentemente arabo e musulmano, con il Sud africano, dove predominano il cristianesimo e le credenze animiste tradizionali è stata un fallimento totale. Da quando il Sudan ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1956, il Paese è stato sconvolto da una guerra civile pressoché costante guerra civile sorta dal divario culturale e religioso tra il Nord e il Sud. La questione è stata successivamente complicata da un altro conflitto – questa volta intermusulmano – per le risorse nella regione occidentale del Darfur. (more…)

Dove l’Africa si divide tra Oriente e Occidente

dicembre 27, 2010

Benny Morris per “Il Corriere della Sera”

Dobbiamo tenere d’occhio il Sudan, che sarà il prossimo teatro di guerra nello scontro di civiltà tra l’Occidente e l’Oriente. Le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano vogliono la secessione e il 9 gennaio 2011 andranno al referendum. Dimentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro tra Gaza e Israele, dimentichiamo— per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. E concentriamoci sul Sudan. D imentichiamo Osama bin Laden, dimentichiamo il muro di sicurezza tra Gaza e Israele, e dimentichiamo — per un istante— gli attentatori pazzi all’opera in Iran. Teniamo d’occhio piuttosto il Sudan, perché rischia di trasformarsi nel prossimo teatro di guerra nell’attuale e perdurante scontro di civiltà. Da decenni le popolazioni cristiane e animiste della regione meridionale del più grande Stato africano (due milioni e mezzo di chilometri quadrati) combattono per liberarsi dai dittatori arabi musulmani che li governano da Khartoum. Nei ripetuti episodi di guerra civile, che si susseguono da cinquant’anni a questa parte, hanno trovato la morte da uno a due milioni di persone, soprattutto nelle regioni meridionali, ogni qualvolta i mezzi corazzati e i caccia bombardieri piombano dal nord a devastare e annientare i loro villaggi. (more…)

Il Sudan sull’orlo della secessione

dicembre 22, 2010

da “Medarabnews

Quasi sei anni fa, nel gennaio del 2005, un accordo tra il governo centrale di Khartoum e il Sud del paese pose formalmente fine a oltre vent’anni di guerra civile in Sudan – una guerra che aveva causato la morte di circa due milioni di persone, creando almeno quattro milioni di profughi.

L’accordo, noto con il nome di Comprehensive Peace Agreement (CPA), prevedeva la formazione di un governo di unità nazionale a Khartoum e di un governo autonomo nel Sud, oltre alla condivisione delle rendite petrolifere del paese. Al termine di un periodo di sei anni, il Sud avrebbe potuto scegliere se rimanere parte del Sudan o diventare uno Stato indipendente, attraverso un referendum fissato per il 9 gennaio 2011. (more…)

Bashir ritrova l’equilibrio di potere e lancia la sfida nucleare

settembre 9, 2010

Continua l’escalation di Bashir, presidente del Sudan, che si dimostra totalmente indifferente davanti alla violenza che distrugge il suo paese. Una corsa al nucleare e una possibile simbiosi con l’Iran sono la soluzione?

Antonella Napoli per “Limes

Mentre Omar Hassan al Bashir, presidente sudanese su cui pende un ordine di arresto per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, continua a visitare indisturbato Stati africani e annuncia che nel suo Paese è iniziata la corsa al nucleare, la tensione interna in vista del referendum per l’indipendenza del Sud Sudan, previsto nel 2011, è sempre più alta.

Gli scontri tra fazioni contrapposte nel meridione e gli attacchi dell’esercito di Khartoum alle roccaforti dei ribelli in Darfur, non si fermano. Nelle ultime settimane sarebbero state centinaia le vittime tra i guerriglieri ma anche tra i civili che si riversano in massa nei campi profughi, ormai stracolmi. (more…)

Il Sudan a un bivio: referendum o guerra?

novembre 6, 2009

Darfur_150Nel 2011 è previsto il voto sul futuro del Sudan meridionale, ma ci sono ancora molti nodi da sciogliere. La nuova politica di Obama

La notizia è passata quasi in silenzio. Cosa che capita spesso quando si parla di Sudan. Il 16 ottobre, dopo lunghe trattative e qualche cedimento da entrambe le parti, Sud Sudan e governo centrale hanno raggiunto l’accordo sul referendum per l’indipendenza della regione meridionale del paese, che dovrebbe tenersi nel 2011. Il punto più importante, la determinazione del quorum fissato al 75% degli aventi diritto ad esprimersi sul quesito.

Con la definizione delle regole
del voto si è scongiurata la ripresa palese delle ostilità tra Khartoum e Sudan People’s Liberation Movement (principale movimento politico-militare del Sud Sudan) che dall’83 hanno combattuto una guerra ultra ventennale che ha causato 2 milioni di morti ed oltre 4 milioni di rifugiati. (more…)

Nubi minacciose si addensano sul Sudan

settembre 24, 2009

imagesPagan Amum, segretario generale del Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLM), ha una storia da raccontare. Una volta andò in un ristorante ad Addis Abeba in Etiopia con degli amici provenienti dal nord e dal sud del Sudan. Il proprietario del ristorante era perplesso nel vedere dei presunti nemici entrare insieme nel locale e comportarsi come un gruppo di vecchi amici. “Sentite”, disse. “Venite dal nord o dal sud, siete musulmani o cristiani, del movimento di liberazione del sud o dei partiti del nord?”

“Abbiamo solo fame!”, gridarono all’unisono Amum e i suoi compagni al ristoratore.
 
La loro risposta rappresenta la condizione della grande maggioranza dei sudanesi, sia del nord che del sud. Con l’aumento dei prezzi, i comuni sudanesi hanno sempre più difficoltà a sbarcare il lunario. I problemi economici in tutto il paese hanno quasi raggiunto livelli da carestia e i politici non fanno abbastanza per porvi rimedio. (more…)

Economist.com

giugno 27, 2009

A6YTWV6CABFNRJNCAUTRNAXCARRLH94CACEEIMLCAZ1Q0SSCA5WS5PFCADBEV7ICAVZWD0CCA94TFJSCAWPW4ISCA4PBZYXCAGNF5FTCA9M9FBCCAVOGQOHCAZOSLMNCAQ4E5RCCAWUN59OCAD1IWFINel 2011 il Sud Sudan probabilmente voterà per la secessione, attraverso un referendum. L’Africa dovrebbe così acquisire un nuovo Paese. Ma il Sud Sudan potrebbe nascere come uno Stato fallito in partenza

 

Il Maggiore Johnson Guch del Sudanese People’s Liberation Army (SPLA) è seduto sulla soglia di una capanna di paglia nell’estrema periferia di Nasir, un insediamento di missionari nel Nuerland che con il tempo è diventato una tetra città. Vestito con una tuta sportiva, sembra un signore della guerra locale. Lui stesso di etnia Nuer, il Maggiore Guch è il comandante di una Unità Congiunta Integrata (JIU) di soldati del nord e del sud del Sudan, che ha il compito di mantenere la pace a Nasir. Dice di avere 150 soldati del sud, ognuno dei quali con una manciata di proiettili. Non ha molta considerazione dei soldati del nord. Non sa bene quanti siano. E dice che non gli interessa saperlo. In ogni caso, sicuramente questa non è un’unità congiunta, in nessun senso della parola. (more…)

I regimi islamici fanno carriera

giugno 14, 2009

imagesOra alla Libia va la presidenza Onu. Vicepresidenza al Sudan, dove si crocifiggono i detenuti

 

I regimi tirannici alle Nazioni Unite continuano ad agire in blocco per egemonizzare l’Assemblea e le Commissioni. La Libia ha messo a segno un grande colpo. L’Assemblea generale ha eletto il libico Ali Treki a presidente della 64ma sessione che inizierà a settembre. Treki prenderà il posto del nicaraguense Miguel d’Escoto Brockmann, il prete sandinista sospeso a divinis da Giovanni Paolo II e che si è distinto per il suo furore antisemita. (more…)