Posts Tagged ‘terrorismo’

Intervista | Valerio Fioravanti e Francesca Mambro – Parte 2

maggio 26, 2010

Intervista | Valerio Fioravanti e Francesca Mambro – Parte 1

maggio 26, 2010

Il terrorismo e quella storia da riscrivere

maggio 10, 2010

di Sergio Luzzatto

Quando entriamo in una libreria Feltrinelli, non ci facciamo nemmeno più caso. Gettiamo uno sguardo distratto a quelle fotografie che pure spuntano dappertutto, più ostentate che discrete, più classiche che impertinenti: l’eroe eponimo, Giangiacomo, ritratto a fianco dell’una o dell’altra icona della rivoluzione mondiale, Fidel Castro in testa. Oggi, il paradosso di quel percorso biografico – il rampollo d’una prestigiosa dinastia industriale, l’imprenditore miliardario, l’editore geniale, divenuto rivoluzionario di professione e caduto da bombarolo – si perde fra gli scaffali delle sue librerie trasformate in sfavillanti ipermercati della cultura, cloni italiani delle maggiori catene straniere, luoghi simbolo del mercato capitalistico globale.Così, può ben capitarci di dimenticare che cosa le librerie Feltrinelli abbiano rappresentato nell’Italia di quaranta anni fa. E che cosa Giangiacomo Feltrinelli sia stato negli anni immediatamente precedenti la sua fine, la morte presso un traliccio elettrico di Segrate nel marzo del 1972. (more…)

Br: il terrorista è gnostico

marzo 16, 2010
Il muro tra monaci e terroristi è sottile, con gli eretici ancor meno. Magari non farà piacere, la tesi di Alessandro Orsini – giovane sociologo che non ha vissuto gli anni di piombo ma ne ha studiato gli eventi con piglio innovativo –, e tuttavia va apprezzata la profondità d’analisi sull’arduo nodo dei rapporti tra terrorismo e religione.

Professor Orsini, secondo lei i terroristi sono gnostici. In che senso?
«La gnosi è una conoscenza superiore destinata a pochi eletti: la stessa caratteristica che si trova in tutti i documenti brigatisti, i cui autori pensavano di essere un manipolo di giusti, possessori della verità ultima sul significato della storia. Forse negli anni Settanta questa tesi non faceva impressione, ma le medesime convinzioni tornano nella rivendicazione del delitto D’Antona nel 1999 e in quello Biagi nel 2002, ben dopo la caduta del comunismo».

Beh, la dottrina delle minoranze che guidano la storia è sempre stata un caposaldo marxista, senza bisogno di ricorrere alla gnosi…
«È vero, ma non basta a spiegare le Brigate rosse. Le Br sono una setta nella tradizione dello gnosticismo rivoluzionario, di cui possiedono le caratteristiche: l’ossessione per la purezza personale; un catastrofismo radicale, secondo cui il mondo sarebbe immerso nel dolore e nella sofferenza; di conseguenza la concezione salvifica della rivoluzione come un’apocalisse che squarcia le tenebre e instaura una “società perfetta”; l’identificazione del nemico come il maligno, un mostro responsabile dell’infelicità umana e dunque da sterminare; infine la mentalità “a codice binario” che riduce tutti gli aspetti della realtà alla contrapposizione tra forze del Bene e forze del Male». (more…)

«Io convertito dall’imam yemenita»

gennaio 11, 2010

INTERVISTA. IL RACCONTO DI UN GIOVANE NEOZELANDESE: IO COME L’ ATTENTATORE DI DETROIT

Charles Wardle è un ragazzo neozelandese. A 18 anni suo padre gli regala un biglietto per l’India. Nulla di strano, i ragazzi “kiwi” lasciano presto casa per girare il mondo. Ma Charlie non prende il viaggio come una “vacanza”, bensì come un modo per cercare una nuova strada, tutta sua, diversa da quella fino ad allora percorsa ad Auckland, fatta di furti e atti di vandalismo che gli hanno procurato seri problemi con la giustizia. Già, perchè Charlie si stanca presto della mistica indiana e il 1° settembre del 2001 arriva in Pakistan. Lì si unisce ai militanti di Lashkar-e-Toiba (i guerriglieri accusati della strage di Mumbai nel 2008), si converte all’islam e dopo quattro mesi si trasferisce in Libano, dove entra in contatto con gli Hezbollah che lo vogliono inviare in un campo di addestramento per i martiri in Palestina. Lui però si rifiuta. Viene arrestato ad Ajman, negli Emirati Arabi, mentre sta aspettando di ricevere del materiale esplosivo. (more…)

Africa e Yemen, nuovi covi del terrore per la “seconda generazione” dei martiri

dicembre 27, 2009

di Carlo Bonini

Ci vorrà tempo per arrivare in fondo alla storia di Umar Faruk Abdul Muttallab, il martire di Natale che avrebbe dovuto incendiare i cieli americani riuscendo lì dove, 8 anni fa, aveva fallito Richard Reid. Per capire se è vero che il micidiale Tetranitrato di Pentaetrite (Petn) infilato in un preservativo è stato confezionato in Yemen.

Per capire se è vero che la strage sarebbe stata concepita proprio in Yemen, o altrove. Per sapere se era solo, come avrebbe continuato a ripetere in queste prime ore, o se al contrario, come l’intelligence americana e inglese ritengono, questo ragazzo nigeriano, figlio di un banchiere di Lagos (il padre è Alhaji Umaru Mutallab, ex presidente della United Bank of Africa e della First Bank nigeriana) e, fino al 2008, studente di ingegneria a Londra, abbia contato su una qualche rete di contatti in Europa. È un fatto, tuttavia, che pure in un quadro ancora in movimento quanto accaduto a Detroit sia, per usare le parole di una qualificata fonte della nostra intelligence, “una pessima notizia da qualunque parte la si voglia vedere”. A cominciare dalle premesse. (more…)

Terrorismo. La Cia nasconde un segreto a Vilnius

dicembre 23, 2009
GIULIETTO CHIESA
Esplode, non esplode, esplode. Lo scandalo della prigione segreta della Cia in Lituania si arricchisce di nuovi particolari, sempre più attendibili. La notizia arriva con oltre due anni di ritardo rispetto alle rivelazioni della americana Abc che avevano permesso di individuarne almeno due, in Polonia e in Romania, spingendo il Parlamento Europeo a formare una commissione speciale d’indagine sulle extraordinary renditions di presunti terroristi, cioè prelevamenti illegali di prigionieri con destinazione finale Guantanamo.
Molti aeroporti europei, tra cui quelli di Roma e di Aviano, erano serviti come tappa, tra il 2002 e il 2005. L’Italia aveva «aiutato» anche il rapimento a Milano di Abu Omar. Altri Paesi europei hanno fatto di più, cioè hanno concesso alla Cia di ospitare prigioni. Altri hanno fatto atterrare gli aerei segreti. (more…)

Che cosa c’è dietro la strage a Mogadiscio

dicembre 5, 2009

Ieri il gruppo terrorista somalo Shabaab ha attaccato la cerimonia di laurea della facoltà di Medicina di Mogadiscio. Un terrorista travestito con un velo islamico da donna si è fatto saltare tra gli  studenti e vicino alle autorità, dentro un salone dell’hotel Shamo. Al centro della capitale, è un albergo considerato relativamente sicuro dove di solito dormono i pochissimi occidentali che passano per il paese. Tra i 19 morti ci sono anche tre ministri del fragilissimo governo di transizione nazionale e due giornalisti, uno della rete satellitare in arabo al Arabiya.
I guerriglieri di Shabaab riescono a colpire in luoghi che in teoria – la Somalia è in guerra – dovrebbero essere iperprotetti. A giugno hanno ucciso persino il ministro della Sicurezza, Osman Hashi. A settembre si sono infiltrati a un incontro tra il governo somalo e i comandanti della missione Amisom – il contingente mandato dall’Unione africana – dentro l’aeroporto di Mogadiscio, uccidendo il vicecomandante e 20 soldati ugandesi. In quell’attacco, furono particolarmente sofisticati: entrarono con due veicoli dell’Onu, rubati due mesi prima e trasformati in autobomba, guidati da almeno un volontario di Shabaab cresciuto in America che parlava un inglese perfetto e si è fatto passare per un funzionario Onu. (more…)

Russia: i mille volti del terrorismo per l’attentato al treno

dicembre 1, 2009

I neonazisti? Gli estremisti ceceni? Quelli ingusci? La mafia russa? Gli anarchici? L’Fsb? I servizi deviati? Chi avrà messo la bomba sotto il Nevsky Express? Cerchiamo di mettere un po’ di ordine

Il terrorismo in Russia non è certo una novità, tantomeno gli attacchi e gli attentati ai treni e nelle stazioni. Già nel 1996 sulla linea Astrakhan-Volvograd esplodono un paio di bombe. Nel 1997 i warlords del Caucaso iniziano a scegliere obiettivi di questo genere (Salman Raduyev rivedica le stragi a Pjatigorsk, due morti, e Armavir, tre morti). Nello stesso anno un’esplosione sul Mosca-San Pietroburgo provoca la morte di cinque persone. Nel 2001 il Rostov-Baku viene fatto deragliare, nel 2003 è la volta di Mineralny Vody, dove a distanza di un paio di mesi saltano in aria due treni (oltre cinquanta morti e duecento feriti).

Nello stesso anno a Jessentuki una bomba sulla linea ferroviaria provoca cinque morti. Nel 2004 e nel 2005 altri convogli vengono presi di mira in Ossezia del Nord, in Cecenia e in Dagestan. Nei pressi di Mosca un congegno a distanza fa uscire dai binari un treno in arrivo dalla Cecenia, causando una cinquantina di feriti. Nel 2007 il primo attentato al Nevsky Express che non provoca vittime, ma solo feriti. (more…)