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LO STRABISMO DI MAASTRICHT

Mag 8, 2010

La politica economica europea è sempre stata molto attenta al rispetto di parametri come debito e deficit pubblici e molto poca attenta al debito estero (pubblico e privato). E un deficit del conto corrente con l’estero segnala che un paese spende più di quello che produce e può gettare il paese in crisi di liquidità. E’ quanto accaduto in Grecia. Gli squilibri con l’estero sono complessi da curare. Basti pensare al caso islandese. Ma l’appartenenza all’euro, con un piano di rientro di almeno dieci anni, può essere anche un’opportunità

di Gianpaolo Rossini

In Germania, in Francia e in Belgio dopo l’accordo per il salvataggio della Grecia si invoca severità fiscale. Il cittadino medio non capisce. L’Italia con un alto debito pubblico addirittura contribuisce al salvataggio della Grecia. Soffrono invece Portogallo e Spagna, con debiti pubblici inferiori o simili alla Germania.

DEBITO PUBBLICO E DEBITO ESTERO

E’ un paradosso? Occorre ricordare che la crisi greca nasce da conti con l’estero in rosso, problematici per i mercati. Un deficit del conto corrente con l’estero segnala che un paese nell’insieme (governo, imprese, famiglie) spende più di quello che produce. Accumula debito estero se questo comportamento si protrae nel tempo. Un risparmio nazionale insufficiente e che non trova sostegno estero, getta la Grecia in crisi di liquidità. Il primo a soffrire è il settore pubblico, perché più esposto e meno diversificato. Fino a qualche anno fa questo era pane per il Fmi, incaricato di disciplinare e/o fornire fondi quando i flussi finanziari privati non erano in grado di metabolizzare debiti e crediti tra paesi sovrani.
Con il procedere dell’integrazione finanziaria privata internazionale degli squilibri con l’estero dovevano occuparsi soprattutto i mercati dei cambi e quelli delle attività finanziarie. Una tale fiducia nella Unione monetaria, in cui il cambio è fisso, era affiancata dalla filosofia di Maastricht. Occhiuta sui conti pubblici. Cieca sugli squilibri con l’estero. Non solo per un ottimismo concernente i flussi internazionali ma anche perché affrontare uno squilibrio nei conti pubblici di un paese è più semplice visto che basta imporre delle regole ad un governo solo. Per uno squilibrio nei conti con l’estero occorre invece intervenire su almeno due governi. Chi è in deficit deve rendersi più competitivo e spendere meno. Chi è in surplus spendere di più e smettere di sottrarre domanda ad altri.
Gli squilibri con l’estero sono complessi da curare. Prova ne è che seguitano a causare crisi finanziarie. Ma quale rapporto c’è tra conti pubblici ed esteri? (more…)