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L’OCCHIO DI ZHANG AILING

gennaio 17, 2010

Oggi, come ieri, Shanghai ha sempre coltivato l’ambizione di somigliare a Hong Kong, suo doppio culturale e architettonico. In queste due città, simbolo della modernità cinese, si intrecciano e si rincorrono la vita e l’opera di Zhang Ailing (nota in America come Eileen Chang), la più grande scrittrice cinese del ‘900; entrambe le città sono proiettate verso le mode e le seduzioni dell’occidente, e la stessa Zhang Ailing (nata a Shanghai nel 1920 e morta a Los Angeles nel 1995) quando lasciò la Cina nel 1955 per non tornarvi mai più, dopo un breve soggiorno a Hong Kong scelse gli Stati Uniti come sua seconda patria. Tra Shanghai e Hong Kong, dunque, è ambientato anche il romanzo autobiografico Piccola riunione, completato nel 1976, ma pubblicato solo quest’anno in Cina e non ancora tradotto.
Ancora il tema del doppio
La scrittrice vi rievoca il tempo degli studi trascorso nella colonia britannica durante la guerra sino-giapponese, e l’amore per un collaborazionista, consumato a Shanghai con alcune prolessi dedicate alla sua vita in America. Come in altre opere, Hong Kong viene colta nella sua eterna funzione di non luogo, città-traghetto tra la vecchia Cina e quella del futuro, tra la civiltà del benessere e la barbarie della guerra, fra tradizione cinese e modernità occidentale, di cui è suprema sintesi; ma l’anima della città allude anche alla scissa o multipla identità che si annida in ogni essere umano. Sul tema del doppio è centrata la raccolta intitolata L’amore arreso (Rizzoli, pp. 214, euro 10), con le due novelle Un amore devastante (traduzione di Alessandra Lavagnino) e Rosa bianca, rosa rossa (tradotta da Maria Gottardo e Monica Morzenti), scritte rispettivamente nel 1943 e l’anno successivo da una Zhang Ailing giovanissima, ma già assai popolare. (more…)