Posts Tagged ‘traduzione talmud’

Il primo indice del Talmud grazie a un tennista dilettante

dicembre 31, 2011

Angelo Aquaro per “la Repubblica”

E’ il libro dei libri, la raccolta più misteriosa del mondo, sono le istruzioni per l’uso più antiche della Terra: eppure ci sono voluti 1500 anni per trovare un indice al Talmud. E quest’opera letteralmente biblica è stata compiuta non da chissà quale straordinario consesso di studiosi ma da un avvocato del Bronx con la passione del tennis. Che ha speso sette anni della sua vita per realizzare quello che sembrava irrealizzabile: mettere ordine in una raccolta così caotica – 63 volumi di ingarbugliatissime disquisizioni rabbiniche – che nessuno si sarebbe mai sognato di indicizzare. Sembra incredibile nell’era in cui basta un clic e tutto il sapere ci si presenta a portata di Google. E la storia di Daniel Retter, l’avvocato che si mise in testa di riordinare il Talmud, sembra davvero la traduzione contemporanea di un racconto incantato di Isaac B. Singer: o la trama disincantata di un film di Woody Allen. Ma in fondo anche questo è Talmud: perché l’intera tradizione culturale ebraica discende appunto dalla raccolta con cui nei primi secoli della diaspora gli antichi rabbini cercarono di offrire al popolo eletto e disperso il conforto della Legge. Talmud in ebraico vuol dire letteralmente studio, istruzioni. E se la Bibbia, l’Antico Testamento è la parola di Dio, le “istruzioni” sono quella dell’uomo che si confronta appunto con il messaggio: interpretandolo. Se la Bibbia è il libro sacro, insomma, il Talmud è il libro che – insieme alla Sinagoga, la casa di preghiera in cui si suggella l’alleanza tra Dio e Israele – definisce il sistema religioso e la stessa identità ebraica. «Il Talmud fu creato perché un’intera nazione, e non solo pochi santi», scrive il grande filosofo ebreo Eliezer Berkovits «prendessero la Bibbia sul serio, cercandone di farne il fondamento della loro vita quotidiana». Un lavoro immenso, cominciato nel secondo secolo dopo Cristo e concluso solo nel sesto. Un testo su cui da due millenni studiano e soffrono generazioni di giovani ebrei: finalmente graziati dal lavoro dell’avvocato-tennista. Ma possibile che finora nessuno ci avesse mai pensato? La verità è che per secoli sono stati gli stessi rabbini a mantenere l’oscurità sul testo. Dapprima tramandato solo oralmente, messo per iscritto solo dopo l’invenzione della stampa, il Talmud è stato spesso pensato come un libro misterioso, prima da trasmettere di generazione in generazione e poi da studiare sudandoci sopra. L’opera dell’avvocato Retter ha ridotto adesso questo immenso patrimonio di saggezza in 6600 voci e 27mila sottovoci. L’indice si chiama HaMafteach, cioè La Chiave, è disponibile sia in inglese che in ebraico e permette così – spiega il New York Times di districarsi nei temi anche più curiosi che possono turbare i fedeli. Si può risposare l’ex moglie che ha convissuto con un altro? Che cosa fare di un oggetto trovato nella spazzatura? Per un osservante non sono minuzie. L’unico precedente finora tentato di indicizzare il Talmud era attraverso un cd-rom: il colmo per uno studioso che non avrebbe potuto usarlo per esempio il sabato, visto che nel giorno del riposo non si può far uso di nessuna tecnologia-neppure, e qui davvero ci incartiamo in una discussione talmudica, per consultare il Talmud e scoprire se proprio nel caso questa tecnologia si può usare. Retter racconta che l’ossessione per il libro gli era stata inculcata dal padre, costretto da bambino a fuggire dalla Germania delle persecuzioni naziste negli Usa: «Ancora adesso non posso stare un minuto senza consultarlo» racconta. «Se sono in fila da qualche parte, in attesa di essere chiamato, studio il Talmud». Ma la discussione delle minuzie quotidiane per cui è universalmente conosciuto sono naturalmente soltanto la parte più curiosa. Proprio la sua struttura aperta – spiegano gli esperti – ha determinato la costruzione dell’identità ebraica, dove le domande sono sempre più delle risposte e la ricerca della perfezione è continua. Jonatan Rosen ha scritto un libro, Il Talmud eInternet, proprio per sottolineare la similarità tra il libro aperto e il web. E a proposito dell’effetto-Talmud sulla cinematografia di Woody Allen o sulla letteratura di Philip Roth sono state scritte pagine memorabili. Per non parlare dell’infatuazione di “gentili” come Madonna: che frasi del libro ha nascosto perfino nelle sue canzoni. Chissà che adesso l’indice dell’avvocato-tennista non riaccenda, dopo 1500 anni, la voglia di cercare: anche ai semplici curiosi. Sempre tenendo a mente, ci mancherebbe, proprio quella massima talmudica: «Chi vuole capire troppo non capisce nulla: chi cerca di capire meno riuscirà a capire qualcosa».

Informazione Corretta

Duecento anni per riscrivere la Bibbia

agosto 26, 2011

Francesco Battistini per “Il Corriere della Sera”

GERUSALEMME — E Mosè disse: l’Altissimo disperse il genere umano «secondo il numero dei figli di Dio». Disse proprio così, nel Deuteronomio. Il numero dei figli di Dio. Ovvero tante divinità, non una sola. Un elemento di politeismo. Questo sembrano raccontarci oggi i Rotoli del Mar Morto, i più antichi manoscritti della Bibbia. Ma questo non ci tramandarono i masoreti, gli scribi che verso la fine del primo Millennio rilessero, ridiscussero, corressero il Vecchio Testamento. Si capisce: il politeismo era un concetto incompatibile, inaccettabile, insostenibile nel canto di Mosè. E allora, zac: invece d’interpretare, di dare una lettura teologica a quel passaggio, meglio tagliare, sbianchettare con un po’ di monoteismo. E ricopiare in un altro modo: «Secondo il numero dei figli d’Israele», settanta come le nazioni del mondo, diventò la versione giunta fino a noi. Un ritocchino: «Come ne sono stati fatti parecchi — dice il biblista Rafael Zer della Hebrew University di Gerusalemme —. Per i credenti, la fonte della Bibbia è la profezia. E la sua sacralità rimane intatta. Ma noi studiosi non possiamo ignorare una cosa: che quelle parole sono state affidate agli esseri umani, sia pure su iniziativa e con l’accordo di Dio. E di passaggio in passaggio, gli errori ci sono stati e si sono moltiplicati…». (more…)

Talmud tradotto. Così il Cav soffia gli ebrei al Fli

dicembre 8, 2010

Franco Bechis per “Libero”

Gianfranco Fini ci ha impiegato una vita per scrollarsi dalle spalle il passato e conquistarsi il favore di una delle comunità più piccole, ma potenti del paese: quella ebraica. Ci sono voluti anni di abiure e distacchi, pazienti lavori diplomatici degli amici Alessandro Ruben e Giancarlo Elia Valori che furono alla base del suo antico viaggio in Israele. A Silvio Berlusconi è bastato un secondo e quattro righe di testo per conquistare da quella piccola, ma potente comunità non solo simpatia, ma gratitudine e riconoscenza proprio un uno dei momenti più difficili e delicati della vita del governo. Lo scorso tre dicembre infatti il governo Berlusconi ha mandato in Senato a firma del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini (fedelissima berlusconiana) le scelte del ministero e dell’intero esecutivo per finanziare in ogni settore la ricerca: dalla scienza alle lettere, dalle arti alla tecnologia. La somma trovata, pur fra le pieghe dei tagli imposti da Giulio Tremonti, è rilevante: un miliardo e 754 milioni di euro. Ed è anche più alta di quella proposta l’anno precedente (era un miliardo e 628 milioni di euro), contrariamente a quel che si dice in convegni non solo delle forze di opposizione. È in quel fiume di fondi pubblici che spunta una decisione piccola ma importantissima per la comunità ebraica: il fondo governativo per la ricerca ha deciso di finanziare un progetto che il Cnr ha siglato con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane- Collegio rabbinico nazionale. Si mette a disposizione un milione di euro per il 2011 e se ne garantiscono già altri quattro milioni fino al 2015 (qualsiasi governo sarà tenuto a rispettare la decisione) per «la traduzione integrale in lingua italiana, con commento e testo originale a fronte, del Talmud, opera fondamentale e testo esclusivo della cultura ebraica ». (more…)