Posts Tagged ‘tangentopoli’

Ambrogio Mauri una vittima vera

gennaio 29, 2010

La prossima volta che Renato Schifani cercherà una “vittima sacrificale di Tangentopoli” da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia dell’imprenditore brianzolo

di Marco Travaglio

La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell’aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un’azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell’Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l’inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell’Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. “I dirigenti corrotti dell’Atm”, ricorderà Di Pietro, “gli avevano fatto una serie di soprusi. (more…)

IL PIù PULITO HA LA ROGNA

gennaio 8, 2010

Parte dal bar Doney, via veneto, la Tangentopoli del Carrocio, quando Alessandro Patelli, tesoriere leghista, nel marzo del 1992, ricevette una “bustarella” di 200 milioni per il partito dALLA Montedison – MA, A DIFFERENZA DI QUELLA DI CRAXI, LA CARRIERA POLITICA Di bossi NON DAVA FASTIDIO A LOR SIGNORI E NON SUBì CONSEGUENZE – OGGI LUI TACE, E CON LUI TUTTI I VERTICI DEL CARROCCIO…

Alessandro Da Rold per “il Riformista

Il bar Doney di via Veneto a Roma non passerà alla storia solo per Giuseppe Graviano e Gaspare Spatuzza, che lì si incontrarono per discutere di attentati e presunti accordi politici con Silvio Berlusconi. Quello che fu uno dei locali storici della Dolce Vita di Fellini, compare anche nelle cronache tutte lombarde della Lega Nord di Umberto Bossi.

Partono da qui, infatti, dal Doney, i problemi giudiziari sotto Tangentopoli del Carrocio, quando il grande e grosso Alessandro Patelli, idraulico da Bergamo, ex tesoriere leghista, nel marzo del 1992, ricevette una “bustarella” di 200 milioni per il partito dal gruppo Montedison.

Stiamo parlando dell’ormai nota tangente Enimont e di quella “sindrome Patelli” che quattro anni fa, nei giorni del processo ad Antonveneta, tornò a spaventare i corridoi di via Bellerio. Una storia che in un modo o nell’altro ritorna di attualità in queste settimane, in cui si discute dell’intitolazione a Bettino Craxi di una via a Milano a dieci anni dalla morte. Proposta, quella del sindaco Letizia Moratti, che ha scatenato più di qualche polemica, innestando, tra le fila del Carroccio, la sola dichiarazione contraria di Matteo Salvini, consigliere meneghino da sempre dedito a parlare alla pancia leghista: Umberto Bossi e i colonnelli al momento tacciono. (more…)

FORMIDABILI QUEI DANNI! (CORREVA L’ANNO 1993)

novembre 11, 2009

imagesIL PASSATO TRAPASSA CHI IMPICCò CRAXI SULLA FORCA DEL GIUSTIZIALISMO – I LEGAIOLI CASTELLI, MARONI E BOSSI PARLAVANO DI “INGIUSTIFICATO PRIVILEGIO” – ANCHE FINI, GASPARRI E LA RUSSA NON È CHE SCHERZASSERO – “ORA VORREBBERO REINTRODURRE L’IMMUNITÀ (CRAXI, DA QUALCHE PARTE, SE LA RIDEREBBE)…

Filippo Facci per “Libero

La stanza di Craxi non aveva l’affaccio sulla strada, ma si sentiva lo stesso un certo trambusto: «Cos’è questo casino?», chiese. Era il 30 aprile 1993 e il casino era che in tutte le città d’Italia c’erano migliaia di manifestazioni contro di lui.

C’erano occupazioni e presìdi e sit-in e proteste, i centralini del Parlamento e dei quotidiani erano ingolfati di strepiti, le forze politiche facevano a gara nell’improvvisare comizi, la sua casa milanese era assediata, Montecitorio era circondato di bandiere e striscioni, Piazza Colonna era sigillata dalla Polizia, i commercianti avevano svuotano le vetrine per protesta, la sedi socialiste e democristiane dello Stivale erano presidiate come ai tempi del terrorismo, il missino Riccardo De Corato si era ammanettato davanti all’ufficio craxiano di Piazza Duomo, nella stessa piazza già rumoreggiavano centinaia di persone, il fido Ugo Intini era stato preso a sassate durante un’intervista, i verdi milanesi tiravano monete e oggetti vari contro la sede socialista di Corso Magenta, decine di università, per esempio a Venezia, erano state occupate dagli studenti anche con l’appoggio dei rettori: succedeva questo. (more…)