Posts Tagged ‘Virginia Woolf’

La quarta Virginia: l’arte di recensire

ottobre 18, 2011

Virginia Woolf VOLTANDO PAGINA curato da Liliana Rampello, Saggiatore

È lei la vera regina della critica del ’900

Pietro Citati per “Il Corriere della Sera

Non so per quale ragione, siamo abituati a considerare Virginia Woolf come autrice di un’opera bella e intensa, ma gracile e breve. Non c’è errore peggiore. Malgrado le angosce, le malattie, le depressioni, i mesi passati in clinica psichiatrica, il tempo dedicato alla mondanità e alla conversazione, la Woolf ha scritto un’opera immensa, che non avremmo torto a paragonare a quelle di Balzac e di Tolstoj.

Esistono diverse scrittrici che portavano il nome di Virginia Woolf. In primo luogo, l’autrice di lettere (sei enormi volumi), che scriveva con inimmaginabile felicità: «Sono una chiacchierona vera e propria», diceva, «schiamazzo come una cacatoa rosa e gialla». Quale velocità febbrile, quale dedizione ai colori e alle superfici del mondo, e a tutte le persone incontrate, alle quali non poteva mai negare un abbraccio. Corteggiava il mondo, e voleva essere corteggiata dal mondo. Le sue lettere scintillavano, civettavano, figlie dell’eccitazione e del capriccio: (more…)

Diari di viaggi di Virginia Woolf, un amore per l’Italia

ottobre 18, 2011

Virginia Woolf

Luciana Baldrighi per “il Giornale

Colpita dal giallo milanese delle sue abitazioni raccolte dentro le mura, da una Firenze dai sapori dei film di Jeames Ivory, dove conosce l’importante storico dell’arte americano Bernard Berenson, da una Perugia con una Cattedrale in festa e da Assisi custode di tesori medioevali e gotici, la scrittrice inglese Virginia Woolf (1882-1941) nel suo “Diari di viaggi” (Mattioli Editore, Euro 17,90. Pag.118), oltre al Belpaese mette a fuoco una Grecia “povera, sporca, ma sacra”.

Stiamo parlando di un viaggio che la scrittrice compie tra il 1906 e il 1909, a tappe convinta osservatrice e puntigliosa cronista già in giovane età, perché quando la Woolf intraprese questa vacanza con la sorella Vanessa e l’amica Violet Dickinson (insieme sbarcano a Patrasso) era poco più di una ragazzina. A restituirci le pagine di quel garbato ma preciso taccuino conservato alla British Library, in edicola tra pochi giorni, è stata la cura e la traduzione eccellente di Francesca Losi e Alessandra Repossi.

Siamo nel mese di settembre e la woolf decide di vedere e cercare di comprendere la “cultura classica” dalle sue radici, con lo spirito di chi posa un piede sopra una pietra sacra, proseguendo fino a Costantinopoli. A causa di una malattia della sorella le donne rientrano in patria per poi ripartire il settembre successivo puntando direttamente su Milano. Una città che la scrittrice definì “sobria, ricca di sorprese, ma polverosa…”, che cosa intendesse esattamente possiamo immaginarlo. Ma ciò da cui la Woolf viene più colpita è l’Umbria e la Toscana dai sapori casereci e dai palazzi importanti tutti illuminati e le strade piene di bandiere.

Un’Italia ai nostri occhi scontata ma certamente da rimpiangere. Nonostante la scrittrice si trovasse un Paese pieno di mendicanti, ebbe l’impressione di una popolazione dal carattere contento e predisposta alla felicità, all’allegria. L’armonia che davano i bambini che giocavano cantando spensierati nei giardini, anche se vestiti un po’ da straccioni, gli odori e i sapori mediterranei, l’energia positiva che emanava la gente la colpirono profondamente e le permisero di esprimersi con la massima poesia di cui la scrittrice è sempre stata maestra.

Nelle pagine riguardanti il Duomo di Siena, si sofferma sulla liturgia del clero e a Fiesole non manca di parlare della Contessa Angelica Ramponi: “La contessa è una celebrità anglo-italiana…, una donna massiccia, robusta, quasi tracagnotta con le sue guance di rosso scuro, segnate da un morso di un cane, gli occhi sporgenti…nell’insieme ha un aspetto vigoroso, imperioso e perspicace al temo stesso”. Insomma, com’era bella l’Italia di cento anni fa e la culla della cultura classica, la Grecia quasi sua gemella.

Nei taccuini la Woolf non si cura di aggettivi forti, aggettivi ripetuti, ma la scrittura non fa una grinza, è precisa e sciolta. Ne emerge un ritratto vero dell’Italia e dell’autrice, in tutti i suoi stati d’animo e persino nei suoi sensi.

In viaggio con Virginia

ottobre 11, 2011

Virginia Woolf

Lara Ricci per “Il Sole 24 Ore

«Nel pomeriggio ci siamo messi in cammino per andare a scavare su una collina che aveva già fruttato un braccio o una gamba o una colonna di marmo sbozzato. Non ci voleva davvero un occhio da archeologo per vedere che la collina prometteva bene, poiché era sagomata e dotata di un contrafforte, e l’occhio di chi ricordasse Micene avrebbe potuto suddividerla in sale e palazzi». Piccone in pugno, la donna che va a caccia di membra scolpite non è in effetti un archeologo, ma un’aspirante scrittrice di 24 anni, Virginia Stephen, destinata a diventare famosa con il cognome dell’uomo che avrebbe sposato sei anni più tardi: Leonard Woolf. «Chi ha visto il luogo non può certo negare che vi siano dei tesori; ma il greco che brandiva la vanga ha professato un interesse molto cinico per le nostre attività. Per quale ragione, diceva tra sé, dissotterrare pietre quando potresti estrarre patate?». Diari di viaggio, i suoi, mai rivisti, che oggi sono anche un itinerario a ritroso nel tempo. (more…)

«Vi racconto la vera vita di mia zia Virginia Woolf»

settembre 9, 2011

Virginia Woolf

da “il Giornale

Per sua nipote, Virginia Woolf era diversa da come siamo abituati a pensarla. Sugli anni della sua giovinezza, Angelica Garnett – classe 1918, e figlia dell’amata sorella Vanessa, oggi al Festival di Mantova – ha sentito il bisogno di tornare con l’ultimo libro, La verità nascosta (La tartaruga). Le contraddizioni di Virginia sbocciano dalla duplicità della sua appartenenza; da una parte al XX secolo, dall’altra al mondo vittoriano che le è necessario (e doloroso) esplorare come nocciolo dell’opera e della vita. «Ma dipingere una Virginia cupa, preda della sua follia, è facile come fare un torto al suo coraggio. Nonostante, anzi a causa di quei momenti, Virginia amava la vita. E aveva una grande dignità». (more…)

Virginia Woolf autodidatta? No, una secchiona in storia

marzo 26, 2011

Erudita, allusiva, complessa: ecco l’inedito ritratto che emerge dalle ultime ricerche degli esperti. In barba ai biografi “ufficiali”

Stefania Vitulli per “Il Giornale

La fine è nota: il 28 marzo 1941 Virginia lasciò dietro di sé quanto riteneva indispensabile: due brevi note, il marito Leonard e Monk’s House. E camminò verso il fiume Ouse. In tasca, pietre. Nel cuore, quello che sarebbe divenuto uno dei più famosi suicidi della storia della letteratura. Entrò nel fiume e si annegò. «Amava i prati umidi/ le colline erbose, i suoi amici, i suoi libri, i suoi ricordi/ La stanza che era per sé sola… Ora è andata nel più superbo mondo dell’immortalità», scrisse sull’Observer di quei giorni Vita Sackville-West nella poesia In memoriam, il primo ricordo della scrittrice inglese che cambiò per sempre il modo di narrare del Novecento, facendo del «flusso di coscienza» di Mrs. Dalloway, Gita al faro, Orlando, uno degli stili più amati e copiati di quel secolo e del nostro. (more…)

Henry James, un americano a Londra

marzo 11, 2011

Ecco l’ “Autobiografia degli anni di mezzo” dell’autore newyorkese con la prefazione di Virginia Woolf. Un giovanotto di talento e belle speranze a colloquio con mostri sacri come Carlyle, Spencer e George Eliot

da “il Giornale

I fatti principali di quella Londra lontana, come tutti i testimoni dell’epoca sono concordi nell’affermare, stridevano per la loro piccolezza in contrasto con le dimensioni della città, e la scarsità di distrazioni e divertimenti disponibili spingeva i più mondani ad allargare la propria cerchia di conoscenze, formando una società molto accessibile e per certi aspetti estremamente invidiabile. Quali che fossero le ragioni dell’ammissione nei salotti mondani londinesi – sia che si potessero vantare risultati tangibili o semplicemente abilità degne di rispetto – si aveva poi il privilegio d’incontrarvi alcune tra le più illustri figure dell’epoca. (more…)