Posts Tagged ‘vaticano’

Cattolici in picchiata

agosto 18, 2010

In America Latina il declino della Chiesa di Roma, che in Brasile ogni anno perde un milione di fedeli

Nell’articolo: Non rompe, nella pratica, le disuguaglianze parallele che angosciano il tessuto sociale latino: da una parte il pacchetto delle grandi famiglie (latifondisti, impresari, gerarchie politiche), dall’altra il 40 per cento della gente (230 milioni di persone) con problemi di sopravvivenza materiale e spirituale. Roma ha un debole per le borghesie devote all’Opus Dei o ai Legionari di Cristo, obbedienze chiuse nel privilegio della società “onori-affari”

Maurizio Chierici per “Il Fatto

Non è vero che Dio è morto come mormoravano i pessimisti 40 anni fa. A volte cambia casa. Protestanti, chiese evangeliche, sette pentecostali stanno conquistando il continente più cristiano del mondo: l’America Latina. Nel 2001 attorno allaChiesa di Roma si raccoglieva il 49,6 per cento della popolazione mentre le diverse anime luterane arrivavano al 31. Adesso le voci che anticipano il censimento 2011 raccontano di trasferimenti clamorosi verso la galassia del protestantesimo, che sta per superare il 40 per cento dei fedeli. Esodo che non finisce nelle chiese tradizionali della vecchia Europa: Calvino e Lutero sono sempre stati minoritari nell’America coloniale. Preferenze ad evangelici, soprattutto pentecostali. Le “sette” passano dai 3 milioni del 1991 ai 21 milioni del 2010. (more…)

Affari e preghiere dal 1870 a oggi

agosto 10, 2010

Presa di Roma, guerre, Giubileo: una storia che continua

Nell’articolo: I Patti lateranensi sono l’occasione per moltiplicare gli investimenti. Con iniziative sempre più redditizie. E sempre meno guardando per il sottile. Tanto che «quando nel 1935 Mussolini ha bisogno di armi per la campagna d’Etiopia, gliene arriva una buona quantità dalla fabbrica di munizioni acquistata da Nogara (Bernardino Nogara, il finanziere del Vaticano, ndr) per la Santa Sede, che si trova così a finanziare un’operazione bellica»

Sergio Rizzo per “Il Corriere della Sera

«Inserito scidulam quaeso ut faciundam cognoscas rationem». Se il bancomat vi chiede «Inserire la tessera per accedere alle operazioni consentite», ma ve lo chiede in latino, non preoccupatevi. Non siete capitati in un film di fantascienza, né tanto meno state sognando. Siete semplicemente nella Città del Vaticano, davanti allo sportello dello Ior, l’Istituto per le opere di religione: la banca della Santa Sede. Proprio quella resa famosa dalle gesta di monsignor Marcinkus e dalle trame che legano quell’acronimo ad alcune delle pagine più oscure della storia della nostra Repubblica, compresa la vicenda del bancarottiere siciliano Michele Sindona, consulente di Paolo VI. (more…)

È Bertone il vero Papa della politica

luglio 17, 2010

In Vaticano però molti storcono il naso per i suoi super poteri. Ma lui ha davanti a sé solo Ratzinger

Andrea Bevilacqua per “Italia Oggi

La cena in casa Vespa alla quale hanno partecipato Silvio Berlusconi (accompagnato dalla figlia Marina), Gianni Letta, il cardinale Tarcisio Bertone, Pierferdinando Casini, il governatore Mario Draghi e Cesare Geronzi, ha fatto molto parlare dentro le sacre mura vaticane.

Dagli spifferi sempre aperti delle mura Leonine sono passate folate di aria diversa che hanno fatto il giro della Città del Vaticano rincorrendosi a vicenda. Pettegolezzi e malignità su una cena inattesa.

Molti prelati non hanno gradito: «Possibile che un segretario di stato vaticano si pieghi a giochetti di potere e inciuci di un presentatore televisivo e di un capo di governo?». E ancora: «Ai tempi di Agostino Casaroli certe cose non accadevano. Allora sì che sapevano come mantenere una corretta equidistanza dal potere situato dall’altra parte del Tevere». (more…)

Vaticano, la sindrome del complotto

luglio 14, 2010

Ratzinger di fronte a uno dei momemti più difficili che un Papa abbia mai dovuto affrontare

Nell’articoloE’ proprio uno dei filosofi italiani più interessanti, Giorgio Agamben, nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, a lanciare un appello che ha toni disperati: «La Chiesa si deciderà finalmente a cogliere la sua occasione storica e a ritrovare la sua vocazione messianica? Il rischio, altrimenti, è che sia trascinata nella rovina che minaccia tutti i governi e tutte le istituzioni della terra»

LUIGI LA SPINA per “La Stampa
CITTA’ DEL VATICANO
In queste calde serate, con le finestre del palazzo aperte, è possibile sentire il suono di un pianoforte che diffonde sul lago le note di Haydn, di Mendelssohn, di Mozart. E’ il Papa, dentro le mura di Castel Gandolfo, che si esercita nei passaggi più difficili tra le opere dei suoi autori preferiti.

Quest’anno le vacanze di Benedetto XVI, cominciate qualche giorno fa, non prevedono né passeggiate sui monti alpini, né incontri pubblici, ma una semiclausura, tra studio e musica, nella residenza estiva dei pontefici, eretta nel XVII secolo sulle rovine della grande villa dell’imperatore Domiziano, soprannominato «Nerone il calvo».

La scelta di chiudersi a Castel Gandolfo per preparare un’altra enciclica e scrivere un nuovo libro sull’infanzia di Gesù corrisponde alle predilezioni caratteriali di Joseph Ratzinger. Ma potrebbe anche essere assunta a simbolo di quell’assedio alla Chiesa nell’«annus horribilis» del suo pontificato. Un anno che, sul piano internazionale, ha visto l’estendersi dello scandalo sui preti pedofili dagli Stati Uniti a mezz’Europa e che, in Italia, ha coinvolto il Vaticano in brutte storie di complicità affaristiche nei casi Balducci, gentiluomo di Sua Santità, e nelle vicende legate all’attività della Congregazione di Propaganda Fide, quand’era diretta dal cardinale Crescenzio Sepe. (more…)

IL VATICANO SI FA LA SUA TELECOM. COSÌ INTERCETTARE IL PAPA SARÀ PIÙ DIFFICILE

luglio 11, 2010

FINO A QUANDO LA LINEA INTERNA È GESTITA DA TELECOM ITALIA, LA MAGISTRATURA PUÒ METTERE SOTTO ASCOLTO ANCHE I MINISTRI DI UNO STATO ESTERO QUAL È IL VATICANO – GIÀ OGGI LA SANTA SEDE HA TRE CENTRALI TELEFONICHE INSTALLATE IN PROPRIO AL DI LÀ DEI CONFINI, E NEL SOLO PALAZZO BELVEDERE CE NE È UNA DI ULTIMISSIMA GENERAZIONE – NON SOLO SVIZZERA, LO SCUDO FISCALE HA RIPORTATO CAPITALI ANCHE DALLO IOR – LO “STIPENDIO” DI BENEDETTO: 82 MILIONI E MEZZO DI DOLLARI L’ANNO (IN OPERE DI CARITÀ)

Nell’articolo: Il primo impianto telefonico automatico del mondo fu installato infatti da Giovanni Battista Manzi nella Biblioteca apostolica vaticana per collegare fra loro dieci postazioni. Era il 1886

Franco Bechis per Libero

Da settimane lavorano al progetto tecnico i vertici della Santa Sede e quelli del Governatorato della Città del Vaticano. Il Papa avrà forse entro quest’anno la sua Telecom privata con tanto di banda larga. La notizia è emersa ieri fra le righe del comunicato con cui il Vaticano ha dato notizia dello stato di salute delle sue finanze, al termine di tre giorni di riunione del Consiglio di cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede.

Nel comunicato si fa solo un cenno alla nascente Holy Telecom: «Nel periodo in esame il Governatorato, di concerto con la Santa Sede, ha avviato lo studio di una infrastruttura di comunicazione integrata che comprende i servizi di telefonia, internet, dati e video». Nulla di più, anche se fonti ufficiose vaticane spiegano che il progetto nasce da una doppia esigenza. La prima, squisitamente economica, è quella di abbattere le spese rispetto all’attuale contratto che lega il Governatorato a Telecom Italia.

ORECCHIE INDISCRETE
La seconda è invece più politica: con una propria rete di telefonia fissa e mobile e di trasmissione dati, il Vaticano riuscirà meglio a proteggere conversazioni e trasmissioni di dati sensibili. C’è quindi una questione di privacy da difendere e anche la necessità di garantire effettivamente quel che dovrebbe essere garantito in base alla legislazione internazionale e ai trattati con lo Stato italiano: l’immunità diplomatica di cardinali e funzionari e una richiesta di autorizzazione prima di intercettare le comunicazioni che partono da oltre Tevere. (more…)

Il nuovo amore del Vaticano? È per il nucleare

giugno 14, 2010

Sull’Avvenire la centrale di Flamanville, in costruzione sulla Manica, viene definita “modello per l’Italia”. E San Pietro si riempie di pubblicità Enel 

Nell’articolo: “Anche perché alcune strane coincidenze inducono pericolosamente in tentazione. Chi è stato il primo sponsor a materializzarsi sulle onde di Radio Vaticana? Enel. Di chi sono i mega pannelli su San Pietro? Enel. Chi è cliente della Mab.q? Enel. Così, a pensar male, verrebbe da dire che gli interessi del Vaticano e quelli della società oggi impegnata nel rilancio del nucleare siano avviati da qualche tempo a vivere una solida armonia d’intenti”

Chiara Paolin per “Il Fatto

“Aò, co’ tutti ‘sti cartelloni pare de sta’ all’Olimpico”. L’impagabile sintesi è del taxista che vi scodella in Piazza San Pietro. Simpatico, esperto, aggiunge: “Ormai tra seggiole, sbarre, maxischermi e pubblicità è come annà allo stadio, ‘na caciara”. Effettivamente la piazza su cui si affaccia Papa Ratzinger per dare le sue benedizioni ha un aspetto assai poco spirituale, e su tutto campeggiano enormi cartelloni pubblicitari. Del resto i tempi sono duri e gli introiti degli inserzionisti una necessità. Di tutto si occupa la Mab.q, agenzia di comunicazione con sedi a Roma, Milano e Parigi, super specializzata nel promuovere enti ed eventi religiosi. Il presidente Egidio Maggioni si presenta così: “Esistono molte possibilità di collaborazione tra il ‘mondo Chiesa’ e le aziende, che possono esplicarsi su diversi fronti di comunicazione, relativi all’apertura di nuove opportunità e canali commerciali proficui per entrambe le parti”. Ecco quindi le gigantografie a San Pietro, gli spot su Radio Vaticana, l’organizzazione di simpatiche iniziative come la Clericus Cup, campionato di calcio per prelati. (more…)

Cemento e affari immobiliari, l’altra vocazione del Vaticano

giugno 11, 2010

Un viaggio nell’Italia dei condoni e delle speculazioni edilizie, anche quelle della Chiesa. Lo hanno fatto Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiuolo e Ferruccio Sansa, autori di “La colata” (edizioni Chiarelettere). Del libro, in uscita oggi, pubblichiamo uno stralcio 

Nell’articolo: “Nella sua lettera ai sacerdoti della diocesi del 2008, Tartarotti ricorda che “uno dei fini dell’istituto è di mantenere il patrimonio già in possesso e di produrre il maggior reddito possibile”

da “Il Fatto

Palazzi, colonie, alberghi, ospedali, seminari, conventi. Nulla sfugge alla frenesia immobiliare della Chiesa: le parrocchie vendono i terreni ai costruttori, sotto i campi da calcio degli oratori si scavano autosilos. Un esempio: la trasformazione delle Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Un tesoro da 13 mila metri quadri di edifici e 70 mila di parco. Una volta ci andavano i bambini, ora si punta sugli affari. Un impegno finanziario da 50 milioni di euro, completamente coperto da un mutuo della Cassa di Risparmio di Genova con partner laici. La nuova vocazione parte da Genova e la Liguria, dove si sono ritrovati cardinali, manager e imprenditori, che il destino, la volontà di Dio o la finanza trasformano nei protagonisti del nuovo corso varato da Tarcisio Bertone e dai suoi fedelissimi. In Riviera la Curia si consola della crisi delle vocazioni con box e seconde case. Nascono preti-manager, come Pietro Tartarotti, “don Cento milioni”. Don Piero è laureato in Economia e presidente dell’Idsc, l’Istituto della diocesi di Savona per il sostentamento del clero. (more…)

E il duce (abbagliato) salì sul treno in corsa

giugno 9, 2010

Il 10 giugno 1940 l’Italia entrava in guerra

Nell’articolo: “Il Governo inglese si dimostrò poco propenso a fare concessioni all’Italia, non per miopia politica (come talora si è sostenuto) ma per una serie di considerazioni estremamente realistiche:  il duce – così si pensava – non poteva cambiare schieramento né restare per sempre fuori dalla guerra”

di Roberto Pertici per “L’Osservatore Romano
Il 10 giugno del 1940, l’Italia interrompeva la non belligeranza dichiarata il primo settembre dell’anno precedente ed entrava nel nuovo conflitto europeo. Si tratta della scelta più impegnativa e tragica che una sua classe dirigente abbia compiuto nel xx secolo, ma sul percorso che portò Mussolini e i suoi più diretti collaboratori a quel passo ancora ci si interroga. Non pochi presentano l’alleanza italo-tedesca come uno sbocco inevitabile dell’affinità ideologica dei due regimi, ma in realtà si trattò di una vicenda molto più complicata, legata a problemi geo-politici oltre che immediatamente ideologici, e che solo molto tardi giunse a un punto di non ritorno. In essa emergono nitidamente la mancanza di realismo, la sopravvalutazione del proprio peso nella politica internazionale, la colpevole sottovalutazione dell’impreparazione militare del Paese, che contrassegnarono allora la politica del duce:  limiti ancor più inescusabili in chi faceva sfoggio continuo di “realismo” e di “spirito guerriero”. (more…)

Ariani? No, lillipuziani

maggio 23, 2010

di Marco Impagliazzo per “Avvenire

Il 1938 fu un anno di scontro tra Chiesa e fascismo. L’avvicinamento dell’Italia alla Germania nazista e l’adozione di una legislazione antisemita provocarono quella che Andrea Riccardi ha definito una «disaffezione» dei cattolici verso il fascismo. In quell’anno terribile per l’ebraismo europeo, con il varo di leggi razziali in Italia, Ungheria, Romania e Austria annessa al Terzo Reich, vi fu una contrapposizione prolungata tra Pio XI e Mussolini. Il primo intenzionato a non cedere sulle questioni di principio, quali l’unità del genere umano e il rifiuto del razzismo; il secondo irritato da quella che considerava un’ingerenza della Chiesa in questioni politiche. 

Proprio il 1938 è il fulcro delle vicende narrate nel recente volume di Valerio De Cesaris Vaticano, fascismo e questione razziale (Guerini, pp. 288, euro 23,50). Il libro, che si basa su lunga ricerca d’archivio, descrive sia le reazioni del mondo cattolico italiano alla campagna antisemita del fascismo, sia il confronto diplomatico tra governo e Santa Sede sulla questione razziale. Ne emerge un quadro ampio, in cui le prese di posizione contro l’antisemitismo non furono poche e isolate come si potrebbe credere.  (more…)

VATICAN CONFIDENTIAL

maggio 19, 2010

LE RELAZIONI DEI SERVIZI SEGRETI DI SUA MAESTÀ ELISABETTA NELL’ESTATE DEI TRE PAPI – DALLA MORTE DI PAOLO VI ALL’ASCESA DI WOJTYLA (PASSANDO PER LA MORTE IMPROVVISA DI LUCIANI), I COMMENTI SPESSO PROFETICI DEGLI AGENTI SUL CAMPO – “L’ELEZIONE DEL PAPA POLACCO AVRÀ RIPERCUSSIONI IN TUTTO L´EST EUROPA INCORAGGIANDO I DISSIDENTI” – PISSI-PISSI DAL CONCLAVE: “BENELLI L´HA FATTA SPORCA: SIRI FURENTE HA CHIESTO AI SUOI DI NON VOTARLO. A QUESTO PUNTO È EMERSO IL NOME DI WOJTYLA…”

Marco Ansaldo per “la Repubblica

«Da Geoffrey A. Crossley, ambasciatore britannico presso la Santa Sede, Roma, a David Goodall, Foreign and Commonwealth Office, Londra. 11 ottobre 1978. “Il prossimo Papa”. Confidenziale, Fco 33/3787. “Il nuovo conclave comincia il 14 ottobre. A mio parere, è possibile che la riunione, questa volta, voglia prendere in considerazione un candidato più giovane, al di sotto cioè del limite dei 65 anni, se non dei 60. Per quanto riguarda la lista dei candidati non italiani, l´età porterebbe ad escludere, in base al suddetto ragionamento, König e Suenens.

La forte spiritualità del cardinale Hume è stata messa in evidenza, ma si tratta, relativamente, di un nuovo arrivato. Si parla bene di Gantin, ma c´è da chiedersi se il mondo sia pronto per un Papa nero. Non ho inserito Lorscheider: presumibilmente, il suo recente infarto lo esclude dai giochi. Rimangono Wojtyla, che non è molto noto, Willebrands e Pironio”».

«Da Crossley all´Fco. “Il prossimo Papa”. Telegramma n.29. Ore 14,45, 11 ottobre 1978, Riservato, Fco 33/3787. “A parte König e Suenens, fino a questo momento sono stati fatti i nomi di Willebrands (69 anni, Utrecht), Wojtyla (58 anni, Varsavia), Pironio (58 anni, proveniente dalla Curia), Gantin (56 anni, Curia) e Hume (55 anni, Westminster)”». (more…)

“Il N. Y. Times non è anti-cattolico, sugli scandali Vaticano reticente”

aprile 26, 2010

Usa, l’articolo del garante dei lettori del quotidiano: “La Curia ha insabbiato”. “Il gornale ha il dovere di seguire le vicende fin dove conducono, anche alla porta del Papa”

di Clark Hoyt

UN ALTO esponente del Vaticano ha dichiarato che il New York Times “pecca di scorrettezza quando tratta di Papa Benedetto”. L’arcivescovo di Brooklyn ha esortato i suoi parrocchiani a tempestare il giornale di messaggi accusandolo di accanirsi contro la chiesa cattolica. Anche i lettori del Wall Street Journal e di altre pubblicazioni hanno attaccato il quotidiano. Centinaia di persone hanno scritto anche a me.

Il New York Times non è certo l’unico tra i giornali mondiali ad essersi occupato dello scandalo degli abusi sessuali nella chiesa cattolica, che recentemente ha toccato anche l’arcidiocesi tedesca un tempo di papa Benedetto XVI. Ma è stato in particolare un articolo del mese scorso a toccare un nervo scoperto. Sulla base di documenti giudiziari, il quotidiano è entrato nel merito di come gli esponenti della chiesa locale e il Vaticano gestirono il caso di un prete di Milwaukee accusato di aver molestato addirittura 200 bambini sordi. E ha affermato che alti esponenti del Vaticano, tra cui l’allora cardinale Joseph Ratzinger, non intervennero riducendo Padre Lawrence Murphy allo stato laicale, nonostante i ripetuti appelli dei vescovi americani, secondo i quali la mancata punizione avrebbe messo in imbarazzo la chiesa. (more…)

Il Vaticano torna in banca a 30 anni dal crac dell’Ambrosiano

aprile 13, 2010

Di Gianluigi Nuzzi-  Chissà, magari tornano i momenti d’oro degli anni Cinquanta quando Beniamino Nogara aveva trasformato lo Ior, l’Istituto opere di religione del Vaticano in un’impenetrabile slot machine capace di moltiplicare gli investimenti della Santa Sede. Tanto da tenere tra il 2 e il 5% del mercato azionario italiano: «Dopo Gesù Cristo – stabilì il cardinale del triangolo con Cia e Dc Francis Spellman da New York – la cosa più grande capitata alla Chiesa Cattolica è Nogara».

Beniamino Nogara

 Deve essere così, non c’è dubbio. Deve essere così se la segretissima banca del Papa, l’unica entro le mura leonine,  ha appena sottoscritto un prestito obbligazionario da 100 milioni a 18 mesi con una clausola illuminante. Se lo Ior del neo presidente Ettore Gotti Tedeschi non porterà all’incasso questo bond verrà trasformato nel 2,3% della Carige. Dopo il crac dell’Ambrosiano, la morte di Roberto Calvi, ammazzato chissà dove e fatto trovare penzolante sotto il ponte dei Frati Neri,  lo Ior non aveva più giocato con le partecipazioni bancarie, se non per ricucire ferite profonde. Lo scempio della banca di Calvi, la sequenza di suicidi, omicidi, morti sospette (Papa Luciani, Calvi, Sindona, Ambrosoli) e la saldatura con la finanza cattolica lombarda avevano fatto assumere allo Ior di Angelo Caloia posizioni meno aggressive se non meno evidenti al monopoli dell’azienda Italia.

Ora invece, si dà il tempo a Gotti Tedeschi di salire in sella e addentrarsi nelle segrete cose della banca, con la benedizione del segretario di Stato Tarcisio Bertone e poi a fine 2011 si vedrà se questa mossa s’ha da fare. (more…)

Vaticano, il male nascosto

marzo 16, 2010

di Barbara Spinelli, da La Stampa, 14 marzo 2010

Nel raccontare lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Stevenson descrive la doppia presenza, nell’essere umano, del bene e del male. Le due forze si affrontano, e se alla fine è la parte malvagia a vincere non è perché l’eccelsa viene travolta. Il duello non è fra eccelso e abietto, ma fra l’impeto ardente del male e l’inerzia, la scarsa ambizione, l’energia spenta della parte ritenuta buona. Il male trabocca in Jekyll perché Jekyll è un uomo onorato ma mediocre. Perché non ha combattuto il male ma lo ha semplicemente nascosto (di qui il nome Hyde). Così i crimini di pedofilia di tanti uomini di Chiesa: per decenni sono stati nascosti, più che combattuti. A volte sono stati anche protetti: il prete pedofilo che fu spostato nel 1980 da Essen a Monaco, quando Ratzinger era arcivescovo di Monaco e Freising, fu di fatto immunizzato. Non venne allontanato dalle mansioni ecclesiastiche neppure quando, nell’86, un tribunale lo condannò per abuso di minorenni.

Ancor oggi cura le anime in una comunità bavarese, nonostante l’offensiva contro la pedofilia iniziata nel frattempo da Ratzinger divenuto Papa. Il prete bavarese non è un caso unico, dicono le cronache da mesi e anni. Se il male s’estende dall’Irlanda alla Germania, all’Austria, all’Olanda, è perché i sosia malvagi di tanti sacerdoti erano più forti e vitali di una Chiesa inerte. Così vasto è l’evento, che nessun commento pare all’altezza. Non mancano parole di contrizione, dolore. Spesso il male è deplorato, ma non la sua radice. Non la mediocrità, che ha consentito all’infamia di sopraffare e le ha risposto con l’occultamento anziché con la verità. In Germania si promettono tavole rotonde: questo sotterfugio dell’astuzia politica che trasforma fatti e misfatti in dibattiti di idee. Il più mediocre dei sotterfugi, e il più lontano dalla conversione. Sono simili stratagemmi a colpire, più ancora di crimini che non sono nuovi, in comunità che cercano il male fuori e non dentro di sé. Quel che veramente disorienta, nella reazione di tanti prelati, è il tono con cui il male viene discusso: allarmato, sì, ma non sconvolto. (more…)

Bombe sul Vaticano

marzo 15, 2010

Una testimonianza del 1943

di Lina Vagni Sansone

Come testimone oculare – nella mia infanzia vissuta nel trascorso periodo bellico – ricordo un gravissimo episodio avvenuto il 5 novembre 1943 alle ore 23.30 in una notte di plenilunio che – nonostante l’oscuramento vigente su Roma “città aperta” – illuminava a giorno la cupola della basilica di San Pietro. Cupola ben visibile dalle finestre della nostra abitazione di Largo Trionfale, situata a circa cinquecento metri dalle Mura Leonine e che è rimasta ben impressa nella mia memoria insieme ai drammatici avvenimenti che seguirono. (more…)

I Gentiluomini del Papa, lustrini e croci come a corte

marzo 5, 2010

I Gentiluomini di Sua Santità sono dignitari di corte: la Corte Pontificia non c’è più, ma loro ci sono sempre e — anzi — hanno cominciato a esistere, con questo nome, proprio quando la Corte fu abolita da quel «modernista» di Paolo VI nel 1968, data simbolica se altra mai. Misteri del Vaticano, dove i nomi durano più delle cose e a volte si cambia il nome per non cambiare la cosa. Il presidente americano George W. Bush saluta i Gentiluomini di Sua Santità nel 2007. La dicitura ufficiale li qualifica come «dignitari laici della Famiglia Pontificia». Per Famiglia Pontificia si intende il giro più stretto, si direbbe «quotidiano», dei collaboratori del papa. Ne fanno parte personaggi importanti, come il Sostituto alla Segreteria di Stato e il Segretario per i rapporti con gli Stati; altri meno importanti, come i cerimonieri; e altri senza alcuna importanza e però più numerosi e tra questi i Gentiluomini. (more…)

Se un esorcista in Vaticano scopre di avere molto da fare

febbraio 28, 2010

Escono le “memorie” di padre Gabriele Amorth. Storie curiose e un monito alla chiesa che non crede più a Satana

Satanisti in Vaticano? “Sì, anche in Vaticano ci sono membri di sètte sataniche”. E chi vi è coinvolto? Si tratta di preti o di semplici laici? “Ci sono preti, monsignori e anche cardinali!”. Mi perdoni, don Gabriele, ma Lei come lo sa? “Lo so dalle persone che me l’hanno potuto riferire perché hanno avuto modo di saperlo direttamente. Ed è una cosa ‘confessata’ più volte dal demonio stesso sotto obbedienza durante gli esorcismi”. Il Papa ne è informato? “Certo che ne è stato informato! Ma fa quello che può. E’ una cosa agghiacciante. Tenga presente poi che Benedetto XVI è un Papa tedesco, viene da una nazione decisamente avversa a queste cose. In Germania infatti praticamente non ci sono esorcisti, eppure il Papa ci crede: ho avuto occasione di parlare con lui tre volte, quando ancora era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Altroché se ci crede! E ne ha parlato esplicitamente in pubblico parecchie volte. Ci ha ricevuto, come associazione di esorcisti, ha fatto anche un bel discorso, incoraggiandoci e elogiando il nostro apostolato. E non dimentichiamo che del diavolo e dell’esorcismo moltissimo ne ha parlato anche Giovanni Paolo II”. Allora è vero quello che diceva Paolo VI: che il fumo di Satana è entrato nella chiesa? “E’ vero, purtroppo, perché anche nella chiesa ci sono adepti alle sètte sataniche. Questo particolare del ‘fumo di Satana’ lo riferì Paolo VI il 29 giugno 1972. Poi, siccome questa frase ha creato uno scandalo enorme, il 15 novembre dello stesso 1972 ha dedicato tutto un discorso del mercoledì al demonio, con frasi fortissime. Certo, ha rotto il ghiaccio, sollevando un velo di silenzio e censura che durava da troppo tempo, però non ha avuto conseguenze pratiche. Ci voleva uno come me, che non valeva niente, per spargere l’allarme, per ottenere conseguenze pratiche”. (more…)

Oltre mille anni di reciproca considerazione

dicembre 10, 2009

I rapporti diplomatici tra Santa Sede e Russia

di Aleksej Judin
Università Umanistica di Mosca
Il punto di partenza nello sviluppo delle attuali relazioni fra Santa Sede e Russia si può ritenere a ragione il 1990, anno di cambiamenti nella vita politica e sociale della Russia in fase di perestrojka, e penultimo anno di esistenza dell’Urss. Proprio in quell’anno fra le parti fu raggiunto l’accordo di conferire un carattere ufficiale alle relazioni vaticano-sovietiche. Questa storica decisione fu resa possibile da un altro avvenimento epocale:  l’incontro tra Papa Giovanni Paolo II e il presidente dell’Urss Michail Gorbaciov. Durante questo incontro in Vaticano il 1° dicembre 1989, pochi giorni dopo il crollo del muro di Berlino, Gorbaciov invitò ufficialmente Giovanni Paolo II a visitare l’Urss.
La storia delle relazioni diplomatiche tra la Russia e la Santa Sede risale tuttavia molto più indietro, alle origini dell’esistenza dello Stato russo. Le Cronache testimoniano che l’anno stesso del Battesimo della Rus’ (988), il gran principe di Kiev Vladimir ricevette alcuni legati papali. I contatti tra la Rus’ moscovita e la Santa Sede assunsero stabilità dalla metà del XIV secolo, e proprio attraverso di essi nel 1472 ebbe luogo un avvenimento carico di conseguenze per la storia russa, il matrimonio tra il gran principe di Mosca Ivan iii e la principessa bizantina Sofia (Zoe), nipote dell’ultimo imperatore bizantino Costantino XI Paleologo. Le nozze di Sofia, educata alla corte romana, furono proposte e benedette da Papa Paolo II. Gli ambasciatori dei Papi Pio V e Gregorio XIII visitarono regolarmente Mosca. Un episodio centrale nelle relazioni tra Mosca e il Vaticano all’epoca di Ivan iv fu la mediazione diplomatica della Santa Sede nella guerra di Livonia (1558-1583), in cui assieme alla Russia erano coinvolte Polonia e Svezia. Grazie al gesuita Antonio Possevino, ambasciatore della Santa Sede, nel gennaio 1583 venne concluso un trattato di pace tra il regno moscovita e la Rzeczpospolita. (more…)

Il Vaticano contro i Balilla

ottobre 28, 2009
images«Sarebbe in preparazione un progetto di legge che istituirebbe un Ente Nazionale per l’educazione civile e morale della gioventù. Si parla anche di assistenza religiosa che sarebbe fatta da speciali cappellani. 1) Quali garanzie potrà dare un tale ente statale per la formazione morale dei giovani? 2) Come mai un Consiglio dei Ministri preannunzia la nomina di futuri cappellani? Non spetterebbe questa, nel caso, alle autorità ecclesiastiche? E queste sono state interrogate se intendano o no procedere all’assegnazione dei cappellani in parola? È stato comunicato alle legittime autorità ecclesiastiche il testo del progetto di legge, unica base per stabilire se convenga o meno dare cappellani all’ente suddetto?… 3) E questi cappellani dovranno limitarsi alla sola assistenza religiosa? Non è inoltre loro compito esclusivo (e non di enti statali) anche la formazione morale? 4) Quali saranno le conseguenze di simili provvedimenti sulle organizzazioni giovanili cattoliche? Tutti questi dubbi lasciano in grave preoccupazione». (more…)

PAPA HITLER

ottobre 15, 2009

imagesUN DOCUMENTO SVELA CHE IL FÜHRER VOLEVA OCCUPARE LA SANTA SEDE MA RINUNCIÒ ALL’ULTIMO – AVREBBE STANATO “QUEL BRANCO DI PORCI” , RAPITO IL PAPA E DEPREDATO IL SUO ARCHIVIO DI DOSSIER RISERVATI – IL DUCE NON VENNE “DEPOSTO” MA SCELSE DI DIMETTERSI…

Roberto Festorazzi per “Libero

 

L’abortita invasione nazista del Vaticano, che fu pianificata nell’estate del 1943 senza mai essere portata a compimento, viene ora alla luce in tutti i suoi dettagli impressionanti grazie a un documento inedito quanto clamoroso. Una carta scampata alla distruzione e alla sistematica sparizione-predazione di tutti i documenti politici e militari del Terzo Reich. Un solo foglio, ma pesante come un macigno, appartenente ai dossier più segreti degli apparati di intelligence dell’Alto Comando della Wehrmacht (O.K.W.).

Questo documento dimostra in modo inequivocabile che il Führer voleva occupare la Santa Sede con un brutale atto di forza e che solo all’ultimo istante, tra il 26 e il 27 luglio 1943, decise di rinunciarvi. Si tratta sostanzialmente di una mappa della Città del Vaticano, contenente l’indicazione dei punti strategici da conquistare attraverso un blitz. La cartina in scala, evidentemente, non venne realizzata a fini turistici, essendo redatta su carta intestata dei servizi segreti militari del Supremo Comando della Wehrmacht. (more…)

Hitler: del Vaticano me ne infischio

ottobre 1, 2009
RCB-F-014503-000025 luglio 1943. Mussolini è caduto e Badoglio afferma – a parole – di voler continuare la guerra. Il Führer ancor ignaro dell’arresto del Duce (ma già il giorno dopo, saputolo, dirà: «Lo porto fuori subito con i para­cadutisti »), non si fida di colui che ri­tiene «il nostro più acerrimo nemico». Ordina subito l’occupazione di Roma (come accadrà dopo l’8 settembre). «Prepareremo tutto per impadronirci fulmineamente di tutta questa genta­glia, per far piazza pulita di tutta quel­la marmaglia. Domani manderò giù un uomo che dia ordine al comandan­te della 3ª divisione corazzata grana­tieri di entrare seduta stante a Roma con un gruppo speciale, di arrestare subito tutto il governo, il re, tutta la banda, soprattutto di arrestare subito il principe ereditario e di impadronirsi di questa canaglia, soprattutto di Ba­doglio e di tutta quella gentaglia». (more…)

Vaticanismi

settembre 30, 2009

Ruini2Perché il Progetto culturale di Ruini è essenziale e non c’è alcun piano B della Cei

“Il Progetto culturale, tuttora vivo e attivo, non è portato avanti con la stessa convinzione”, anzi c’è “un’inspiegabile freddezza a livelli anche alti della gerarchia”. Così il giudizio tagliente e accorato, sul Foglio di ieri, del vaticanista Sandro Magister. Il lento cambio della guardia ai vertici della chiesa italiana, fattosi burrascoso dopo la drammatica vicenda Boffo, ha posto all’ordine del giorno, non solo ecclesiale, il tema di una presunta “crisi” – o addirittura del possibile abbandono – del Progetto culturale della chiesa italiana, varato nel 1994 proprio da Ruini. Abbandono smentito in realtà non solo dalle dichiarazioni ufficiali ma anche dai fatti (l’imminente convegno su Dio), ma che, se fosse vero, dovrebbe porre un’altra domanda: la chiesa italiana ha pronto un “piano B”, ovvero un “progetto” differente? L’impostazione del problema non convince appieno Luigi Accattoli, decano dei vaticanisti, che prova ad allargare la veduta: “Non bisogna confondere quello che è un cambio avvenuto nel governo della chiesa italiana con una presunta crisi del progetto culturale, che invece non c’è. (more…)

Quella mano tesa dal Vaticano a Mosca

settembre 25, 2009

222q05a3di Roberto Pertici

Nell’anno precedente il patto Ribbentrop-Molotov del 23 agosto 1939 l’Unione Sovietica fu assente dalla “grande politica” europea. Anche l’offensiva di pace vaticana del 3 maggio di quell’anno, di fatto, la escludeva, rivolgendosi solo a Francia, Gran Bretagna, Polonia, Italia e Germania, anche perché – ricordavo – a questa data la Santa Sede non intratteneva rapporti diplomatici con la Russia di Stalin. Eppure nei mesi precedenti, si erano verificate da parte vaticana alcune avances, certo cautissime e del tutto informali, per saggiare le possibilità di un qualche contatto con quel Paese.
Si tratta di una vicenda per molti aspetti ancora da approfondire, ma non priva di significato se la si proietta nel quadro della politica vaticana degli ultimi mesi del pontificato di Pio xi:  nota fin dagli anni Settanta soprattutto grazie alle ripetute rievocazioni di uno dei suoi protagonisti, il dirigente del Partito comunista italiano Ambrogio Donini (I comunisti e la Chiesa di fronte alla guerra, in “Il Calendario del popolo”, XXVII, 1971, pp. 265-278), non mi sembra che abbia trovato posto nelle più recenti ricostruzioni di quei drammatici mesi, eppure – lo ripeto – è rivelatrice delle preoccupazioni e delle ansie che percorsero i vertici vaticani nel periodo che va dalla visita di Hitler in Italia nel maggio 1938 alla morte del Papa il 10 febbraio dell’anno successivo. (more…)

“SU QUESTO MATTONE COSTRUIRÒ LA MIA CHIESA”

settembre 22, 2009

imagesLA VERA RICCHEZZA DEL VATICANO? I BENI IMMOBILI: IN TUTTA ITALIA 26.470 VANI PER UN VALORE DI QUASI 3 MLD E UNA RENDITA DI 33,5 MLN L’ANNO – LA CRISI SENTITA ANCHE OLTRETEVERE, IN PARTICOLARE AI MUTUI DELL’IMMOBILIARE DI SAN GIOVANNI ROTONDO…

Franco Bechis per “Libero”

È il mattone il vero bene rifugio del Vaticano. Vale infatti quasi tre miliardi di euro il patrimonio immobiliare della Santa Sede, circa dieci volte il bilancio annuale del piccolo Stato guidato da Papa Benedetto XVI.

È costituito per la maggiore parte da immobili strumentali e non (sedi di congregazioni e uffici, abitazioni, box auto, ospedali e case di cura e di riposo) controllate in modo diretto o indiretto dall’Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolica) e per un valore assai minore, poco meno di 60 milioni di euro, da terreni di diversa natura: pascoli, ad uso seminativo, vigneti e frutteti. (more…)

L’ORO DEL PAPA

settembre 18, 2009

imagesOrazio La Rocca per “la Repubblica”

Scatta oggi allo Ior, l´Istituto opere di religione, l´«operazione trasparenza» voluta da papa Ratzinger e dal suo braccio destro, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. E per i vertici della banca vaticana spira aria di ribaltone. A partire dal presidente Angelo Caloia, che potrebbe essere sostituito con circa due anni di anticipo rispetto alla scadenza del mandato, fissata per contratto al 14 marzo 2011.

 

Il professor Caloia è da 20 anni al comando della struttura operativa dello Ior, il Consiglio di Sovrintendenza, col «grado» di presidente. Incarico a cui fu chiamato nel 1989, su designazione di Giovanni Paolo II per sostituire l´allora presidente, l´arcivescovo americano Paul Marcinkus, travolto dallo scandalo dell´ex Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. (more…)

E così i rapporti tra il Cav. e la chiesa sono di nuovo infeltriti

agosto 31, 2009

imagesLa Perdonanza può attendere. Rimini, L’Aquila, la Padania e il Giornale. Montagne russe tra Pdl e Cei. Berlusconi: “Rispetto per la vita privata”

La Perdonanza può attendere. La partecipazione di Silvio Berlusconi venerdì scorso all’Aquila alla festa celestiniana, comprensiva di cena con il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, avrebbe dovuto sancire, con un pizzico di quella teatralità che tanto piace al premier, l’armonia ritrovata – o ancor meglio il rafforzamento dell’alleanza – tra la maggioranza di governo e la gerarchia cattolica. Qualcosa, all’ultimo momento, dev’essere andata decisamente storta. L’“affaire Dino Boffo”, fatto esplodere venerdì da Vittorio Feltri con due articoli sul Giornale che attaccavano il direttore dell’Avvenire su una grave questione di moralità privata (sfociata in una vicenda giudiziaria) che ha chiamato in causa direttamente i vertici della Cei, rischia di incrinare in profondità quella “cordiale intesa” che finora ha retto anche a qualche tensione. (more…)

Tutte le mosse del Vaticano per fermare la guerra

agosto 24, 2009
imagesDa Castelgandolfo il 24 agosto 1939, con un radiomessaggio, Pio XII si rivolgeva ai governanti e ai popoli di tutto il mondo con un caldo, accorato, sofferto appello. «È con la forza della ragione, non con quella delle armi, che la giustizia si fa strada. E gli imperi non fondati sulla giustizia non sono benedetti da Dio. La politica emancipata dalla morale tradisce quegli stessi che così la vogliono… Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra». Nella sua voce – avrebbe scritto un settimanale cattolico, interpretando un comune sentimento – , si esprimeva «la voce della cristianità, anzi la voce stessa dell’umanità». Quella affermazione sintetica, sulla pace e sulla guerra, sarebbe diventata la cifra (quasi uno slogan) più volte ripresa in più occasioni di un pontificato difficile come era stato, nel corso della Grande Guerra, quella di «inutile strage» di Benedetto XV. Entrambe senza alcuna conseguenza positiva. Anzi sarebbero state accolte, per i due Papi, con disappunto, con protervia anche. (more…)

CHI FA LA SPIA (IN VATICANO) NON È FIGLIO DI MARIA MA DEL KGB COMUNISTA

luglio 29, 2009

imagesRECLUTATI PRETI, MONACI, MONSIGNORI, GUARDIE SVIZZERE TRA GLI AGENTI INFILTRATI – UN EX DELL’INTELLIGENCE USA SVELA LA GUERRA SEGRETA DELL’URSS CONTRO IL PAPA – “GIOVANNI PAOLO II HA SEMPRE SAPUTO CHE L’ORDINE DELL’ATTENTATO VENNE DA MOSCA”

Maurizio Molinari per “La Stampa”

Un monsignore 007 al fianco di Agostino Casaroli, un traduttore infiltrato nella redazione dell’Osservatore Romano, un prete cecoslovacco sedotto da un’avvenente fanciulla reclutata dal Kgb, l’attentato a Wojtyla suggerito dalle alte sfere del Pcus e una miriade di altri aneddoti che raccontano la guerra segreta dell’Unione Sovietica contro il Vaticano: di questo parla Spies in the Vatican, 296 pagine di cronache top secret pubblicate da «Pegasus» e confezionate da John Koehner, ex ufficiale dell’intelligence dell’esercito americano che negli anni Ottanta fu consigliere del presidente Reagan. (more…)

Il Vaticano riabilita Calvino

luglio 3, 2009

A5XP1K0CA9JLOFQCA8CDOEZCAMOFD3ZCA3GPI7NCA5IMKCBCA6BGSDNCATTM8D3CAJE8YQ2CA6IE228CAI2V0M7CA8EH32DCAYTIAJSCA2JW08ACARXAUOMCA659LKFCABOH8K5CALYR97GCANMLAPK“Straordinario riformatore”. L’elogio sulla prima pagina dell’Osservatore romano

GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO
«Calvino meglio di Lutero». Il Vaticano «riabilita» il Grande Eretico nel cinquecentenario della sua nascita. Sulla prima pagina dell’Osservatore romano, l’accademico di Francia Alain Besançon elogia lo «straordinario» riformatore. «Malgrado la violenza delle polemiche rivolte contro di lui, Calvino è un cristiano – riconosce il quotidiano della Santa Sede – . L’organizzazione calvinista è una creazione geniale, capace di adattarsi alla monarchia, spingendola verso l’accettazione della rappresentanza, al patriziato delle città moderne, alle repubbliche aristocratiche e a quelle democratiche. Resiste a tutti i cambiamenti e le rivoluzioni della modernità. La sua superiorità storica, la sua efficacia sono evidenti, se paragonate alla rigidità autoritaria del mondo luterano e all’antica organizzazione cattolica così difficile da muovere». (more…)