Posts Tagged ‘thailandia’

‘Thailandia: con la vittoria di Shinawatra i poveri tornano a sperare’

luglio 6, 2011

particolare della carta di Laura Canali

L’esperto di Limes per il Sudest asiatico commenta il risultato delle elezioni in Thailandia. Le riforme economiche promesse, la reazione dell’esercito e quella cruciale della famiglia reale. L’appeal del fratello Thaksin, ex premier. Cosa cambia in politica estera

Niccolò Locatelli per “Limes

LIMES: Yingluck Shinawatra ha trionfato alle elezioni politiche thailandesi di domenica. Quanto è merito del suo programma e quanto dell’appeal del fratello ex premier Thaksin, in esilio dal 2008 dopo che il suo governo fu rovesciato da un golpe nel 2006?
BULTRINI: Il programma di Yingluck si basa sulle stesse politiche populiste del fratello, e quindi i due appaiono – e sono – inscindibili l’uno dall’altra. Ma entrambi raccolgono un vuoto profondo lasciato dalla politica thailandese nella mente e nei cuori della popolazione, che sta attraversando uno dei periodi economici più stagnanti da quando, con il golpe del 2006, Thaksin è stato esiliato per la prima volta.
Anche il premier democratico sconfitto, Abhisit, ha tentato di presentarsi in campagna elettorale con un programma di aiuti “dal basso” all’economia, aumentando il salario minimo e quello degli impiegati laureati. Ma non c’è dubbio che la sua politica nei due anni al potere non ha corrisposto alle aspettative dei thai. A parte i guadagni delle poche imprese quotate sul mercato internazionale e interno, le condizioni di vita dei contadini – che costituiscono ancora quasi il 70% della popolazione – sono rimaste invariate, se non peggiorate. Il turismo è sceso ai minimi storici, sia dopo l’occupazione dell’aeroporto internazionale da parte degli avversari della famiglia Thaksin, le camicie gialle, sia dopo le rivolte delle camicie rosse dello scorso anno. Le repressioni hanno infine certamente alienato le simpatie popolari verso il governo e verso lo stesso esercito. (more…)

Good morning Vietnam, good night Thailand

luglio 22, 2010

Ascesa e declino in Indocina. La rivolta delle camicie rosse a Bangkok è solo l’ultimo evento che ha indebolito la Thailandia come paese influente nella regione. Mentre Usa e Cina si preoccupano della recente destabilizzazione, un paese limitrofo prepara il cambio della guardia

Nell’articolo: Sul versante politico, le questioni territoriali fra Thailandia e Cambogia sono state spesso affrontate con iniziative che hanno travalicato le semplici proteste verbali, come per le rovine del tempio di Preah Vihear. Già nel 1962, la Corte Internazionale di Giustizia aggiudicò il tempio e le aree territoriali adiacenti al regno di Cambogia, ma nonostante la sentenza, Bangkok continua a rivendicare l’area e a seguito di un incidente durante un’esercitazione militare nel febbraio 2009 vi sono stati scontri armati, con un numero imprecisato di caduti da entrambe le parti

Massimiliano Bertollo per “Limes

Dai tempi antichi fino all’800, la penisola indocinese ha visto un succedersi di entità statali dominanti: impero Khmer, i regni Champa, Dai Viet, Lan Xang, Siam, non dimenticando la diretta presenza del Celeste impero per molti secoli e i tributi “di vassallaggio” puntualmente pagati dagli stati indipendenti. Solo a fine ‘700 si configura uno status quo, quando l’esercito siamese viene sconfitto dalle truppe vietnamite chiamate in aiuto della città sino-khmer di Ha Tien: principi cambogiani e laotiani restano vassalli del re del Siam, ma pagano tasse e tributi anche alla corte imperiale di Hue. L’arrivo dei francesi in Indocina congela le rivalità tra Bangkok e Hanoi fino alla fine della guerra in Vietnam, mentre a partire dagli accordi di Parigi del 1991, col venir meno della Guerra Fredda e con l’aprirsi al mondo di tutti i paesi dell’area, i giochi di potere tra le due potenze “sub regionali” in Laos, Cambogia e Myanmar si intensificano.

È opinione comune tra gli stranieri in Vietnam e le élites politico-economiche di Hanoi considerare il Laos come una colonia. Il forte legame tra i due paesi nasce negli anni ‘70, quando il Laos diventa una repubblica socialista grazie al supporto dell’esercito vietnamita al Pathet Lao. Con la divisione del mondo socialista tra paesi filosovietici e filocinesi, Laos e Vietnam rafforzano i legami e le aperture in campo economico in Cina e Urss, portano i due paesi asiatici ad aprirsi timidamente al mondo esterno nel 1986: da questo momento Bangkok può far risorgere le proprie aspirazioni. (more…)

Grosso guaio al tempio khmer

novembre 27, 2009

Per la Cambogia appena entrata nel Comitato del Patrimonio Unesco si riaccende la disputa con la Thailandia per la sovranità su Preah Vihear

DANIELA FUGANTI
PHNOM PENH
Nella Cambogia che segue con emozione il processo al carnefice Duch, capo della famigerata prigione S21 e simbolo del terrore dei Khmer rossi (due giorni fa il tribunale per i crimini di guerra ne ha chiesto la condanna a 40 anni di prigione), ancora non si è spenta l’euforia per l’ingresso nel gruppo dei 21 Stati membri del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: «Una vittoria – confessa il vicepremier Sok An – che ci rende davvero felici, e ci fa sperare di poter alleggerire progressivamente il peso della povertà che ancora affligge la maggioranza dei nostri concittadini. Per andare in questa direzione, lo sviluppo del turismo culturale è indispensabile. Siamo eredi della grande civiltà di Angkor, l’ottava meraviglia del mondo. Dopo gli anni atroci del genocidio, 1975-79, il patrimonio nazionale è diventato il nostro principale punto di riferimento». (more…)

Thailandia

agosto 10, 2009

imagesI sostenitori dell’ex premier chiederanno la grazia al re, spalleggiati da 5 milioni di firme. Gli ambienti monarchici sono presi in contropiede

Lo scorso aprile erano rano scesi in piazza, bloccando mezza Bangkok, per poi ritirarsi solo di fronte all’evidente superiorità delle forze dell’ordine. Ma le “camicie rosse” thailandesi, ossia i sostenitori dell’ex premier Thaksin Shinawatra, dopo alcuni mesi di pausa stanno tornando alla carica. E questa volta sono intenzionate a usare la loro arma principale – i numeri – puntando al gradino più alto possibile: re Bhumibol Adulyadej, 81 anni, presso il quale vogliono presentare una petizione per richiedere la grazia al loro beniamino. (more…)