Posts Tagged ‘svizzera’

INFERNAL PARADISE – HAI UN REDDITO DI ALMENO 400MILA € ANNUI? FAI COME MARPIONNE, PRENDI LA RESIDENZA A ZUG! – NEL CANTONE SVIZZERO LE TASSE SONO SOTTO LA MEDIA DEL PAESE: 22,9% DI ALIQUOTA MASSIMA PER I RESIDENTI E MEDIAMENTE IL 15,4% PER LE IMPRESE. UNA CUCCAGNA CHE HA ATTRATTO MILIARDARI E MULTINAZIONALI GENERANDO UNA CRESCITA PERVERSA – ORMAI È UN’ISOLA INFELICE PER SOLI RICCHI: PREZZI DELLE CASE A +70%, MIDDLE-CLASS IN FUGA, LAVORATORI QUALIFICATI IN VIA D’ESTINZIONE…

settembre 1, 2011

Milena Vercellino per il “Corriere della Sera“, da “Dagospia

Il paese dell’abbondanza è fatto di laghi, boschi e multinazionali, di tranquillità rurale ed alta finanza. È impenetrabile dalla crisi ed ospita la più alta concentrazione di miliardari in uno dei Paesi più ricchi del pianeta. Ma ora il cantone di Zug, incastonato tra le montagne della Svizzera tedesca, si trova a dover imbrigliare una prosperità sfuggita al proprio controllo.

Mentre l’Occidente fa i conti con le difficoltà di una crescita che arranca, il cantone è infatti alle prese con il problema opposto: troppa crescita, prezzi alle stelle. E classe media avviata a diventare specie protetta. Circa 110 mila abitanti, 30 mila imprese – cresciute di quasi il 50% dalle 19 mila del 2000 -, Zug, raccontava ieri il Wall Street Journal, è un paradiso fiscale in un altro paradiso fiscale, con un’imposizione più bassa di quella media della Svizzera: l’aliquota massima per i residenti è del 22,9%, mentre le imprese pagano in media il 15,4%. (more…)

La neutrale Svizzera fece armi per Hitler

Mag 25, 2010

di Roberto Festorazzi per “Avvenire

Esiste ancora un lato occulto del riarmo dell’Italia, nella seconda guerra mondiale, e ciò getta luce soprattutto sul ruolo equilibratore svolto da Mussolini, come ago della bilancia tra Hitler, da un parte, e la Francia e l’Inghilterra, dall’altra. Dossier illuminanti, che emergono dopo settant’anni dagli archivi privati di un ministro di Mussolini, Raffaello Riccardi, sotto chiave alla Wolfsoniana di Genova (la collezione del miliardario di Miami Mitchell Wolfson), ci mostrano quanto la Svizzera, ad esempio, temesse lo strapotere della Germania nazista in Europa. Il governo della Confederazione elvetica, che pure fin dagli anni Venti aveva ospitato sul proprio territorio la ricerca e lo sviluppo della produzione di armi da guerra tedesche, banditi dai Trattati di Versailles, nel fatale 1940 – dopo la caduta della Francia e lo sconfinamento delle armate di Hitler fino alla Manica – cominciò a temere la cancellazione della nazione dalle carte geografiche. (more…)

Il signore dei segreti

marzo 13, 2010

E’stata una scaltra campagna mediatica a trasformare questa leggenda in mito. La leggenda sostiene che il segreto bancario sia nato per sottrarre e proteggere i patrimoni degli ebrei dai nazisti. A fondare il mito è stata nel 1966 la Kreditanstalt svizzera. Oggi si sa però che tutto questo è falso”. Titolo e sommario farebbero pensare a una perfida azione tedesca, magari della Bild, che in questi giorni non le manda a dire ai greci, e in passato non è stata proprio tenera con gli svizzeri. Oppure della Frankfurter Rundschau che in febbraio, commentando l’ira degli elvetici per l’intenzione del governo tedesco di acquistare un altro Cd pieno di nomi di evasori, faceva notare velenosamente: “Come si rileva da un recente studio dell’Univeristà di Zurigo, il 72 per cento degli svizzeri sono per il mantenimento del segreto bancario. Non intendono abbandonarlo, fa parte del loro patrimonio cultural-nazionale, esattamente come il Matterhorn e il formaggio gruviera”. (more…)

Gheddafi contro la Svizzera; il figlio del leader espone i motivi alla base della disputa

febbraio 28, 2010

La disputa scoppiata nei giorni scorsi tra la Svizzera e la Libia, e culminata venerdì con l’invito di Gheddafi a “compiere il jihad” contro la Confederazione Elvetica, è dovuta da un lato all’intransigenza di entrambi i paesi, ma dall’altro a problemi interni alla stessa Libia, che ancora non ha adottato una posizione chiara nei confronti dell’Occidente – scrive la corrispondente Vivienne Walt

È forte la tentazione di liquidare l’appello di questa settimana, da parte del leader libico Muammar Gheddafi, al jihad contro la Svizzera come niente più che un altro round nella faida tra i due paesi. Ma sarebbe un errore considerare la retorica di Gheddafi come un mero atto teatrale. Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del leader libico, che molti ritengono essere il suo probabile successore, ha raccontato al TIME che il litigio libico con la Svizzera è la manifestazione di una questione ben più grave e urgente all’interno della Libia, che è alle prese con il dilemma di quanto democratico e occidentalizzato dovrebbe diventare il paese dopo decenni di isolamento. “Se vogliamo avere a che fare con loro [l’Occidente], dovremo farlo in base allo stesso ritmo e alla stessa musica,” ha detto Saif Gheddafi in una schietta intervista mentre si rilassava nella sua tenuta di campagna vicino Tripoli, in occasione della festività che segna l’anniversario della nascita del Profeta Maometto. “L’esempio migliore è la crisi con la Svizzera. Essa mostra che c’è un grande divario tra il nostro modo di pensare e la nostra mentalità, e la mentalità e il modo occidentale di fare affari”. (more…)

Tariq Ramadan: il voto dei miei compatrioti contro i minareti è alimentato dalla paura

dicembre 9, 2009

Non doveva andare così. Per mesi ci hanno detto che gli sforzi per vietare la costruzione dei minareti in Svizzera erano destinati a fallire. Dagli ultimi sondaggi sembrava che non più del 34% della popolazione svizzera avrebbe votato a favore di questa scioccante iniziativa. Lo scorso venerdì, durante una riunione organizzata a Losanna, più di 800 studenti, professori e cittadini non avevano dubbi sul fatto che il referendum avrebbe rifiutato la mozione, e si erano concentrati piuttosto su come trasformare questa ridicola iniziativa in qualcosa di positivo per il futuro.

Oggi tutte queste certezze sono andate in frantumi, poiché il 57% della popolazione ha fatto ciò che l’Unione Democratica di Centro (UDC) ha detto loro di fare – segno preoccupante che questo partito populista è il più vicino alle paure e alle aspettative della gente. Per la prima volta dal 1983, è stata approvata in Svizzera un’iniziativa che isola una comunità, un’iniziativa dalla natura chiaramente discriminatoria. Si può sperare che il divieto venga bloccato a livello europeo, ma ciò non renderebbe il risultato del referendum meno allarmante. Cosa sta accadendo in Svizzera, la mia terra natale? (more…)

ITALIASPIA

novembre 2, 2009

imagesLA SVIZZERA FURIOSA COL BELPAESE BLOCCA LA RINEGOZIAZIONE DELLA “DOPPIA IMPOSIZIONE”: “LE SOSPETTE ATTIVITÀ DI AGENTI IN TICINO PER SCOVARE EVASORI ITALIANI SONO INACCETTABILI”- SALE LA TENSIONE TRA BERNA E ROMA DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI ISTITUTI ELVETICI…

Francesco Spini per “La Stampa

Stop alla rinegoziazione della «doppia imposizione». La Svizzera passa al contrattacco. Dopo le proteste ticinesi contro lo scudo fiscale varato dal governo italiano e contro il blitz settimana scorsa della Guardia di Finanza nelle filiali italiane delle banche elvetiche, da Berna arriva la prima ritorsione politica, che coinvolge le trattative per il rinnovo dell’accordo di cooperazione in campo fiscale tra Italia e Svizzera. Ad annunciarlo dalle colonne del SonntagsBlick è stato lo stesso presidente della Confederazione, Hans-Rudolf Merz.

«Da parte nostra – ha detto l’esponente liberale, a capo anche del Dipartimento delle Finanze – siamo pronti a ratificare l’accordo in questione, ma visto quanto accaduto abbiamo deciso di bloccare tutto fino a nuovo avviso». (more…)

SCUDO ITALIANO, TERRORE SVIZZERO

luglio 20, 2009

imagesSU UN TOTALE DI 500 MLD € DEPOSITATI ALL’ESTERO DAGLI ITALIANI, 300 SONO IN SVIZZERA – SI CALCOLA CHE RIENTRERANNO 80-100 MLD €: LE BANCHE TICINESI TEMONO IL DANNO – TREMONTI: UE E USA STUDIANO “MECCANISMI SIMILI”

 

Mauro Spignesi per “ilcaffe.ch

 

Lo scudo fiscale italiano è arrivato. E nelle banche svizzere già si fanno i conti sui possibili capitali in fuga. Quanto andrà via, soprattutto dal Ticino dove i risparmiatori di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno portato i loro soldi negli anni? Stavolta da Roma, secondo indiscrezioni di fonte ministeriale raccolte da Il Caffè, parlano di 80 miliardi, massimo 100. (more…)